La tradizione vuole che in Liguria il padrone di un peschereccio offra a chi si imbarca la scelta tra il diritto di lamentarsi (mugugnà) e un supplemento di paga. Scelta lacerante per un ligure, e dalla quale per una volta perfino la tirchieria usciva sconfitta; come dice il proverbio: “Sensa vin se navega, sensa mugugni no”. (Claudio Paglieri)
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tramandato ai posters alle 15:46 del 30/09/2004 | commenti (1) | sturielett | permalink

Un uomo e' entrato in un market della Louisiana, ha messo una banconota da 20 dollari sul banco e ha chiesto che gli venisse cambiata. Quando il commesso ha aperto il cassetto, l'uomo ha estratto una pistola ed ha chiesto che gli venisse consegnato tutto quello che c'era nel cassetto, ed e' poi scappato via, lasciando la banconota da 20 dollari sul banco. Un controllo sul totale che era stato rapinato dal cassetto dava... 15 dollari!
(se qualcuno ti punta una pistola e ti da' del denaro, si tratta di un crimine?)


tramandato ai posters alle 17:06 del 29/09/2004 | commenti (1) | culturangle | permalink

Siccome oggi su City si parla di un clamoroso furto di diamanti, mi è venuta la curiosità di capire una volta per tutte cosa sono questi benedetti carati. Naturalmente uno dei "posti" migliori per togliersi questo tipo di curiosità rimane la utile e lodevole wikipedia , dove ho appreso quanto segue.

Questa unità di misura ha un significato diverso a seconda che venga applicata ai diamanti oppure agli oggetti in oro. Nel caso dei diamanti è (banalmente) una diversa e più calzante unità di misura del peso: un carato corrisponde a 0,2 grammi, quindi dire che un diamante è di 10 carati equivale a dire che pesa 2 grammi.

Nel caso dell'oro invece, il carato indica la "purezza" di una lega oro-altroMetallo: un carato equivale ad una parte di oro su 24 parti di lega. Per questo motivo dire di una lega che è "oro 24 carati (24K)", equivale a dire che è di oro puro.

Per ulteriore chiarezza, riporto anche l'etimo preso paro-paro da wikipedia, cui vanno quindi i relativi onori e oneri:

La parola deriva dall'arabo qi¯ra¯t (ventiquattresima parte), che è dal greco kerátion (siliqua del carrubo), infatti il seme della carruba ha un peso che è di circa 1/5 di grammo e veniva utilizzato per pesare le quantità piccolissime.




tramandato ai posters alle 14:11 del 27/09/2004 | commenti | culturangle | permalink

Programming today is a race between software engineers striving to build better and bigger idiot-proof programs, and the Universe trying to produce bigger and better idiots.So far, the Universe is winning.




tramandato ai posters alle 20:10 del 26/09/2004 | commenti | mugugni | permalink

Ed eccoci tutti qua a trattenere il fiato per Simona&Simona (che era "Simon&Simon", un telefilm?). E' impresa rarissima leggere un articolo, un commento, qualunque cosa che tenti in qualche modo di non pigiare a fondo sul pedale della commozione facile. Quando avrò voglia e lucidità bastanti, bloggerò su questa vicenda (anche per fare il pari con il commento che feci a suo tempo sui Quattrocchi & Co): adesso mi viene solo in mente questo... penso al bambino iracheno estratto miracolosamente vivo dalle  macerie, come visto oggi al telegiornale, penso alle quotidiane decine di civili uccisi in Iraq e mi chiedo quando mai ci libereremo da questo maledetto irrazionale istinto, per cui la ragazza italiana rapita fa "prima pagina" per settimane e la ragazza irachena.. beh, ogni tanto due righe se capita.

tramandato ai posters alle 10:18 del 26/09/2004 | commenti | | permalink

AAAARRGGGHHH!!!






tramandato ai posters alle 10:02 del 26/09/2004 | commenti | fastidi | permalink

[Non so perchè, ma non mi lascia più editare il post precedente..bah!]

C'è un concetto inespresso che si agita sottotraccia in parecchie di queste lamentazioni anti-numerochiuso: l'idea che il desiderio di fare una cosa porti automaticamente alla capacità e alla possibilità di farla. I giornali sono pieni di neo-maturate-per-il-rotto-della-cuffia che trovano implicitamente logico (nessuno ha mai il coraggio di mettere nero su bianco una roba del genere) avere il diritto di iscriversi a Veterinaria in nome del loro smisurato e sincero amore per fedeli cagnoloni e/o puledri indomiti.
Non so chi abbia potuto illudere queste persone in tal modo,ma...ehi, la vita non è così facile!

