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Vodka Martini 
Pare che vogliano mandarlo in pensione persino dai film di James Bond, dopo decenni di onorata carriera ("agitato, non mescolato" ovviamente), per rimpiazzarlo con una delle solite birrette da spot televisivo, disposta a sganciare un po' di soldini. Per chi ha voglia, sarebbe simpatico ordinare qualche media in meno, e qualche Vodka Martini (circa 3/4 della prima e 1/4 del secondo, ma va a gusti) in più, e brindare alla faccia di quelli che pensano di potersi comprare tutto, ma proprio tutto. |
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Foto di Adam Nadel, vincitrice del primo premio del World press photo award 2004, per la categoria "Ritratti". Che bella: mi piaceva averla qui, spero di non violare nessun copyright! 
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Tornato a casa abbastanza tardi dalle prove per il concerto che farò domani sera con gli altri due della FlyDownBluesBand (cari e rari lettori, siete tutti invitati: suoniamo a Vigevano, anche se dal sito del locale sembra che no!). Nonostante la stanchezza, prima di dormire mi metto a leggiucchiare un breve articolo dell'ultimo MSDN Magazine, tanto per prendere sonno. Argomento intrigante, anche se veramente da nerds, lo riconosco: serve o non serve mettere le richieste di conferma per certe operazioni che chiediamo al pc di fare? La tesi dell'autore è che queste conferme rompono solo le scatole, tanto tutti confermano in stile "pilota automatico" e anzi, continuando a gridare "al lupo!" per ogni operazione questi avvisi finiscono coll'essere sottovalutati anche nei casi rari in cui davvero servono (ad esempio, la famigerata svuotatura permanente del cestino). Quello che non mi convince é il paragone con le azioni che compiamo nella vita reale: è vero che nessun addetto al supermercato ci chiede se vogliamo veramente acquistare il prodotto che abbiamo portato alla cassa, però le azioni che compiamo davanti al pc mi sembrano parecchio diverse! In fondo, materialmente si tratta sempre di compiere un gesto neutro (un click, il tracinamento di una icona, ecc..) che il sistema "interpreta" a seconda del contesto: insomma, non c'è una correlazione immediata, fisica, tra il gesto e le sue conseguenze. Non so, mi vengono in mente le aste. Se le aste funzionassero che chi vuol fare un'offerta si alza, cammina fino al banco e ci schiaffa sopra la sua offerta in contanti, non avrebbe senso chiedere "signore, è davvero sicuro di intendere fare un'offerta?", dato che il gesto è così specifico da non consentire equivoci sulle intenzioni. Ma per come funzionano nella realtà (o piuttosto nella mitologia "da film"), in cui un cenno del capo o della mano può benissimo essere interpretato come offerta, forse una richiesta di conferma non sarebbe sbagliata! [Già, se solo si tenessero nell'interesse dei compratori! ].
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Caro Blog, lascia prima che ti spieghi velocemente che cosa bolle in pentola. Accade che gli U2 mettono in piedi una tournee europea per promuovere il loro ultimo disco e si sa che gli U2 dal vivo sono qualcosa di mitico e imperdibile. Parte la corsa al biglietto. E che corsa! Più che altro, sembra la famosa Cannonball Race , ognuno per sé e.. vale tutto! Ad esempio, un amico che vuole andare a sentirli a Dublino si è persino iscritto al fanclub ufficiale, pur di avere la prelazione sulla prevendita!!  (E già qui, caro Blog, ci starebbe un mugugno tra parentesi: il fanclub ha da qualche tempo avvisato che il servizio è sospeso. Ora, se questa prelazione è uno dei benefici esclusivi che mi derivano dallo sganciare i 40$ annuali di iscrizione al club, è giusto che mi venga tolto questo servizio giustificandosi dicendo che su questi biglietti c'è troppa ressa? Ma se fosse comodo e facile procurarseli, avrei avuto un motivo in meno di iscrivermi.. voglio che il club mi dia una mano proprio quando è un casino avere i biglietti, mica quando è tutto facile e banale... sembra così strano?) Ma comunque, caro Blog, andiamo avanti, che il