La tradizione vuole che in Liguria il padrone di un peschereccio offra a chi si imbarca la scelta tra il diritto di lamentarsi (mugugnà) e un supplemento di paga. Scelta lacerante per un ligure, e dalla quale per una volta perfino la tirchieria usciva sconfitta; come dice il proverbio: “Sensa vin se navega, sensa mugugni no”. (Claudio Paglieri)
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tramandato ai posters alle 12:48 del 31/10/2004 | commenti | under score | permalink

Leggo parecchie critiche perplesse su The Village.
A me è piaciuto moltissimo, ma devo ammettere subito che mi considero un fanatico di "Mr.Notte" (chiamiamolo così, invece del poco pronunciabile M. Night Shyamalan):. c'è poco da fare, certi autori indipendentemente dalla loro bravura (e Mr.Notte "bravo" lo è davvero, è innegabile) usano e toccano corde che ciscuno di noi sente particolarmente, si crea una sintonia di comprensione che trascende la semplice "riuscita" di un lavoro. Tutti i suoi film sono a loro modo indimenticabili, scavano nella mia memoria visiva degli spazi precisi e indelebili (il Sesto Senso l'ho visto una volta e mezza, ma mi è bastato per potermelo praticamente rivedere tutto nella testa) e adoro il gusto di Mr.Notte nel dare un fondo di omogeneità alla sua filmografia, consentendo all'appasionato di vedere/valutare il film anche in relazione con i lavori precedenti, cogliere i rimandi e le citazioni. Certo, il rischio è quello di rimanere prigionieri di una formula consolidata e anche iin questo caso The Village non fa eccezione: la tranquilla quotidianità minata da una nascosta ma palpabile Minaccia, alimentata e magnificata dal lavorio della testa dei personaggi, la materializzazione e il contatto con la Minaccia e il capovolgimento a sorpresa finale. E comunque, per la serie "sembra facile", provateci voi a seguire questo cliché: bisogna ammettere che anche solo come sceneggiatore Mr.Notte ha talento da vendere!

The Village è un film visivamente impressionante. Panorami naturali maestosi ed evocativi si stagliano su primissimi piani degli oggetti della quotidianità, inquadrati con tagli fotograficamente peculiari, evocativi e quasi mai forzati. I colori (??) sono volutamente assenti, virati su un ocra polveroso onnipresente, funzionale per il contrasto (anche tecnico, con toni in quelle circostanze molto saturi) con i simbolici colori primari utilizzati: il rosso della violenza che la comunità si è voluta lasciare alle spalle, il giallo salvifico dei mantelli e dei drappi del confini e - se permettete - il blu degli occhi della deliziosa e inaspettata protagonista,Bryce Dallas Howard.

Insomma, prima di tutto una vera gioia per gli occhi, resa possibile dal talento perfezionista del Nostro... ho trovato esemplare la scena in cui viene aperto lo scrigno dei segreti e in cui la verità "vera" viene servita con soddisfazione allo spettatore. I giochi di luce sulla chiave infilata nella serratura, il coperchio ripreso dal basso che aprendosi cela i volti dei protagonisti e poi QUELLA FOTO che gradualmente si colora e diventa moderna oltre ogni logica, con un cambio di contesto repentino portato avanti solo grazie a una diversa fotografia e a una voce fuori campo: magistrale.