Umanamente si comprende e dispiace la delusione per i propri sogni non raggiunti, ma questo modo infantile e irrealistico di trattare la questione mi dà veramente molto Fastidio. E attenti a quello che sto dicendo. E' giusto fare il massimo per raggiungere le proprie aspirazioni, non darsi per vinti, avere l'ambizione di volersi sentire realizzati, leggere trenta volte la parabola dei Talenti, e così via. Però a un certo punto bisogna dimostrare che la Maturità non sta scritta solo sul pezzo di carta che abbiamo strappato e sapere fare i conti con la realtà e con le nostre inadeguatezze.

Certo, questo approccio non viene facilitato dalla generale banalizzazione (con conseguente livellamento verso il basso) del sapere "superiore": ma qui ci sarebbe davvero TROPPO da dire e me lo tengo per una successiva "puntata"... ormai il tema "Diritto allo studio" rischia di diventare il blog-tormentone di questi giorni..!



tramandato ai posters alle 12:51 del 25/09/2004 | commenti (1) | fastidi | permalink

Puntuali come ogni anno, emergono dai vari mezzi di comunicazione i soliti strali e lamentazioni contro gli esami di ammissione ai corsi universitari. Naturalmente da qui a parlare del famigerato diritto allo studio, il passo è davvero breve, o almeno così sembra a parecchi estensori.

Allora, cominciamo a chiarire una cosa: il diritto allo studio non vuol dire che uno ha diritto di fare sempre e comunque gli studi che vuole! Altrimenti saremmo al paradosso che lo Stato dovrebbe mantenere vita natural durante quei bei tipi che decidessero che nella loro esistenza non vogliono fare altro che studiare, e magari per giunta con scarso profitto.
Diritto allo studio significa che SE UNO DIMOSTRA DI AVERE LE CAPACITA' per proseguire in un dato ambito di studi, questa possibilità non gli deve essere preclusa per ragioni economiche, geografiche, politiche, sociali, religiose, eccetera.
Non potere andare all'università perchè non si hanno i soldi per pagare la retta è una lesione al diritto allo studio. Il fatto che durante il ventennio fascista gli insegnanti (il diritto all'insegnamento va di pari passo col diritto allo studio) dovessero fare professione di fede verso il Duce per poter esercitare: questo lede il diritto.

Che lo Stato,  esaurita la fase della scuola dell'obbligo, ritenga non opportuno investire fior di soldi (per quanto la spesa per l'istruzione sia ridicola rispetto al PIL, in assoluto è pur sempre un bel pacco di soldoni che esce dalle nostre casse) nel fare istruire ai livelli più avanzati dei cittadini che palesemente dimostrano di non avere le capacità per trarne beneficio... beh, questo mi sembra perfettamente logico!

[me ne vado a mangiare... continuo dopo!]



tramandato ai posters alle 09:48 del 25/09/2004 | commenti | games | permalink

Indianapolis Raceway Park

Questa volta me la sono vista davvero brutta, grazie alle nostre mirabili Ferrovie dello Stato!

La situazione ve la può riassumere questo mio intervento sul forum del campionato:

Ore 17.30: sono a Bergamo per lavoro

Ore 18.15: raggiungo in auto insieme a un collega la stazione di Milano Lambrate. Alle 18.40 dovrebbe passare l'ultimo treno che arriva a Novi alle 20.10, quindi in tempo per la gara.

Progressivamente il treno viene annunciato con 10, 30, 50 minuti di ritardo. Vado in Centrale col primo treno e li mi spiegano (e constato con i miei occhi) il propblema: manca il locomotore!

Ore 19.45: con più di un'ora di ritardo, finalmente si parte.

Ore 20.00: arriviamo a Milano Rogoredo. C'è gente ferma in mezzo ai binari. Essendo stato soppresso un precedente treno locale, ci bloccano e pretendono che il mio treno diretto faccia invece fermata su tutte le stazioni della linea, fino a Voghera.

Ore 20.10: partiamo da Rogoredo, previsione di arrivo a Novi.. non prima delle 21.20! A questo punto chiamo mio padre col cellulare, lo faccio connettere al gioco (lui va con Flight Simulator quindi è abbastanza pratico) e gli faccio chattare un messaggio di richiesta per un piccolo ritardo di 10 minuti sulla partenza...
Ore 21: arrivo a Tortona. Mio padre mi è venuto a prendere in macchina per fare prima.. friggo sul sedile, azz!!

