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Pare che vogliano mandarlo in pensione persino dai film di James Bond, dopo decenni di onorata carriera ("agitato, non mescolato" ovviamente), per rimpiazzarlo con una delle solite birrette da spot televisivo, disposta a sganciare un po' di soldini. Per chi ha voglia, sarebbe simpatico ordinare qualche media in meno, e qualche Vodka Martini (circa 3/4 della prima e 1/4 del secondo, ma va a gusti) in più, e brindare alla faccia di quelli che pensano di potersi comprare tutto, ma proprio tutto. |
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Se avevo già notato nei precedenti capitoli si respirava decisamente un'aria più adulta, qui siamo in pieno "stile Grisham", con un serratissimo capitolo in puro stile da legal thriller! Si legge quindi tutto d'un fiato e sicuramente l'autrice gioca in casa, sfrutta la sua abilità nel creare dialoghi efficacissimi e ci fa godere di un Dumbledore quanto mai carismatico e padrone della scena.
Nel contesto della storia, il capitolo mette in evidenza al massimo grado l'umano-troppo-umano miscuglio di malizia e dabbenaggine che porta le Autorità a mettere i bastoni tra le ruote a Dumbledore. Lo splendido e luminoso palazzo del capitolo precedente si trasforma nell'umida e buia grotta dell'udienza, così come il Potere costituito getta la maschera di protettivo pater familias per assumere i minacciosi contorni di una minaccia costante e onnipresente. La caratterizzazione è tutta volta a rendere questa repentina trasformazione, mano a mano che il capitolo procede si scava un abisso sempre più profondo tra le formalità rituali e i reali intendimenti dei personaggi presenti.
Forse Rowling si lascia prendere un po' troppo la mano dal simbolismo, dopo tutto non è davvero molto credibile che un'audizione a un ragazzino per "magia non autorizzata" possa avvenire di fronte all'intero Wizengamot e per giunta nella stessa aula utilizzata per condannare i traditori ad Azkaban! Comunque il capitolo svolge la sua funzione egregiamente: adesso sappiamo senza ombra di dubbio che il Ministero darà una mano a Voldemort e grande Rowling che speriamo invogli più di un ragazzino a diffidare sempre dell'Ordine Costituito! 
Al nocciolo di tutto, pronostico rispettato: grazie a Dumbledore che ci mette una pezza, anche quest'anno Harry sarà ad Hogwarts.
VOTO: 8
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Mi è piaciuto parecchio questo capitolo! Dopo moltissime pagine notturne oscure e angosciose, finalmente il racconto si "apre" in una lunga e immaginifica sequenza descrittiva, senz'altro uno dei punti forti della scrittura di Rowling. Durante il (breve) capitolo seguiamo Harry e Mr.Wesley nel loro viaggio (in metropolitana, come Muggles qualunque) verso il pieno centro di Londra e poi dentro il Ministero della Magia. La sequenza in cui i due entrano nello sfarzoso ministero, brulicante di wizards che incominciano una nuova giornata di lavoro mi ha fatto riprovare le sensazioni di certi bellissimi film, come Brazil o Il Quinto Elemento. C'è un continuo alternarsi di "panoramiche" sul grandioso palazzo e improvvise "zoomate" verso piccoli particolari curiosi: sembra quasi di seguire lo sguardo di Harry, la cui attenzione viene continuamente attirata da questa o quella novità. Ho sempre apprezzato come la Rowling sappia immaginare tanti piccoli particolari (come ad esempio i memo volanti, o la guardia che impone ad Harry di lasciare la bacchetta magica all'ingresso), descrivendoli magistralmente quasi con noncuranza, lasciandoci intravedere e dedurre il modo in cui la magia "diffusa" consente di affrontare in maniera diversa tanti aspetti di una vita quotidiana strutturata in modo non troppo diverso dalla nostra. Il capitolo è anche una opportunità per conoscere da vicino Mr.Wesley. Molto spesso è rimasto sullo sfondo, qui una volta tanto ha per molto tempo i riflettori tutti per lui: lo vediamo tentennare nell'individuare l'ingresso "ufficiale" del Ministero (un telefono pubblico - forse un omaggio matrixiano?), guidare apprensivamente Harry nel dedalo del ministero e stare ben attento a non farsi scoprire nel suo ruolo di "informatore" per l'Ordine della Fenice. In particolare, mi ha intrigato la descrizione del suo modesto ufficio, che tra documenti e oggetti vari testimonia la sua ammirata passione per la meccanica e le invenzioni umane. Il capitolo si chiude poi con un colpo di scena: l'ora e il luogo di convocazione di Harry sono state spostate all'ultimo momento e i due devono precipitosamente ritornare sui loro passi per giungere in una specie di cupo sotterraneo, dove si trova l'aula in cui un titubante Harry deve entrare da solo.