bello deve ancora venire. Questa corsa ai biglietti ha raggiunto un livello preoccupante: la sensazione è che ormai ci stiamo rassegnando a considerare come "normali" delle logiche che sono invece quasi deliranti. Cioè, è mai possibile che uno sia costretto a decidere SEI MESI prima se vuole andare o no a un certo concerto? E doversi svegliare a mezzanotte per cercare di procurarsi un biglietto a colpi di click selvaggi su ticketone? Oppure arrivare a pagare centinaia di eurini (e già il concerto al prezzo ufficiale non è che sia esattamente economico...) per fantomatici viaggi "tutto compreso" o bagarinaggi vari più o meno legalizzati? Mi domando con che coraggio ci si possa lamentare del problema del "caro-biglietti", quando i biglietti messi in vendita vengono polverizzati in questo modo! Insomma, comincia a pesarmi questa sfrenata "concorrenza" che si innesca tra le persone, per fare.. qualsiasi cosa, direi! A teatro devi prenotare, al cinema o prenoti o arrivi mezz'ora prima altrimenti ti trovi in prima fila a spaccarti le vertebre cervicali, in molti ristoranti e locali ti siedi solo se prenoti il tavolo. Uffa!  Si, si.. ok sto esagerando. Ci sono certamente ancora molte aree felici e non ancora a questi livelli, ma... caro Blog, lo sai che tu sei qua apposta per farmi sfogare da questi malumori, quindi sopporta! 
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Finalmente una nevicata come si deve! Questa foto è di ieri sera, presa al mio paesello natale nel basso piemonte, dove abitualmente la neve vien giù manco fossimo in alta montagna! La teoria vuole che siccome poco più a sud c'è la barriera naturale dell'Appennino Ligure, le nuvole arrivano sopra di noi e.. ristagnano, scaricando pioggia e neve che è una bellezza.
A proposito di bellezza, è incredibile come una nevicata possa rendere "da favola" anche il più banale e conosciuto dei posti. Ieri sera, dopo piscina e aperitivo con amici, mi sono avventurato nel giardini pubblici, in pieno centro: sembrava di essere in mezzo a qualche bosco incantato, altroché! Contribuiva anche l'alone rossastro del tramonto (che però si vede meglio in quest'altra foto). Mi sono divertito a fare qualche esperimento con o senza flash.. risultati incerti, ma qua e qua potete vedere un altro paio di scatti niente male!
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Ripescata da qualche parte sul mio pc. Mi capita di conservare delle cose simpatiche trovate in giro per la Rete e poi di dimenticarmene! Questo è un refuso preso da repubblica.it (a proposito, bocciata la nuova grafica) e l'ho trovato a suo modo simbolico. In fondo questi programmacci tipo "La vita in diretta", cos'altro fanno, se non proporre la vita di altre persone a persone che si accontentano di starla a guardare ed esserne informate? Insomma, una vera e propria vita "indiretta", per interposta persona. Per cui, dovremmo stare qui a trepidare per i casini sentimentali e/o professionali di questo o di quell'altro.. fa sempre spavento pensare a tutto questo universo parallelo, al sottobosco di supposte celebrità e di supposti giornalisti che, raccontandone le prevedibilissime imprese, diventano a loro volta celebrità (tipo l'intollerabile Castagna, mioddio).
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Uff.. una domenica mattina casalinga dopo parecchio tempo (anche se con una quantità industriale di sonno arretrato sul groppone) e finalmente riesco a ripescare un'altra foto del mio periodo pre-digitale. Questa è presa a Lisbona nel 2001, il soggetto è uno dei simboli della città, mi pare di ricordare si chiami "Torre di Belem", comunque sia, è un edificio quasi assurdo, sembra un galeone di cemento pronto a salpare dal porto verso l'oceano aperto. Naturalmente la foto è molto "da cartolina", però ci sono affezionato perchè tutto il gruppo di amici aveva ovviamente scattato una foto simile e si era scatenata una simpatica gara all'inquadratura migliore: a me questa piace per il taglio netto dell'ombra e per l'angolo a "pelo d'acqua".. mi sono praticamente sdraiato sul litorale per scattarla!