La tecnica con cui la suspance emerge e monta è quella consolidata; brevi epifanie orrorifiche (e mai come in questo film vale l'assunto che tali sono soprattutto per la percezione che le "vittime" ne hanno o sono indotte ad avere) inserite repentinamente in un contesto di calma apparente, che il regista descrive facendo uso di tutta la sua abilità e sensibilità. Mi è rimasta nel cuore la scena delle due ragazze che ramazzano il patio e trovano un fiore rosso cresciuto intorno alla casa: un gioiello che mostra come si possa allo stesso tempo fare un piccolo saggio di poesia cinematografica (le lunghe gonne che ruotano mentre le ragazze ballano con la loro scopa) raccontando assolutamente tutto quello che serve sulla storia, la serenità apparente costantemente corrotta dall'apprensione per il pericolo incombente, la staticità vioenta del fiore rosso che spezza l'autoinganno della tranquillità (che infatti viene prontamente sotterrato, rimosso). Ottimo il cast, chiamato ad una prova non facile, in quello che è di fatto un film in costume, per di più giocato moltissimo in sottrazione, sul non-detto. Rispetto ai film precedenti sono veramente ben pochi i momenti di "furia adrenalinica", anche nei momenti più drammatici gli attori si muovono quasi al rallentatore, in una atmosfera rarefatta. Forse le vere protagoniste del film sono le emozioni compresse, trattenute, le bugie che costruiscono silenzi, i silenzi che costruiscono frustrazione e infelicità: il silenzio ritroso dell'innamorato Lucius, l'adulterio non dichiarato di Walker, la scena in cui Ivy schiaffeggia l'assasino del suo uomo, così carica di disprezzo, ma anche così muta, simbolica. Per non parlare della scena dell'accoltellamento, intollerabile nella sua silenziosa immobilità.
Tornando agli attori. Personalmente Phoenix mi piace, ma non mi esalta: avrei visto meglio uno più carismatico (forse Depp?), anche se è il film a non richiedere la presenza di un Eroe, come era stato invece nei film precedenti, ma piuttosto di una eroina. Della "sorpresa" Howard s'è detto: forse più bella che brava, anche se recitare una non-vedente non è mai semplice e lei è sicuramente credibile, a parte forse qualche scena nel bosco, imputabili però a fragilità della sceneggiatura. Memorabili William Hurt (con più scene, quasi un co-protagonista) e Sig Weaver, che per me dovrebbero andare dritti dritti nelle rispettive cinquine come miglior attore/attrice non protagonista.

[Visto il 29/10/2004 al multisala Stardust di Tortona. Sala 3 indecente, con solo le ultime due file ad altezza schermo e le altre progressivamente sempre più spezza-collo. Visione tormentata da sfigatissima coppia di amici alla mia sinistra che ha lungamente accompagnato il film con puntuali e sagaci commenti per la serie "io guardo sempre le cose con disincantato e cinico distacco". Come non bastasse, qualcuno nelle immediate vicinanze emanava un odore di topo morto (probabile alitosi) devastante: il lezzo era così pervasivo che non sono riuscito a capire se si trattasse della persona immediatamente a sinistra - e sarebbe davvero TROPPO - o di quella a destra... ]



tramandato ai posters alle 14:24 del 29/10/2004 | commenti | culturangle | permalink

NerviDomenica mattina, una telefonata (o era un sms?) mi mette davanti all'amletico dilemma: SMAU o mare? Guardo fuori, vedo un pallido solicello e mi dico, "ma dai... mare"!
Quando dopo poche ore si parte, una pioggerellina insistente ci accompagna lungo il tragitto, però la Dolce Riviera Ligure non si smentisce e una volta passato l'Appennino riusciamo a godere di un pomeriggio piacevole e mite, anche se ampiamente autunnale.
Per fortuna io e il Biondo avevamo le fide chitarre insieme a noi e abbiamo passato un po' di tempo così (lui molto poco, a dire il vero). Niente di particolare, anzi qualche obbrobrio da parte mia, compresa una All Along The Watchtower presa con un A major invece che A minor. E' stato però divertente assaporare l'aria di libertà che deriva dal mettersi banalmente a menestrellare sulla pubblica via...



tramandato ai posters alle 10:00 del 29/10/2004 | commenti | mugugni | permalink

Passo in cucina per un bicchiere d'acqua, mi fermo un attimo per andare a vedere cosa ha fatto la Juve e poi capita di zappare sul Grande Fratello. Hanno appena eliminato una certa Cinzia, e vabbè. La conduttrice (ma chi è? comunque il top un po' battonesco le donava, complimenti) la introduce in studio con grande enfasi: "Eee oraaaa, ecco a voooooii... LA FRAAAGILISSSSSIMAAA... Cinzia!!!!".

Segue entreé hollywoodiana della suddetta Fragilissima, tra luci laser, fumogeni e marcette gloriose sparate a tutto volume...la Fragilissima arriva in studio sfoggiando un sorrisone per nulla intimidito e un abbigliamento da far concorrenza alla conduttrice, se non fosse per quei jeans a vita bassa anonimi e mal portati quanto basta. Spengo e torno di là dalla mia chitarrina, sogghignando incredulo.

Prima di tutto... ma che Fragilissima? Se sei Fragilissima (ammesso che si possa essere concordi su cosa si intende, perchè a volte le Fragilissime sono banalmente delle isteriche e/o viziate e/o permalose), di sicuro non vai a metterti in vetrina per dei mesi nell'acquario del Fratellone, tra nomination, litigi, convivenze forzate, eccetera. Ma chi cazzo volete prendere in giro??