VOTO: 8,5
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Noto con preoccupazione che aumenta il mio fastidio nei confronti della diffusa abitudine di farcire inutilmente frasi e discorsi con locuzioni del tipo "voglio dirti", "ti dico" o il peggio del peggio "vorrei dire" (cosa significa? se lo stai dicendo devi usare la potenza in atto dell'indicativo e non la potenza inespressa del condizionale). Più in generale mi infastidisce la tendenza ad allungare il brodo delle nostre frasi con un sacco di roba inutile, rendendo più faticoso e (questa l'ho imparata sul lavoro) time-consuming il nostro conversare.
E' un obiettivo degno da raggiungere, l'essenzialità: porta anche a pensare bene a quello che si vuole dire, in modo da eliminare il superfluo. E' incredibile quanto spesso si apra bocca senza aver pensato ad una maniera efficace ed efficiente (altro mantra dominante nella azienda per cui sgobbo) di esprimere il proprio pensiero. Ovviamente lascio fuori le persone e le occasioni in cui si parla senza avere proprio pensato!
Come buon proposito autunnale, cercherò allora io per primo di parlare senza troppi infiocchettamenti. E' dura, anche perchè i cromosomi mi "tirano" dall'altra parte... ho notato che la mia mamma è una virtuosa di questi giochetti, avendo addirittura l'abitudine di premettere alla frase vera e propria la terribile doppia premessa: "Ascolta, voglio dirti questo: ". Wow! Ma non si farà prima a dirlo e basta?
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E' il capitolo di Sirius Black e dei Black. Interamente ambientato all'interno della casa, è collegato al precedente: il capitolo cinque si chiude con Mrs.Wesley che decide (dopo aver sentito Harry nominare l'infame magia Avada Kedavra) che i ragazzi hanno sentito abbastanza e ordina loro di andare a dormire, ed eccoli qui che salgono le scale verso le loro camere.
I ragazzi ansiosamente dibattono su quanto hanno appena sentito, in particolar modo di una fantomatica "arma segreta" custodita da Dumbledore, che Voldermort starebbe cercando. Mrs. Wesley sembra però sempre più decisa a proteggere i suoi ragazzi (compreso Harry) dalle brutture e dai pericoli del ritorno dei Death Eaters e quindi forzatamente le chiacchere presto si spengono: carina la descrizione di Harry che è sicuro di non poter prendere sonno a causa di tutte le novità ancora da "digerire" e che invece si ritrova direttamente svegliato da Ron il mattino seguente.
Giusto il tempo di fare conoscenza con una delle "solite" creature magiche poco simpatiche disseminate da Rowling nei romanzi (i Doxy) e registrare l'ennesimo battibecco tra Mrs.Wesley e Mundungus (la lotta conto un comune nemico mette dalla stessa parte persone anche molto diverse e non tutti possono andarsi a genio, evidentemente) che arriviamo al cuore del capitolo, dedicato alla famiglia Black. Innanzi tutto, comincia ad imperversare Kreacher, fedelissimo (agli originari padroni!) e insolente elfo di casa e poi ci imbattiamo in una specie di albero genealogico stampato sulla tapezzeria della sala, che ci porta a fare luce sulla famiglia di Sirius Black.