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Attraversi periodi in cui ti fai prendere, ascolti cose, che poi abbandoni. Ci ripensi dopo anni e quanto tempo è passato senza che tu abbia trovato una cavolo di buona ragione per riprenderle e riascoltarle. Il punto è che quasi sempre non c'entravano molto con te fin dal principio, però c'era questa curiosità di provare, di sapere di un universo parallelo inesplorato che aspettava una visita. Questo è successo, in vari periodi, tra me e la musica, oddio... "metal" ? Non so come definirla. Ci sono stati momenti in cui volevo disperatamente convincermi di quello che mi stavano proponendo. Mi ricordo il mio vecchio amico Telaio (sei un grande, man, dove cavolo sei finito?) parlarmi degli Helloween dicendomi "Sono i Pink Floyd del metal" e io giù a cercarmi di farmi piacere Keeper of The Seven Keys esattamente tanto quanto Dark Side Of The Moon...
Oppure eccomi a suonare le solite canzoni dei Guns'n'Roses e dei Metallica, in qualche gruppo senza pretese e senza futuro (però il Black Album è un signor disco). I Pantera sono stati il mio primo - e fondamentalmente unico - approccio al mondo degli urlatori gutturali e apocalittici, come era Phil Anselmo, il loro frontman. Me li ha fatti conoscere il Ghepa (batterista), la tipica cassetta (stiamo parlando degli anni '90, eh!) che finiva nell'autoradio dopo le prove della band, per la serie "senti qui che roba"... Ci sapevano fare, il Ghepa era ovviamente innamorato di tutta quella doppia cassa che all'epoca non era così scontata e inflazionata, ma dopo un annetto la SONY con Vulgar Display Of Power è rimasta sullo scaffale a prendere polvere. Dimebag però, accidenti, spaccava. E ci sono affezionato per un ricordo preciso. Una sua intervista su una rivista specializzata di quelle che leggevo - Guitar Player, credo - in cui si "confessava" parlando dei dischi che più avevano contato per lui, nella sua giovinezza. Ed era strano vedere questo assai poco raccomandabile tizio punk-metal raccontare di come si metteva, ascolto dopo ascolto, ad esaminare con cura e passione ("i dug that shit!", diceva lui) certi dischi, per imparare le varie parti di chitarra. Vedevi lo strano spettacolo di una intelligenza brillante e una passione non comune applicate a uno stile di vita chiaramente fuori dai canoni. Come sicuramente è "fuori dai canoni" morire ammazzato sul palco, mentre fai la tua musica, perchè un fan non riesce ad accettare che i Pantera si siano sciolti.
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il genio sta nel fare cose intelligenti anche per caso. Farle sforzandosi, ci riescono quasi tutti.
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Segnalo che a questo indirizzo (abbastanza imboscato dentro il maxi-sito di Repubblica, a dire il vero) è possibile scaricare tutti i numeri del supplemento "La Domenica", che è veramente molto molto bello. Per esempio ieri c'erano due articoli bellissimi sulle giovani vittime, israeliane e palestinesi, dell'Intifada. Di più non posso fare, oggi ho lavorato parecchio. Poi ho un rapporto epistolare MOLTO intenso con una persona e, caro Blog, non è che si possa passare la giornata a sfornare continuamente idee e parole. Stasera penso che mi catatonizzerò davanti al portatile per vedere la penultima puntata della prima serie di Alias (merita, anche se poi alla fine è il vuoto ben vestito, come quasi tutti i telefilm), però prima sperimenterò sulla mia pelle una nuova ricetta, copyright del mitico sito Barilla. Garganelli all'Uovo Emiliane Barilla Tuorli d'uovo 1 n° Zucchine 50 g Olio extravergine di oliva 1 cucchiai Panna fresca 25 g Parmigiano Reggiano grattugiato 8 g Sale q. b. Pepe nero q. b. PREPARAZIONE 1. Tagliare a listarelle fini le zucchine, saltarle in padella con l'olio e un pizzico di sale per 3 minuti. Sbattere in una ciotola i rossi d'uovo, unire il Parmigiano Reggiano, la panna e una macinata di pepe nero. 2. Cuocere in abbondante acqua salata i Garganelli all'Uovo Emiliane Barilla, scolare e condire con le zucchine. Togliere dal fuoco e unire il composto con le uova. Se risultasse leggermente liquido, rimettere per 2 minuti sul fuoco, finché non si sarà rappreso.
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