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Vodka Martini 
Pare che vogliano mandarlo in pensione persino dai film di James Bond, dopo decenni di onorata carriera ("agitato, non mescolato" ovviamente), per rimpiazzarlo con una delle solite birrette da spot televisivo, disposta a sganciare un po' di soldini. Per chi ha voglia, sarebbe simpatico ordinare qualche media in meno, e qualche Vodka Martini (circa 3/4 della prima e 1/4 del secondo, ma va a gusti) in più, e brindare alla faccia di quelli che pensano di potersi comprare tutto, ma proprio tutto. |
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La mia via a Milano sotto la neve, il 18 Gennaio, quando uscendo dal lavoro ho trovato le strade imbiancate a dovere. Niente di particolare, per me: al mio paesello è cosa solita la neve lungo le strade... e pure parecchia! Ma vedere così Milano non è frequente, a me era capitato solo 3 anni fa quando mi ero fatto sorprendere da una maxi nevicata all'uscita da una partita di calcetto. Il campo era a Cesano Boscone, mi avevano portato tra mille peripezie a Bisceglie, da lì in metro fino a Cadorna e da Cadorna a casa... A PIEDI dato che i tram non potevano andare, i binari erano ghiacciati! Questa volta la situazione era decisamente meno seria, anzi mi sono goduto il viaggio il tram, con pochissimo traffico e i classici rumori attutiti di quando nevica. Non so perchè, mi è venuto da pensare a tutti gli immigrati africani e mediorentali da poco a Milano, che magari vedevano la neve per la prima volta...
Porto Antico a Genova, sabato scorso. Dopo aver carezzato l'idea di fare un giro sui navigli milanesi ho optato per farmi trascinare verso il mare. Naturalmente ho imposto di prendere la mia macchina, non mi faccio sfuggire una occasione di fare la mitica A7, troppo divertente! Siamo stati a vedere il locale della "Iena" Luca Bizzarri: carino, bella atmosfera vagamente mediorentale, qualche idea intrigante (ad esempio il soppalco con i materassi), però... un po' troppo affollato. Ok era sabato sera nell'ora di punta, quindi ci sono parecchie attenuanti, ma avendo letto una intervista in cui ci si impegnava a non affollarlo troppo (ma quanti locali vorrebbero avere di questi problemi!), mi aspettavo qualcosa di decisamente più vivibile. Alla fine per riuscire a berci una birra in santa pace abbiamo dovuto ripiegare sul Britannia, sempre dalle parti di via XXV Aprile: meno pretese, ma anche più tranquillità. 
La mia ordinazione al Britannia! Da un po' di tempo sto cercando di scacciare la tentazione della "patata" di rito, quando finisco in un pub. Se si va sui superalcolici, non ci sono problemi, ma con la classica birretta la tentazione di un piatto caldo di patate fritte molte volte è per me irresistibile! In questo caso il piattone che si vede in foto era davvero invitante e gustoso, quindi tutto sommato sono contento di aver ceduto! Piuttosto, volevo far notare la mezza pinta di Guinness a fianco (dovevo guidare, sono giustificato)... da un po' mi capita di ordinarla al posto della solita birra chiara. Devo confessare che comincia a piacermi PARECCHIO, i primi sorsi non so perché hanno una consistenza particolare. Nota di merito per il Bar Magenta, che l'ha servita con un impeccabile quadrifoglio irlandese "ricamato" sulla schiuma.: non sono gli unici, ma era la prima volta per me, quindi.. grandi! 
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Lunedi sera, all'Alcatraz. Bello ma forse un po' forzato nel rockeggiare. Momento migliore, Shock in my town LAAATEEEENTIII SHOOOCCCK!! SVEEEGLIAAA KUNDALINIII!!!