Come prevedibile, i Black sono dei Death Eaters: ci viene fatto sapere che anche alcuni personaggi finiti ad Azkaban di cui abbiamo saputo nel quarto libro, sono in realtà imparentati coi Black. Non bisogna dimenticare che anche Sirius stesso in questo momento è ufficialmente un ricercatissimo seguace di Voldemort. In realtà i Black sapevano benissimo che non era così, dal momento che Sirius è stato addirittura cancellato dalla madre dalla tapezzeria. Si capisce ancora di più lo spirito tormentato di Sirius Black: rinnegato dalla famiglia in quanto "amico dei mezzosangue", rinnegato dai comunità in quanto "amico di Voldemort", si compromesso agli occhi di tutti, fuggiasco e prigioniero di una casa che odia e da cui si era illuso di essersi liberato. Insomma, sono davvero molti i punti in contatto con Harry (senza contare che indubbiamente Sirius vede anche in lui l'inseparabile amico ucciso da Voldemort), entrambi si sentono frustrati per essere ciascuno a loro modo tenuti lontani dal cuore dell'azione.
Rowling prosegue dunque in questo capitolo l'esplorazione psicologica dei personaggi, si fa seguire nell'esaminare la loro evoluzione. Mentre nel quarto libro, l'unica preoccupazione di Sirius era riacquistare la libertà e cercare di riabilitarsi, adesso la sua natura di uomo impulsivo lo rende impaziente e irritabile. Ancora una volta, troviamo un capitolo oscuro, riflessivo, in cui si incrociano molti sentimenti più o meno espressi, si incrociano le diverse storie personali e sarà sicuramente importante tenerlo a mente per capire alcune scelte future dei diversi protagonisti.
VOTO : 7,5
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Finalmente arriva il capitolo dove molte cose vengono spiegate. La principale è che Voldemort è tornato, ma si sta muovendo ancora dietro le quinte, reclutando genti e persone, con le buone e con le cattive. In effetti non ci avevo pensato, ma è più che logico... non so perchè ma ero portato ad immaginare che la ricomparsa di Voldemort avrebbe comportato da subito uno scontro frontale senza quartiere, ma evidentemente non sarà così. L'Ordine è una specie di task-force che opera per contrastarlo, potendo contare sulla collaborazione di personaggi in vari posti di responsabilità, tra cui molti Auror.
E' un capitolo molto denso, con una lunghissima "scena" collegiale in cui prima si discute animatamente se Harry debba essere messo al corrente dei fatti e poi si passa ad una illustrazione a più voci della stessa. Nel leggerlo mi sembra di trovare conferma ad una impressione che ho avuto fin dall'inizio e cioè che si tratti di un libro ben poco "per bambini", nel senso che progressivamente l'atmosfera tuttosommato sognante dei primi romanzi, in cui Harry (e il lettore con lui) andava "alla scoperta" della magia, lascia il posto alla descrizione di problemi e conflitti umani, troppo umani. In particolare, mi ha molto colpito il modo in cui si descrivono i bizantinismi e i giochi di potere all'interno del Ministero, con Fudge che fa di tutto per pararsi il culo e screditare Dumbledore.
Rowling ha sempre evitato di essere troppo manichea nel dividere buoni e cattivi (a parte i pochi arci-buoni e arci-cattivi, ovviamente), ma qui esplicita in tutto e per tutto il fatto che spesso gli ostacoli più grossi arrivano da coloro che dovrebbero essere dalla nostra parte e che per stupidità e/o egoismi personali finiscono col metterci i bastoni fra le ruote: chiaramente è un tema molto "adulto" e attuale, che l'Autrice si sia magari ispirata a come i politici italiani spesso affrontano la lotta alla mafia? 
