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Vodka Martini 
Pare che vogliano mandarlo in pensione persino dai film di James Bond, dopo decenni di onorata carriera ("agitato, non mescolato" ovviamente), per rimpiazzarlo con una delle solite birrette da spot televisivo, disposta a sganciare un po' di soldini. Per chi ha voglia, sarebbe simpatico ordinare qualche media in meno, e qualche Vodka Martini (circa 3/4 della prima e 1/4 del secondo, ma va a gusti) in più, e brindare alla faccia di quelli che pensano di potersi comprare tutto, ma proprio tutto. |
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GMail diventa sempre più completa. Da oggi è possibile formattare le mail con i tipici elementi "rich text", come grassetto, sottolineato, cambiare colore, eccetera. Cose banali, non essenziali e che, certamente, non cambiano la vita! Però è bello che uno strumento molto usato, attraverso il quale passano tanti momenti più o meno importanti, venga amorevolmente curato e fatto crescere, aggiungendo via via tanti piccoli dettagli.
E poi certo, questi di Google sono davvero molto bravi a giocarsela col marketing, riescono a creare attesa e curiosità (il cosidetto "hype", facciamo contenti gli insopportabili anglofili in circolazione... vero, Ci? ) mantenendo allo stesso tempo un atteggiamento modesto e costruttivo ("down to earth"). Uno dei perni di questa strategia è la natura ancora beta dell'ambaradan, che mette gli utenti nella condizione di avere certo dei diritti, ma anche di non poter sindacare l'introduzione e la distribuzione delle nuove funzionalità che vengono attiviate per gradi. Così come l'ingresso ad inviti, anche questo meccanismo di attivazione "a scaglioni", contribuisce a creare un rapporto più personale con la "propria" posta elettronica e quindi a - perdono, sto per usare una parola davvero brutta - fidelizzare l'utilizzatore. E a riprova di questo, adesso metto da parte la fredda analisi e comincio a sbeffeggiare i colleghi qui al tavolo: il sottoscritto (probabilmente per merito di una iscrizione abbastanza vecchhia e di 178MB di posta archiviata ad oggi ) da oggi può mandare mail in rich text.. mentre loro ancora no! 
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Durante i miei soliti dieci minuti di divagazioni casuali nella blogsfera (questa volta mi è capitato di partire da qui) mi sono imbattuto nella definizione di "Yak shaving", illustrata in dettaglio nel blog di Seth Godin , dove si capisce anche da dove deriva il termine. Si vuole descrivere quel fenomeno per cui ci si trova a risolvere problemi e svolgere compiti apparentemente lontani da e inconferenti con il problema "principale" che stiamo affrontando, insomma quelle pericolose degenerazioni che vedo accadere spesso e volentieri sul lavoro.
Rimane il dubbio di come/quando usarla questa espressione. Direi forse per incitare a controllare di stare veramente tosando lo yak, cioè essere sicuri che quello che si sta facendo serva DAVVERO e che non sia perso di vista lo scopo vero e ultimo. Sappiamo che il confine che separa le virtù del pensiero laterale e i vizi della masturbazione mentale è davvero sottile! 
Il concetto si presta naturalmente a vari corollari, come: "è meglio fare oggi una cosa che non farla ottimamente domani", insomma... non sempre è davvero necessario "tosare lo yak" per passare oltre l'ostacolo! Mi piace perchè, cavolo, mi calza a pennello... ho questo maledetto vizio di non accettare di conoscere superficialmente o "quanto basta" una cosa: e così mi sono ritrovato a leggiucchiare la rivista "Il Fisco" per preparare l'esame di Scienza delle Finanze o a studiare il C semplicemente per capire come funzionava la CoCreateInstance() in COM !
E poi trovo intrigante la capacità - tutta americana - di sfornare concetti un po' borderline, apparentemente inutili e quasi goliardici, però a loro modo stimolanti: per quanto riguarda la nostra tosatura, la definizione formale e originaria, arriva direttamente dai laboratori del MIT (e da dove, sennò?):
Any seemingly pointless activity which is actually necessary to solve a problem which solves a problem which, several levels of recursion later, solves the real problem you're working on.
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Sono stato a vedere Le Rane, nell'allestimento di Ronconi, al Piccolo. Data la mia incompentenza, evito di recensire quella dozzina scarsa di spettacoli teatrali che annualmente cerco di vedere, però qualcosa su questo spettacolo lo voglio scrivere. Per prima cosa, un vero e proprio mugugno, rancoroso e sterile come si conviene: non ero mai stato nella sede "nuova" del Piccolo Teatro e devo dire che, almeno in balconata, i posti sono infami! Ho una statura non esattamente da giocatore di pallcanestro, eppure dopo venti minuti non sapevo più letteralmente dove mettere le gambe... Insomma, si fanno sforzi per indurre le persone a staccarsi dal maledetto televisore e andare (anche) a teatro, e poi mi devo trovare in uno dei più recenti e prestigiosi teatri milanesi a stare appollaiato come un polletto da allevamento? Ma allora ridatemi il mio divano!!