Ma anche fosse, cos'è questa presentazione tutta enfasi e lustrini di una persona sulla cui fragilità stai sfacciatamente marciando? Se non siamo al "Ed ecco a voi la Donna Barbuta, Siore e Siori.. venghino, venghino!!!", poco ci manca. Se è così fragile, magari non la sbatti in pasto al pubblico in quel modo, no? Insomma, una buffonata, con lo strisciante fascino del trash più (auto)gratificante: la speranza è che tutti ipocriticamente "ci facciano" e non "ci siano", altrimenti siamo davvero messi male.

tramandato ai posters alle 09:11 del 28/10/2004 | commenti | games | permalink

Dover

Piccolo passo avanti, rispetto al disastro delle gare precedenti, anche se il campionato ormai è quasi una chimera: può tornare a portata soltanto sperando nelle disgrazie altrui e non è una cosa che mi piace fare, anche se certo fa parte del gioco... e io lo so bene!
La cronaca della gara l'ho già fatta sul forum del campionato e non avendo tempo/voglia di ripetermi, la incollo qua:

L'assetto mi piaceva abbastanza, magari non iperveloce ma mi dava una bella sensazione di aderenza, che a Dover non ero mai riuscito ad ottenere..qualifiche inaspettatamente buone. Dopo il primo long run arriviamo a una cinquantina di giri e mi rendo conto chiaramente che per il podio non ci sarà nulla da fare, però su un Top5 ci si può contare, anche se dopo 2 gare consecutive devastanti, il mio imperativo era semplicemente arrivare, anche per muovere la classifica.
Alcuni momenti "a rischio".. uno da MEGA INFARTO, con Testa Ribet Mariottini e Campanella che esplodono proprio davanti a me e finalmente una volta tanto la dea bendata mi da una mano nel riuscire a schivare tutto quanto, auto volanti, in spin, contromano, un incubo.. ho perso dieci anni di vita, azzo! Shocked
Poi purtroppo c'è stato un laggone di jena che era tutto esterno mentre lo affiancavo e poi di colpo me lo sono ritrovato sul prato alla mia sinistra... Shocked Shocked boh, non so cosa risulterà dal replay del server, ma è davvero scomparso.
E arriviamo al clou... pit stop mio e di ribby.. già al pit precedente (ero in coda al gruppo, quindi non avendo nulla da perdere quasi ogni volta pittavo) eravamo insieme e avevo avuto qualche problema nell'uscire con lui fermo davanti. Questa volta parcheggiamo entrambi perfettamente e ripartiamo assieme... io penso "oooh questa volta riusciamo a fare un bel pit come si deve!!!" in quello stesso momento KA-BOOOM mi trovo ribaltato contro il guardrail... mentre uscivamo stava arrivando Liccardi e preso a controllare ribby non me ne ero assolutamente accorto! n
Colpa mia che esco senza guardare, anche se vedendo il replay si capisce che se Liccardi fosse rimasto sulla corsia esterna FORSE riuscivamo a fare un three-wide in pitlane e ce la potevamo cavare... comunque il punto vero della questione è che mi è sembrato del tutto esagerato fare quel po po di capitombolo, infondo penso che Liccardi stesse arrivando ai suoi bei 35mph mica ai duecento all'ora!!
Vabbè, sta di fatto che lo spotter mi segnala "some kind of engine problem", ri-pitto e ci mettono una pezza, ma mi trovo na specie di camion per le mani, quindi non mi resta che tirare la carretta fino alla fine sperando di non vedere il motore andare KO, come successo a Ribet verso la fine...







tramandato ai posters alle 10:52 del 25/10/2004 | commenti | culturangle | permalink

COMUNICAZIONE PER I PARTECIPANTI: COMMENTATE QUA PER SEGNALARE VARIAZIONI , SUGGERIMENTI, ECC...

Ecco l'atteso planning per la prossima stagione dell'Invito a Teatro, meritoria e abituale iniziativa della Provincia di Milano (anche se 4€ di rincaro ogni anno... alla faccia dell'inflazione!): sarà poi sistematicamente disatteso, ma tant'è.