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L'Help dinamico inserito in Visual Studio è molto comodo, anche se personalmente non riesco a farmi venire l'abitudine ad usarlo sempre e comunque. Il problema è che se si vuole aggiungere all'indice la documentazione di un proprio modulo, il "giro del fumo" sembra essere abbastanza tortuoso. La creazione della documentazione non è affatto un problema, grazie al fantastico nDoc , arrivato ormail alla release 1.3: il problema è integrarla correttamente in Visual Studio 2003, ci sto abbastanza impazzendo! Per capirci qualcosa è utile tenere sotto controllo il cosiddetto Collection Manager: comincio quindi a copiarne qua l'URL (in attesa che questo post evolva magari in un qualcosa di più strutturato in materia), dato che ho fatto una certa fatica a ricavarlo, e mi rituffo nella sperimentazione... ms-help://MS.VSCC.2003/VSCCCommon/cm/CollectionManager.htm
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Delle Cliffs of Moher ho molte altre foto, compresa quella inevitabile che riprende l'abusatissima Torre di O'Brien , ho scelto però di digitalizzare questa, che è un po' diversa dal solito panorama con lo strapiombo sull'oceano. Mi rendo conto che può essere meno di impatto rispetto ad altre, però mi piace. La guardo e mi rendo conto che c'è "tutto".. la costa, il mare, la natura (e pure il famigerato Cielo d'Irlanda! ) e poi mi piace il gioco di luci e ombre, anche se forse l'avrei voluta meno scura... Personalmente poi, ci "sento" il vento, forse per quegli esili steli in primo piano: il vento dell'oceano in faccia è uno dei ricordi più forti di quella passeggiata lungo le Cliffs.
Anche di questa foto i più perversi possono scaricare una versione a grandezza decente.
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Direttamente dalla patria del Blues mi sono arrivati (via Amazon.com) la riedizione restaurata di una delle più belle antologie di Robert Johnson (King of the Delta Blues Singers) e il librone delle nuove e accuratissime trascrizioni per chitarra dei suoi pezzi. Avendo ormai una certa dimestichezza con i rudimenti della chitarra blues, ho deciso che mi piacerebbe studiare a fondo gli arrangiamenti di questo autentico Mito della musica nera: molto meglio ascoltare e prendere insegnamenti direttamente dalla Fonte, che non spulciare sterili metodi di scolastici che non fanno altro che formalizzare le intuizioni di R.J. precariamente registrate ormai ottant'anni fa. Robert Johnson è un personaggio assolutamente affascinante, al di là dei suoi meriti artistici: dalla morte prematura per avvelenamento al famoso "patto col diavolo" che gli garantì una leggendaria abilità di musicista, c'è come un alone di mistero intorno alla sua storia e l'incredibile carisma di quest'uomo (pare peraltro timidissimo) non fa fatica a manifestarsi anche oggi, pur tra i mille fruscii delle registrazioni che ci sono rimaste.
Credo si tratti di un punto di partenza obbligato e imprescindibile per chi sia interessato ad approfondire il discorso della chitarra acustica blues, ma non solo: nessuno dovrebbe transitare su questa Terra senza che le sue orecchie entrino mai in contatto con il lavoro di quest'uomo. Si tratta della migliore e inarrivabile testimonianza di cosa si possa ottenere con mezzi scarni e precari, all'insegna del famoso "tutto ciò che mi serve é una chitarra, tre accordi e..la Verità", che è un po' il motto decisivo del Blues. Mi affascinano molto i suoi testi. Hanno una forza e una capacità di colpire nel segno invidiabile. E anche quando si incontra qualche espressione che pare troppo abusata, cavolo, bisogna ricordarsi che stiamo parlando di canzoni degli anni '30... sono quelli che sono venuti dopo che hanno riscaldato la minestra! E' proprio il testo che rende Malted Milk una delle mie preferite: mi piace la raffinata intelligenza, il sarcasmo garbato con cui Johnson aggira le ipocrisie del Proibizionismo ("Continuo a bere latte & malto, cercando si scacciare via la tristezza...") : penso che comincerò lo studio da quella, ma non sono ancora sicuro!
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Più o meno la catena degli eventi è questa: la vecchissima Canon610 faceva troppo le bizze; presa la palla al balzo, sono adesso dotato di una diavoleria multi-funzione della HP, che oltre che stampare fa pure fotocopie e scansioni! Tanto per provarla, sono andato a recuperare alcune mie foto del periodo pre-digitale, che piano piano vedrò di archiviare su piccì. Caro Blog, come puoi facilmente immaginare te ne toccherà spesso qualcuna, a cominciare da questa spiaggia irlandese, fotografata nel 2002.
Dal momento che sono buono, qui ne mettiamo una piccolina, poi chi vuole può scaricarsi la foto in tutto il suo splendore! 