Insomma, che ci crediate o no, arrivo davanti al pc che la corsa di Indianapolis Raceway Park (non il celeberrimo ovale, ma un catino da 0.6miglia di lunghezza) è cominciata da 10 secondi..!!!!! Con varie suppliche sono riuscito ad ottenere il favore di rifare la partenza! Ufff..!!! Chiaramente me ne parto dall'ultima posizione, l'inizio è davvero difficile dato che mi trovo catapultato in gara senza nemmeno aver fatto mezzo giro di riscaldamento: con la solita condotta regolare e ragionata alla fine arpiono un buonissimo quarto posto, consolidando anche la mia posizione in classifica grazie alla sfortunata ingenuità del compagno/rivale Sicari, che si va a beccare una bandiera nera proprio all'ultimo giro. D'altra parte anch'io ho fatto un ultimo giro da dimenticare... come altre volte sono caduto nella "trappola" di voler strappare una posizione all'ultima curva, finendo castigato invece da chi mi seguiva (la seconda "foto" è proprio riferita a questa ultima curva, con il Catte che mi passa all'esterno).

Comunque, questa situazione è davvero abbastanza complicata da gestire: con Davide c'è un ottimo rapporto e un vero spirito di squadra, però ormai comincia a pesare il fatto che è il mio principale rivale per il campionato! So bene di non essere tra i più veloci in assoluto, anche per il poco tempo dedicato al setup e alle prove, quindi ho assolutamente bisogno di essere regolare e approfittare delle sventure ed errori altrui: certo, da qui a gufare contro il proprio compagno, ce ne passa..! Però mi sentirei ipocrita a negare di essere soddisfatto per aver preso un ulteriore margine su di lui, anche se in questa maniera un po' rocambolesca!!













tramandato ai posters alle 22:06 del 19/09/2004 | commenti (3) | under score | permalink

Quando si parla di un film di Spielberg si può tranquillamente dare per scontata una cosa: che sia "ben fatto". E infatti questo The Terminal non fa certo eccezione, anche se il regista conduce con discrezione e senza nessuna forzatura a caccia al virtuosismi: la classe però c'è e si vede, mi ha colpito ad esempio uno "zoom indietro" (maricla docet) stupendo, che da un primo piano di Tom Hanks passa a una panoramica dell'intera hall dell'areoporto, rendendo alla perfezione la sensazione di straniamento provata dal protagonista in quel momento.
Un "ruolo" fondamentale, dato che il 99% del film si svolge all'interno dell'areoporto, lo gioca proprio l'enorme set appositamente costruito: oltre a presentare spazi e forme che Spielberg non esita a sfruttare con grande mestiere (ma forse i giochetti con le scale mobili sono ormai un po' logori...), l'area Arrivi E Partenze costituisce un classico "microcosmo" che consente di aggiungere dinamismo alla storia puntando lo sguardo sulle vicende della varia umanità che vi transita e/o lavora (nessun altro ci VIVE, eccetto il protagonista Viktor), come ad esempio la divertente love-story tra la poliziotta e l'addetto al catering.
Nonostante il film sia chiaramente centrato su Tom Hanks e sul suo corpaccione (ingrassato per esigenze di copione o si è davvero lasciato andare così?), ciò che lo salva dal non prendere il binario della solita commedia brillante e melensa è proprio la costante attenzione alle storie e ai personaggi di contorno. L'aspetto drammatico della vicenda, condito con la love-story con il personaggio di Zeta-Jones, poteva facilmente generare il temibile "effetto polpettone": invece il film si salva grazie al sapiente bilanciamento con note lievi, accenni di sarcasmo, commedia classica (il leit-motiv dei capitomboli sul pavimento bagnato) e anche sequenze al limite del demenziale, come la cena a due organizzata da Viktor o l'enorme pescespada recuperato tra gli oggetti smarriti.
Gli attori, bravissimi: come sempre, sono i tanti caratteristi a tenere sempre alto il livello del film e a dare ciascuno la propria pennellata al quadro complessivo: una spanna sopra tutti Stanley Tucci (il direttore della sicurezza).
Che dire, il film è piacevole, sicuramente non rappresenta una pietra miliare non solo del cinema, ma neppure della filmografia di Spielberg. Personalmente lo percepisco collegato al precedente Prova a prendermi: dopo alcuni film notevolissimi e sofferti (Salvate il soldato Ryan e Shindler's List, ma ci voglio aggiungere anche il coraggioso e non fortunato A.I. ) Spielberg sembra volersene stare "tranquillo" prendendo ispirazione dalla cronaca e sfornando queste "piccole storie morali" curate con intelligenza e mestiere. Certo, la "genialità" giovanile di film come Incontri Ravvicinati del 3° tipo si è evidentemente persa per strada...
Manca una certa tensione narrativa e tutto é un po' "sfumato" e in certi momenti il film oscilla pericolosamente sul baratro del buonismo (persino i poliziotti hanno un cuore d'oro, nel film), compresi certi voluti omaggi alla commedia americana (il bacio dei due in controluce) che però rimangono abbastanza stucchevoli.