Come potrete notare, gli spettacoli selezionati sono nove, invece degli otto soliti: in parte confido nella consueta distrazione di qualcuno e comunque mi è sembrato giusto prevedere una "ruota di scorta" nel caso si dovesse saltare uno spettacolo.
Quest'anno punterei sul moderno, inverno trasgressivo (addirittura Fassbinder, a Febbraio) stemperato dalla modernità già "classica" del Caligola di Camus, riletto dal grande Corrado d'Elia.
Imperdibile mosca bianca, il "solito" Ronconi impegnato con Aristofane al Piccolo; la primavera poi all'insegna degli autori anglofoni, con consacrazione nell'Harold Pinter de "Il calapranzi", sperando che il famigerato Syxty del Litta non ammorbi più di tanto con la sua regia (sono ancora terrorizzato dal ricordo del "Calderone").
Inevitabilmente ho dovuto compiere tagli dolorosi: in particolare, il planning non prevede visite al Carcano, all'Arsenale e al Da Vinci. Proprio quest'ultima esclusione mi è costata molto: è una grande sala moderna in zona università (fosse un immobile si direbbe: adiacenze MM Piola) con comode poltrone e un bel cartellone, ma purtroppo non è incastrabile: forse si poteva inserire "Aspettando Godot" al posto del Verdi, ma sinceramente la celeberrima opera di Beckett mi ha un po' frantumato le palle e non me la sono sentita... eppoi al teatrino del quartiere Isola sono ugualmente affezionato, già immagino un pre-teatro al Frida!

Comunque, ecco qua lo specchietto: periodo (indicativo), spettacolo e relativo teatro!

OTTOBRE --> LA SCIMIA | CRT
NOVEMBRE--> BINGO | Out-Off
DICEMBRE --> SUD | Filodrammatici
GENNAIO --> CALIGOLA | Libero
FEBBRAIO --> COME GOCCE SU PIETRE ROVENTI | Elfo
MARZO --> LE RANE | Piccolo
APRILE --> UNA PATATINA NELLO ZUCCHERO | Verdi
MAGGIO --> ROSENCRANTZ E GUILDERSTERN SONO MORTI | Sala Fontana
GIUGNO --> IL CALAPRANZI | Litta
















tramandato ai posters alle 09:39 del 25/10/2004 | commenti | games | permalink
California

Così come settebre aveva portato una sequenza di ottime gare, questo ottobre è stato per ora devastante, con due ritiri nelle prime fasi in tutte e due le gare disputate. Che si girasse tra i palmizi assolati della California o nella suggestiva notturna a Richmond, il risultato è stato sempre lo stesso: incidente, macchina distrutta (guardate l'ultima foto qui in alto per capire... ma non provatevi a fare un volo del genere! ) e ritiro.

California

Come non bastasse, il mio diretto rivale e compagno di squadra non si è fatto sfuggire l'occasione e ha centrato un primo e un terzo posto e a questo punto il primo posto in classifica è bell'è che andato... non che avessi mai sperato seriamente di vincere, però un tracollo del genere è stata una bella botta per il morale. Soprattutto mi sento frustrato dall'aver visto compromesse due gare per errori di altri, senza che sostanzialmente sia stato possibile per me fare qualunque cosa. Normalmente cerco di essere molto prudente, però in questi casi mi son trovato in mezzo senza volerlo e in più ho avuto anche una bella dose di sfiga.. per una serie di circostanze dei contatti magari da poco si sono trasformati in capitomboli bestiali, che non hanno lasciato scampo.

Adesso chiaramente subentra un po' di demoralizzazione, però d'altra parte non vorrei autoingannarmi con storielle tipo "la volpe e l'uva". Sarebbe infantile ripertersi "tanto è solo un gioco, chissenefrega" solo adesso che le cose vanno male: il gusto di fare un campionato, come già detto, è anche (soprattutto?) quello di viverne alti e bassi... adesso mi sento più "scarico", ma anche con meno pressione, come si suol dire, per cui mercoledi prossimo farò la mia gara senza aver niente da perdere, e chissà che la fortuna non giri!

Richmond


tramandato ai posters alle 21:22 del 23/10/2004 | commenti (3) | mugugni | permalink

De Palacio

E' salito recentemente agli onori delle cronache l'illustre Commissario Europeo Loyola De Palacio, che essendo evidentemente non abbastanza impegnata dal suo lavoro su energia e trasporti, ha pensato bene di dire la sua sull'agognato processo di democratizzazione dell'isola di Cuba: chiave di tutto, la morte del dittatore Fidel Castro, che De Palacio auspica e attende fiduciosa. Non volendo nemmeno prendere in considerazione facili e poco eleganti discorsi su quale dipartita possa realmente essere utile alla causa cubana, mi limito a far notare che non è la prima volta che la signora fornisce ampia prova del suo acume politico (diciamo quello di una talpa al risveglio che guarda controsole)... allego con piacere qui sotto uno stralcio di una intervista da lei concessa durante i terribili giorni degli attentati dell'11 Marzo in Spagna.