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Sono finalmente riuscito a vedere Shrek 2 (dopo aver respinto la tentazione di comprare direttamente il DVD, già disponibile, dato che all'estero il film è uscito la scorsa estate). Si tratta di un "numero 2" a tutti gli effetti, avendo gli autori hanno rigiocato pesantemente le carte migliori dell'episodio precedente: niente stravolgimenti, ma un qualcosa del tipo "vi era spiaciuto leggere la parola FINE? Beh, eccovi qua un altro po' di roba..!". Shrek rimane impareggiabile come serie di animazione "adulta" e comunque nella costruzione divertita e divertente di più livelli di lettura: a parte il tema (im)portante dell'accettazione di stessi e del "diverso", Shrek mi piace perché appartiene a quel filone irriverente e citazionista che adoro (non so, mi vengono in mente gli immensi Elio e le Storie Tese, che sguazzano in operazioni simili, apparentemente demenziali e invece di estrema intelligenza e raffinatezza).
Insomma, prendete il Mondo delle Fiabe stereotipato all'accesso e piazzate a tradimento una miriade di bastardissimi spunti di costume, critica sociale, ribaltamento delle apparenze: la fabbricona (che mi ha ricordato la copertina di Animals, dei Floyd) che appare dietro la casetta, la fata ossessionata dal junk-food, i più famosi personaggi delle favole presentati come divi hollywoodiani. Il messaggio degli autori arriva abbastanza chiaramente: il reame di "Molto, Molto Lontano" probabilmente è più vicino a noi di quanto sembri a prima vista! Naturalmente non si può parlare di Shrek 2 senza dire che è una autentica gioia per gli occhi. La realizzazione è stupefacente, in particolare per quanto riguarda l'animazione degli esseri umani e le espressioni dei volti (e le capigliature, sempre difficlissime!). Ma non c'è sapienza tecnologica che possa sopperire a un personaggio piatto e banale, e allora il vero merito delle tante scene irresistibili (come questa a destra) va diviso con chi ha tratteggiato personaggi vecchi e nuovi con un'arguzia e una passione veramente rari.
Si tratta quindi di un ottimo lavoro, realizzato con amore e competenza sotto tutti gli aspetti (e aspetto di mettere le mani sul DVD per godere dell'impareggiabile Eddie Murphy che dà voce al Ciuchino). Si nota forse un po' di "stanchezza" complessiva e una non piacevolissima sensazione di "prodotto", la voglia di insistere su una formula indubbiamente fortunata è insomma fin troppo evidente. Si ride e si apprezza, ma con la consapevolezza di non trovarsi davanti a una pietra miliare dell'animazione, come può essere stato il primo episodio o l'impareggiabile Ice Age. [Visto il 8/1/2005 al Multisala StarDust di Tortona, sala 3, esattamente nella stessa poltrona in cui ho visto The Village: questa disgraziata sala ha praticamente solo quattro file di posti decenti, le altre sono SOTTO il livello della proiezione! Pubblico OK, comunque il genere tollerava anche qualcosa meno del religioso silenzio. ]
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Ho preso al volo 10 minuti di incredibile buona volontà e ho scaricato qualche foto dalla (esausta) memoria del cellulare! 
Nevicata la sera di Natale. Eravamo andati al cinema di Tortona, ma... TROPPA GENTE! Abbiamo dovuto rinunciare, ripiegando in un pub (a me sconosciuto) in zona . Comunque ci siamo divertiti... ho sperimentato l'Irish Coffee e poi abbiamo fatto una bella partita a carambola: ho confermato di essere una schiappa (gioco TROPPO poco!), ma ho infilato una buca di sponda niente male, anche perchè una volta tanto non era semi-casuale! In breve, la serata ideale per le ragazze della compagnia! Usciti, ci siamo resi conto che la neve stava scendendo, fermandosi, molto copiosa: i 20km di rientro hanno richiesto cautela, ma si sa che mi piace guidare... ho fatto pure un paio di sorpassi, rafforzando la nomea di pazzo incosciente. Solidarietà a Matty che nel tragitto dal centro di novi a casa ha centrato un fosso!!  Questo invece sono io in un mercoledi imprecisato di Novembre (o Dicembre?), mentre mi sto preparando per una delle corse on-line del Campionato NROS. Ogni tanto mi capita di fare delle foto casuali, tanto per immortalare dei momenti qualunque (che a quel punto, non lo sono più). L'idea è che, tra molti anni, anche i ricordi abbastanza insignificanti serviranno a disegnare completamente una parabola e una storia, la mia. Nel frattempo potete notare in tutto il suo splendore la cuffietta-microfono usata durante la corsa, mentre il braccio sinistro è ovviamente poggiato sul.. volante. Dietro, si intravvedono due scaffali di libri: sono miei, ma questa è la "stanza del computer", non camera mia! Da notare che stavo ancora attraversando la fase Lanegan, con pizzetto caprino... non è escluso che torni in auge per qualche altro periodo! 