[Visto il 18/9/2004 al cinema Stardust di Tortona. Note Ambientali: pubblico OK, a parte una signora un paio di posti alla mia destra che ogni tanto commentava a voce alta e parecchi ritardatari... Inqualificabile la scelta dei gestori di piazzare un pianobar in piena regola a 3 metri dalla sala: nei momenti più tranquilli del film si sentiva distintamente una colonna sonora "imprevista"!]







tramandato ai posters alle 10:44 del 19/09/2004 | commenti | games | permalink

Pikes Peak

Altra gara positiva del campionato! Questo Settembre si dimostra davvero favorevole, quindi non mi posso lamentare. Ancora una volta, non sono particolarmente competitivo (poco tempo e voglia di provare, maledizione), però la pista di Pikes Peak mi piace e da brava formichina alla fine metto le mani su un prezioso quinto posto. Ho fatto ricorso anche a un paio di rischiossisime furbate durante le bandiere gialle per conquistare i 5 punticini di bonus accordati a chi fa almeno un giro in testa, però tutto sommato alla fine è andato tutto ok. Unico errore madornale è stato fermarsi all'ultimo giro utile durante uno dei (pochi, a dire il vero) momenti di "bandiera gialla", quando il gruppo è ripartito io ero praticamente ancora nel rettilineo opposto e ho dovuto faticare non poco per riprendere il treno!

Due paroline di commento sulle "foto" qui sopra: il grande Ribet protagonista assoluto, dato che abbiamo duellato molto spesso (nella foto 3 potete vedere come si erano ridotte le nostre auto), un primo piano di francesco_lfs, che mi pare non sia mai stato ripreso prima in questi post e infine un doveroso omaggio ai miei valenti uomini ai box, che ancora una volta mi hanno riparato e rifornito sempre con grande tempestività!

Come già per la volta precedente, copio qua le mie dichiarazioni "a caldo" sul forum del campionato: non sono particolarmente grammaticate, però qualcuno mi ha fatto notare che neppure la punteggiatura di questi post è il massimo, quindi non ci sono problemi...

Beh, che dire... gara molto "tattica", in certi momenti quasi noiosa, almeno per me che sono stato per molti giri senza nessuno dietro e con chi mi precedeva (a turno Catte, Francesco, Testa) inattaccabile a 4/5 secondi.
Bella lotta a tre (con in mezzo un pitstop) tra me Testa e Mariottini.. mi spiace per quest'ultimo: ci siamo toccati ed è spinnato senza neppure fare uscire la gialla. Io mi sento con la coscienza a posto dato che ero interno e ampiamente davanti, ma a parte questo continuo a non capire quale sia la ragione di prendersi questi rischi per resistere strenuamente al sorpasso, come in questo caso. Mi stupisco come ancora molti non abbiano il sangue freddo per capire che in questi casi la cosa migliore è non correre rischi e accodarsi..! 
Poi gran finale con Ribet, duello molto bello e corretto con sorpasso e controsorpasso al penultimo giro! Teoricamente non volevo rischiare niente in "ottica classifica", oltretutto dopo che Pao mi ha "tirato dentro" un suo spin la car non rispondeva più bene, era sottosterzante nonostante avessi cercato di metterci una pezza al pit modificando il wedge: però alla fine quando vista la possibilità di fare una bella lotta non mi sono tirato indietro! 
Davvero peccato per il mio compagno Sicari, che veramente stava dominando la gara.. è un periodo davvero sfortunato per lui e perdere per disconnessione è veramente dura dura (parlo per esperienza..) !!