Capitolo bello dunque, anche se relativamente "pesante", con pochi momenti divertenti... è apprezzabile però come venga sapientemente sempre inserit quel pizzico di magia per rendere particolare l'atmosfera e connotare sempre meglio, partendo dai detagli, lo stile di vita di queste persone magiche, ad esempio mi ricordo del cazziatone che Mrs.Wesley fa ai gemelli rimproverandoli perchè non bisognerebbe usare la magia per ogni minima cosa, quando se ne potrebbe fare benissimo a meno (i due stavano "portando" delle vivande in cucina...).
VOTO : 7,5
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Ieri sono stato occupato per gran parte del pomeriggio/sera nel compito immane di riordinare la scaffalatura della sala, con lo scopo principale di fare posto a parecchia roba che stava traboccando dalla mia camera. Il compito era disperato, perchè la libreria era apparentemente piena, però era caricata in modo poco efficiente e sto invece provvedendo a sfruttarla per bene, ovviamente facendo attenzione a non esagerare coi pesi (chissà perchè a volte si pensa che gli scaffali abbiano una capacità di carico magicamente illimitata.. beh, non è così, quindi se volete evitare l'infarto di un improvviso cedimento notturno [ --> --> ], attenzione!).
Vado così orgogliosamente a mostrarvi la nuova collocazione di parte dei manuali tecnici, adorati al limite del feticsmo: dietro di loro (per la serie: occhio non vede, cuore non duole) c'è una pila di fotocopie rilegate di vecchi manuali che, oltre ad essere appunto obsoleti, fanno sicuramente poco "libreria" e quindi staranno dietro a prendere polvere, in attesa che prenda il coraggio di buttarli al macero. Purtroppo la collezione dei manuali è adesso spezzata in 3 stanze (camera mia, laboratorio pc, sala) però per ora è il solo modo di averli tutti a portata di mano, senza impilarli in malo modo.
Ho poi trasferito su un piano tutta una serie di riviste che albergavano qua e la in camera mia. Le riviste sono davvero problematiche, in primo luogo perchè ho sempre il dubbio se conservarle o buttarle via dopo un po'. Sicuramente le annate del National Geographic (dorso giallo) e del MSDN Magazine (dorso bianco) le tengo, già su TheGamesMachine (dorso nero) sono dubbioso, i numeri sparsi che ho di Jam (dorso tondeggiante, già di per sé indice di rivista "usa e getta") sono praticamente già condannati. L'altro problema è che comunque di mese in mese la collezione si allunga e lo spazio che ora va bene, in preve tempo diventa inellutabilmente insufficiente.. va be, a fine anno dovrei arrivarci, poi vedremo!
"Ok, ma il mugugno?", direte voi miei quattordicimila lettori. Beh, il fatto è che nel lottare per fare posto e organizzare tutto ciò, non potevo che mugugnare sulla mia situazione e su quanto mi farebbe comodo una VERA casa tutta mia. La camera in affitto in cui vivo a Milano per tutta la settimana, non la si può considerare tale e anche se vi ho traferito un po' di cose (un pc, un basso elettrico, dei libri, alcuni peluche) non è certo il posto in cui amorevolmente conservare i miei "tesori", anche perchè comunque il problema dello spazio è implacabile. D'altro canto la mia camera nella casa "di famiglia" è ormai al limite e per sopravvivere è stato necessario ricorrere al travaso in sala di parte del materiale. E' stata una scelta difficile perchè da un lato mi piace essere circondato dalle cose che amo, dall'altro bisogna riconoscere che il "feng-shui" pur tra tonnellate di stronzate porta un messaggio di puro buonsenso: non è bello dormire tra pile di vecchi libri, copertine di cd, zaini, pc portatili e strumenti musicali. Quindi sto progressivamente spostando LE COSE altrove dalla camera, però questo significa portarle in territorio "nemico"... non che a nessuno gliene freghi niente, però istintivamente trovo poco piacevole che i miei libri e tutto il resto siano esposti al pubblico (familiare e ospitato) nelle altre stanze della casa.