AHAHAHAHAHH!!! Questo è il ricordo di una MATTINA DA INCUBO nella casa di Milano! Diciamo che il piccolo frigorifero (sprovvisto di congelatore) aveva forse da tempo bisogno di una bella sbrinatura... Cogliendo l'occasione di un insolito sabato mattina milanese, mi sono messo in testa di fare questo simpatico lavoro. E' stata DURISSIMA!! C'erano ormai formazioni geologiche saldamente abbarbicate alla resistenza e per farle venire via ho dovuto sudare le classiche sette camicie, ricorrendo a tutti i metodi disponibili, incruenti (il phon) e non (scalpellate varie). Alla fine il ghiaccio ha ceduto: la cosa positiva è che praticamente una volta creatasi la crepa decisiva nel blocco, questo è venuto via tutto insieme, come fosse un calco del frigorifero! Spero che dalla foto si capisca che ce n'era davvero un bel po' !! 
Spero di non stare violando alcun segreto industriale, mostrando il "badge-consulenti" fornitoci quotidianamente da BPU. Nella foto è ritratto il mio collega e compagno di mille smadonnamenti (oltre che di parecchie serate alcoliche, ma questo è un altro discorso...) Marco Del Rosso, di cui sono invece sicuro di stare violando la legittima privacy, essendo abituato ai danni che provoco quindi mi farà passare anche questa! Ma perchè questa foto? Purtroppo l'infima risoluzione della cell-camera non consente di vederlo bene, ma il badge mostrato non è uno qualunque, bensì il mitico "numero uno"! Dal momento che i badge vengono consegnati in ordine di ingresso, sfoggiare anche solo per un giorno il numero uno è motivo di orgoglio e sicuramente mette in mostra l'encomiabile aziendalismo del portatore! A me non è mai riuscito...  
Questa invece proviene dal mitico week-end a Clusone , per festeggiare il compleanno del "Roma". In teoria farebbe parte di un reportage fotografico BEN più corposo, ma sapendo già che difficilmente troverò tempo e voglia di mettere tutto on line, comincio con questa. In realtà, è una immagine che mi piace pensare slegata da una meta particolare, rappresentando una delle cose che ultimamente (pur essendo allo stesso tempo tremendamente irretito dal focolare domestico) mi piace fare: prendere un sacco a pelo, uno zaino con due cose, LA CHITARRA... e andare! 
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Diffondiamola, pubblichiamola, facciamola vedere bene questa foto, questa bella espressione intelligente e sensibile di un signore che in questo modo manifesta una gioia sportiva. Non censuratela. Siamo già pieni di persone che in privato hanno pensieri che in pubblico simulano di disprezzare. Giusto invece avere sempre davanti il memento della "verità vera": la bestialità umana, l'abisso dell'ignoranza, la rozza superficialità con cui si maneggiano simboli e si scherza col fuoco. Qesto scatto sarà già diventato l'icona del momento di mille altri frustrati decerebrati: e allora conserviamola anche "noi" sul comodino, facciamone dei poster. Per ricordarci sempre che l'abisso che questi personaggi venerano non è stata una buia parentesi, una follia collettiva: questo cancro continua a lavorare instancabile, attenti.
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In un recente intervento mi lamentavo dell'ennesima traduzione maldestra del titolo di un film, a proposito di "Bride & Prejudice". Giù il cappello dunque per il Cinema Arcobaleno che, nell'ambito della sua meritoria rassegna Sound & Motion Pictures , lo presenta come "Orgoglio e Sposalizio". Da apprezzare la creatività che mantiene lo spirito del gioco di parole, invertendo però la "leva lessicale": mentre nell'originale è l'orgoglio a farsi moglie (Pride --> Bride), in questa versione l'orgoglio non si sposta ed è il Pregiudizio a farsi Sposalizio. Bravi!
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