Il governo ha attribuito subito la responsabilità all'Eta. Anche lei ha notizie che permettono di indicare i separatisti baschi?
"Non ho notizie ma in cuor mio non ho dubbi che sia stata l'Eta. I precedenti parlano da soli. Alla vigilia del Natale scorso la polizia è riuscita a catturare alcuni membri dell'Eta che trasportavano sacchi di esplosivo destinati a un attentato sui treni. Altri 600 chili erano su un camioncino fermato alcuni giorni fa. Sono segnali premonitori che non ingannano".

Insomma, stai a vedere che Buttiglione rischia quasi di farci fare un figurone, altroché!




tramandato ai posters alle 17:08 del 23/10/2004 | commenti | fastidi | permalink

Ho letto con perplesso divertimento, su Repubblica di oggi, l'intervista del condiscendente e paternalista Cresto-Dina alla ragazza "protagonista" dello sfacelo al Liceo Parini di Milano.
Di questa vicenda alla fine mi restano due piccoli pensieri.
Il primo. Questa ragazza adesso si chiede se/come/quando potrà essere riammessa a scuola (e quale) e già è partito tutto il maxidibattito insegnantigenitoristudenticrepet su cosa sia più opportuno fare. Il mio modesto parere è che una che riesce a prendere (attenzione) 1-- in una prova di Latino in un liceo Classico, dovrebbe già trovare in questo la risposta e rendere grazie a chi la dovesse obbligare a non frequentare più una scuola che, decisamente, non era nelle sue corde.
Da qui nasce il divertimento di cui dicevo, perchè 1-- è un voto quasi leggendario, dal quale per giunta traspare l'estremo tentativo da parte del povero Prof di turno nell'evitare il clamoroso 0, si percepisce l'estrema esasperazione di quel "meno-meno" irrilevante epperò così rivelatore. Siamo dalle parti del foglio consegnato in bianco (mi viene in mente una leggenda che circolava nella mia scuola... si diceva che in un compito di matematica un eroico studente avesse consegnato un protocollo che, eccetto i rituali dati anagrafici, riportava una sola riga: "PINK FLOYD"), oppure al contrario del puro caos e delirio mentale... insomma, cara Anna, a prescindere da quello che deciderà il Signor Preside, accetta un consiglio: lascia perdere. E soprattutto che qualcuno cerchi di farlo capire ai suoi genitori, cazzo.
Secondo pensiero. In quattro (ed è curioso notare che in quel famoso compito, questi quattro raffinati moschettieri erano addirittura andati vicino al 10... un paio di 1--, un 3 e un misero 5) appena scoperti si sono precipitati a confessare e a coprirsi di fango, sperando di cancellare la macchia: il buon nome di famigghia e le prospettive di carriera, prima di tutto. Ieri su un giornaletto da metropolitana, si leggeva un titolo virgolettato "Siamo ignobili".
Per me, un vero ignobile è chi non esita a darsi dell'ignobile davanti a tutti e quel titolo mi ha veramente fatto molto molto ridere: "Siamo ignobili"... ma nessuno dice di sè una cosa del genere, dai!
Dove voglio andare a parare? Boh, ovviamente non ne ho idea. Però sicuramente sono molto infastidito da questa imperante cultura dello "scusa" (anche nelle mie corse virtuali), come se bastasse cospargersi prontamente il campo di cenere e/o merda per poter far passare tutto in secondo piano. Il fatto che uno possa giustamente essere pronto a perdonare, deve forse farci prendere più alla leggera quello che decidiamo di fare e dire? E possibile che non ci sia nessuno che dopo aver detto "sono stato io" si astenga dal seguente corollario di giustificazioni, contrizioni, implorazioni, pentimenti? Possibile che nessuno di questi sedicenni, messi con le spalle al muro da una innegabile cazzata, non abbia per lo meno lo scatto di orgoglio di alzare un bel dito medio e invece preferisca andare a dire sui giornali "sono ignobile" ?







 
tramandato ai posters alle 11:24 del 22/10/2004 | commenti | mugugni | permalink

UOMO AVVISATO...