Ci vorrebbe una casa tutta per me insomma, ma quanti problemi! Il primo è quello ECONOMICO, ovviamente.Però la scelta della casa va di pari passo con quella del lavoro: sono davvero convinto di voler lavorare a Milano ancora per molto tempo? Ma d'altra parte, la vita di provincia fa davvero per me? E sarei disposto a fare il pendolare? Su questi problemi e sulla mia indecisione cronica, mugugnavo, ecco. Per ora me la sono cavata con la non-scelta dell'affitto, però urgono scelte definitive... mi sa che ne farò il "buon proposito" per il 2005: prendere casa!
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E' l'indirizzo in cui si rifugia la combriccola, nonchè il quartiergenerale dell'Ordine della Fenice. Questa, si viene a sapere nel corso del capitolo, è una società segreta messa in piedi da Dumbledore con lo scopo di radunare e organizzare coloro desiderosi di combattere attivamente Voldermort, ovviamente ne fanno parte gli Auror, che da sempre sono cacciatori di Death Eaters. La casa è una specie di binario "9 e tre quarti", nel senso che sguscia fuori, apparentemente invisibile ai Muggles, tra il numero 11 e il 13 della piazza.
E' il capitolo dell'incontro coi vecchi amici di sempre, ma come i precedenti capitoli lasciavano presagire, la rabbia di Harry esplode e per la prima volta lo vediamo veramente incazzato con Hermione e Ron (mi è piaciuto il modo con cui viene descritto l'incontro con Hermione, quando improvvisamente Harry non vede più nient'altro che la massa dei capelli di Herm, spuntata da chissadove per abbracciarlo) e non solo, ma per la prima volta Harry rinfaccia agli amici tutte le sue precedenti avventure e i suoi successi (mi stupisce che Harry non sia già diventato Eroe Nazionale, dopo tutte le prove che ha superato!), sentendosi ingiustamente ritenuto inaffidabile dalla consegna del silenzio a cui Dumbledore ha obbligato i suoi amici. Tutta la frustrazione per essere stato messo in un angolo esplode e a farne le spese sono gl amici più cari, però anche nei confronti di Dumbledore l'incazzatura è potente... insomma troviamo un HP sempre più "solo contro il mondo".
Mentre Harry si "incontra" con Ron e Hermione nella camera a lui destinata, di sotto si tiene una importante riunione dell'Ordine alla presenza di parecchi personaggi, tra cui anche Snape, che una volta di più pare essere considerato fidato da Dumbledore (Snape, gran bel personaggio), nonostante le apparenze e le voci.
Naturalmente è presente anche tutta la combriccola dei Wesley e, attenzione, veniamo a sapere che l'ambizioso Percy ha tagliato i ponti con la famiglia, dopo un violento litigio col padre: lo troveremo più avanti a dar manforte a Voldemort, garantito.
Alla fine del capitolo veniamo a sapere che la casa non è altro che la dimora avita di Sirius Black, peraltro presente all'incontro (avrei dovuto immaginare che Lupin non si muovesse senza l'amicone di sempre...): lo si scopre in un modo bizzarro, in quanto Sirius accorre per zittire un allucinato e allucinante enorme ritratto della madre, che se svegliato (no problema, ci pensa la pasticciona Tunks) comincia a sparare urla, insulti e lamentazioni a volume insopportabile!
Il capitolo ha una funzione direi preparatoria, di raccordo, c'è la carrellata dei "Buoni" però non si dice molto di più di quanto già non si sappia o si possa immaginare, tutto sommato niente di particolare.