FIATO SPRECATO




tramandato ai posters alle 16:54 del 19/10/2004 | commenti | under score | permalink

Heat è senza dubbio uno dei miei thriller/noir preferiti, per cui aspettavo con trepidazione questo ultimo film di Michael Mann, annunciato con grandi strombazzamenti per via della prima volta di Tom Cruise come "cattivo".
La sensazione a caldo è di leggera delusione. Collateral è un film abbastanza particolare, molto maturo nel tono e nell'impianto visivo, ma con le solite forzature e banalità nella trama (provate voi a mettervi con una pistola spianata nella metro di milano lungo una banchina deserta, e vedete che succede... per non parlare del maxi capitombolo in auto dal quale i due escono scattanti in un paio di minuti).
D'altra parte lo sceneggiatore è anche da applaudire per alcune scelte: soprattutto per come ha saputo conciliare un ragionevole happy hand con la malinconica e amara scena finale.
Inoltre ho apprezzato che quando l'eroe buono "arriva" sull'eroe cattivo non ci sia la solita tiritera di primi piani alternati con il canonico botta-e-risposta-a-pistole-puntate che finisce sempre per inguaiare il buono... qui il tipo arriva e spara senza pensarci troppo, finalmente!
Mann si dimostra ancora una volta un ottimo regista, specializzato in atmosfere notturne e dilatate: si prende tutto il tempo che crede (il film è abbondantemente oltre le 2h) per colorare la storia con scorci di Los Angeles e il girovagare del taxi diventa anche funzionale per mostrare i diversi volti della megalopoli, dal degrado dei barrios alle scintillanti vetrate del centro città. La storia si dipana quindi "nuotando" tra tanti piccoli flash, zoomate sui dettagli di vita quotidiana (le pubblicità, i programmi televisivi,i musicisti jazz), ma non è solo questo... è che il film ha un passo solenne e posato, avanza impercettibile ma inesorabile in parallelo con la lunga notte dei protagonisti: la violenza appare repentina, bruciante e sparisce poi con la stessa rapidità con cui si affaccia nel film. In questo rispecchia fedelmente il modo di lavorare ("è il mio lavoro!" ripete con insistenza Cruise... il film è anche la storia di due tipi maniacalmente attenti alla perfezione del proprio job) del killer Tom Cruise: silenzioso, fulmineo e letale, come uno squalo che emerge all'improvviso e riscompare subito dopo nelle profondità.
Rispetto alla violenza più chiassosa di un altro poliziesco da me molto amato e altrettanto oscuro, Ronin, qui tutto è più trattenuto. Le cose cambiano poi nella resa dei conti finale, molto suggestiva: il killer che decantava la capacità di improvvisare ("Darwin, I-Ching... quello che ti pare") finisce col perdere la testa e si trova a sparare a qualunque cosa si muova, trovando la sua nemesi in una furiosa sparatoria alla cieca, lui che usava come un "marchio di fabbrica" due colpi precisi al petto e uno in fronte.
Insomma, mi è sembrato un film affascinante, molto ben fotografato (tutto virato blu e metallo, compreso Cruise), magari un po' pedante e a tratti dispersivo, che richiede allo spettatore un certo impegno, pieno com'è di bui e di silenzi: forse avrebbe tratto giovamento da un montaggio più corto di una decina di minuti, ma come detto la sensazione è che una certa "prolissità rituale" sia una cifra stilistica assolutamente voluta: di tutto si può accusare Mann, ma non che non sappia dare ritmo ad una storia, il suo curriculum parla per lui!
Collateral pagherà forse lo scotto di poter essere atteso (deludendo in questo caso le aspettative) come l'ennesimo action-movie adrenalinico, mentre mi è sembrato sostanzialmente un film drammatico costruito sopra una classica storia "di formazione": è bello vedere la progressiva osmosi tra i due, con il mite e complessato taxista che comincia col "rubare" qualche battuta al killer e finisce poi per spacciarsi per lui ed usare con disinvoltura una pistola.
Senza infamia e senza lode il cast. Cruise fa la sua figura, ma non mi ha dato quella sensazione di carisma straripante che forse la parte richiederebbe; gli altri (compreso quel Jamie Foxx di cui si dicono meraviglie nel film su Ray Charles in procinto di uscire) ugualmente bravi ma non memorabili... forse il migliore è il detective che indaga sugli omicidi e che finisce ucciso proprio mentre stava per venire a capo della faccenda, altra bella mosssa della sceneggiatura.

[Visto il 18/10/2004 al multisala Stardust di Tortona, sala non pienissima da lunedi sera, pubblico decente, qualche chiacchera di troppo ma per fortuna pochissimo sgranocchiamento di pop-corn]