VOTO: 6
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Ok ok, comincia a farsi sul serio. Finalmente appare un bel gruppazzo di veri maghi che, sono pronto a scommetterci, terrà compagnia al lettore per tutto il romanzo. Prima di tutto applaudo al ritorno in scena del Professor Lupin, uno dei personaggi più carismatici della saga e ormai nella mia immaginazione indissolubilmente legato al faccione del mio mito Kenneth Branagh (ho comprato di recente il dvd de "L'altro Delitto": assolutamente raccomandato!). (Ri)Compare anche "Occhio Pazzo" Moody, sperando che questa volta sia quello vero.. ho la sensazione che sarà fondamentale nella lotta di Harry con Voldemort: nel frattempo Rowling dà il meglio di se stessa, tratteggiandolo come un burbero e scelorotico sergente dei marines, tutto intento a predisporre tattiche di movimento e di organizzazione della compagnia... ancora una volta brava brava brava a far risaltare da pochi gesti e comportamenti tutto il carattere di un personaggio. Molto umana, quasi commovente, la sensazione liberatoria di Harry nel salire sull'amata scopa Firebolt volandosene via da Privet Drive, a quanti di noi da ragazzini avrebbe fatto comodo un mezzo del genere, eh? 
Dal punto di vista della trama, niente di particolare.. Harry prova a mettersi in contatto con i "suoi", ma l'arrivo di questa avanguardia accelera probabilmente la sua re-immersione nel mondo della magia. Dell'avanguardia fanno parte parecchi nuovi personaggi... chissà quali e quanti diventeranno fondamentali nel corso del romanzo e quanti sono destinati a rimanere sullo sfondo: è immancabile nei romanzi della serie un buono di cui si è portati a sospettare, per non parlare di insospettabili che si rivelano invece dei Cattivoni. Ad esempio, che sorprese mi riserva l'Auror pasticciona Nymphadora Tonks? Vedremo.
VOTO: 6/7
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Capitolo tutto-dialoghi davvero intrigante. La sensazione è che sempre più la nostra J.K. vada col pensiero all'immancabile trasposizione cinematografica e che parti sempre maggiori dei suoi romanzi siano quasi delle sceneggiature da raffinare. Nessuno può dire quanto questa avvenga consciamente, ma io non escluderei addirittura espliciti "suggerimenti" in tal senso da parte di chi ha profumatamente pagato i diritti. Ci sono due "scene" principali. La prima in cui Mrs.Figgs rivela ad Harry che era sorvegliato per ordine di Dumbledore. Molto simpatico il ritratto della arzilla Mrs. Figgs, dai modi alquanto, ehm, diretti: divertente quando prende a borsate il negligente compare Mundungus Fletcher, con la borsa piena di scatolette di cibo per gatti.. Rowling usa il trucchetto di spezzare le rimostranze che piovono sul povero Mundungus con dei trattini, riuscendo magistralmente a dare la sensazione dell'azione, con l'anziana strega che non riesce a colpire e insultare contemporaneamente e allora alterna le due azioni "And - it - had - better - be - you!" La parte del leone la fa però la seconda scena, l'immancabile faccia a faccia con gli zii. Questo veramente mi aspetto di trovarlo tale e quale al cinema, perchè è efficacissimo. Cruciale è la rivelazione che zia Petunia è coinvolta nel mondo dei maghi più di quanto non voglia ammettere: addirittura rivece un minaccioso Howler che dice "Remember my last, Petunia", in seguito al quale si decide a mettere a freno l'ottusa ira di zio Vernon. Che Harry abbia trovato una insperata alleata in Privet Drive? In effetti, era pur sempre la sorella della madre di HP, quindi possiamo ben immaginare un personaggio più tormentato rispetto al monolitico Vernon, che è totalmente estraneo a quel mondo parallelo, anzi nei romanzi precedenti questa freddezza mi rendeva Petunia ancor più odiosa del marito, ma a quanto pare le cose stanno per cambiare! I gufi meritano il titolo del capitolo, non solo perché portano notizie importanti (Harry ha usato un incantesimo e quindi andrebbe espulso da Hogwarts, ma francamente ormai non ci crede più nessuno, sarebbe davvero una sorpresa se venisse veramente espulso), ma anche perchè movimentano la scena con entrate spettacolari e improvvise... irrestistibile poi la scena del gufo che si spiaccica contro la finestra chiusa da zio Vernon.
VOTO: 8
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La fine del quarto volume ci aveva lasciato con l'atteso e clamoroso ritorno di Lord Voldemort, chiudendo (in perfetto stile "serial") con Harry intento a rimuginare sul fatalista saluto di Hagrid: what would come,would come.
Come da tradizione, il quinto volume apre in Privet Drive, con un Harry quanto mai solitario e frustrato. Effettivamente, l'apparizione in scena di Voldemort fa presagire che questo sia un momento chiave della saga e sicuramente anche il lettore potrebbe attendersi un incipt meno di "ordinaria amministrazione", anche se bisogna ricordare che Harry torna dagli zii su esplicito desiderio di Dumbledore. La tensione però è palpabile e nel giro di poche pagine un rapido crescendo ci porta verso improvvisi e misteriosi rumori, un repentino e totale black-out sensoriale di Harry e di Dudley e il clamoroso attacco di due Dementors, in piena Londra! Quello stordito di Dudley non capisce che è entrato in un gioco molto più grande di lui, si avventura allo scoperto e viene bloccato da uno dei Dissennatori, pronto a fargli provare l'ebbrezza del suo bacio. Per fortuna Harry è diventato ormai un habitue dell' EXPECTO PATRONUM (questa volta gli basta vedere la morte in faccia e pensare che non rivedrà più Hermione e Ron - chissà perchè penso soprattuto Hermione... ). I loschi figuri vengono dunque brillantemente scacciati, i due ragazzi sono alquanto malconci ed ecco accorrere la gattara di quartiere, Mrs. Figgs, che si rivela essere una strega (Miiiii!!!).
Al solito le parti con zio Vernon e zia Petunia sono molto divertenti, mi è sempre piaciuto come la Rowling seglie di evidenziare le insopportabili ipocrisie ed ottusità di questi arcicampioni della middle-class inglese semplicemente lasciandoli fare (e parlare): esemplare il momento in cui zio Vernon commenta la notizia di uno sciopero negli aereoporti spagnoli con un "Give 'em a lifelong siesta, I would". Il loro degno erede Dudley è, come si capisce fin dal titolo, un po' il protagonista (apparente) di questo capitolo: comunque, Dudley è diventato il perfetto bullo annoiato e viziato, che va in giro a teppistellare con la sua gang... probabilmente diventerebbe molto amico di Malfoy, o meglio (visto il QI non esaltante) dei suoi guardaspalle.
Interessante anche come viene dipinta la "rabbia in boccio" del nostro Harry ormai adolescente: dall'esasperazione per pensare agli amici lontani che fanno comunella e sembrano un po' "tagliarlo", al sarcasmo verso le raccomandazioni di Sirius, alla voglia di rivalsa verso Dudley e i suoi compari (molto bella la scena in cui prega che lo vedano e attacchino briga con lui, adesso che sa padroneggiare la bacchetta magica). Insomma, scopriamo un Harry quanto mai "testa calda": da tempo ho notato molte somiglianze tra Voldemort e i Death Eaters con il celeberrimo Lato Oscuro della Forza in Star Wars... succederà forse anche ad Harry di cedere alle tentazioni del lato oscuro della magia e lo vedremo magari nell'ultimo volume a sorpresa a fianco di voi-sapete-chi, sconfitto proprio da Hermione? Mah! 
Per il momento, limitiamoci a soffrire insieme a Potter per il suo isolamento: si comprende la sua frustrazione nell'essere tenuto lontano dal cuore degli eventi e il suo stupore per il fatto che l'apparizione di Voldemort non abbia completamente sconvolto le abitudini del suo mondo. Anche il sottoscritto è ugualmente ansioso di avere notizie, ma posso facilmente rimediare tuffandomi senza esitazione nel secondo capitolo!
VOTO: 7
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