Venendo allo spettacolo, ero incuriosito dall'effetto che mi avrebbe fatto una "commedia" scritta duemilacinquecento anni fa. A volte non riesco a decidere se una cosa mi interessa (prima) o piace (dopo) VERAMENTE e quanto invece in proporzione conti l'aspetto un po' snobistico di non avere perso quello che viene piazzato come un appuntamento culturale di valore. Insomma, quando mi avvicino a spettacoli del genere ho il sospetto di essere vittima di un qualche effetto "corazzata Potemkin": bello, massimo rispetto, ma.. du' palle!! 
E quindi? Beh, certo si fa un po' fatica e la mano di Ronconi magari non aiuta l'immediatezza dello spettacolo (ma che bella la scenografia.. specialmente la pioggia che davvero viene fatta cadere sul palcoscenico), però alla fine rimani comunque preso dalla misteriosa forza del Classico, oltre che dalla bravura degli attori. Certo, bisogna entrare in prospettiva: è come sentire un disco rock anni '70... bisogna attivare una specie di "macchina del tempo" interiore e pulirsi testa e orecchie di tutti i suoni che sono venuti dopo. Collocare tutto nel contesto giusto. Per esempio, sono andato adesso a controllare un po' di date... la commedia è del 405 avanti Cristo: Euripide ed Eschilo, i due tragediografi che qui sono i "protagonisti", erano morti l'anno precedente uno e una cinquantina d'anni prima l'altro. E' come se oggi si facesse una commedia con Totò e Alberto Sordi che dibattono (in Paradiso?) su chi sia stato più bravo! Certo, per noi oggi sono tutte figure polverose da manuale scolastico, però se ci si immagina nei panni e nel gusto di un ateniese del tempo, allora il testo (qui in traduzione integrale - il bello di Internet) acquista davvero tutto un'altro sapore!
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Lavorare in pieno centro di Milano è una rottura di scatole per tanti motivi a cui magari apparentemente non si pensa. Ad esempio, un parcheggio te lo puoi scordare. Però ci sono anche tanti lati positivi e uno di questi è che trovi facilmente qualche posto particolare per variare la solita "pausa pranzo". A 2 passi da dove lavoro c'è Fragole & Carote. I dettagli si trovano seguendo il link, ma insomma... immaginate una specie di "piadineria da asporto" che però serve soltanto insalate e macedonia di frutta. Non che uno possa campare di frutta, però ogni tanto una bella macedonia mista con yogurt è quello che ci vuole per non appensatirsi troppo e magari disintossicarsi da qualche sostanza non troppo salutare che ancora ti senti in circolo. Avendo ancora in corpo il Negroni + Long Island + Birra di questa notte.. oggi è "un giorno di quelli" e quindi ne approfitto per segnalarlo, a quei due o tre blognauti milanesi che capitano da queste parti. E anzi, siccome gli sto girando il link a questo blog, "dedico" questo post al Fede, che ha contribuito (notevolmente!) al divertimento della nottata appena passata e lo saluto tramandando ai posters la mia uscita ubriaca di ieri sera:
" Grande, Fede... è solo la seconda volta che ci becchiamo, ma è come se fossero almeno.. cinque o sei!"
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Capito qui , quasi casualmente... (era nell'elenco dei blog aggiornati più di recente) : ammesso che riusciate ancora a vederlo, provate a dare un'occhiata. Sensazioni strane. Non ho capito nemmeno se è un blog privato reso pubblico successivamente (per errore o volontà), oppure se è sempre stato così. Leggetelo a ritroso, se avete voglia, fatevi questo viaggetto dentro due ragazzi che a febbraio si giurano eterno amore e che ai primi di marzo già riflettono amaramente su quanto siano troppo diversi. Mi ha lasciato...sicuramente una sgradevole sensazione di trovarmi a fare il guardone, ma quando ho cominciato a capire, ormai avevo già "guardato" e a quel punto mi è sembrato giusto conoscerla per intero, questa storia. E poi, anche non volendo, io a queste cose ci rimango attaccato: com'è che i sentimenti e le frasi di un amore mi sembrano così universalmente banali e così speciali allo stesso tempo? E che amara inquietudine vedermi scorrere sotto gli occhi in cinque minuti, un mese di progressivo sfilacciarsi delle cose, di parole che non stanno più attaccate alla realtà, cose che magari in altri casi durano anni,
Alla fine, caro Blog, non so nemmeno perchè te ne sto parlando, o in che categoria mettere questo post. Mah.. sarà colpa di questi maledetti Placebo, in cuffia.
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Arriva Marcuzzo, qualche tempo fa, dicendomi: "strano, qui ogni tanto mi sparisce il programma client di SourceSafe!". "Come, 'sparisce'?", faccio io. "E' come se venissero cancellati i file", mi risponde. Breve indagine durante l'ennesima reinstallazione riparatrice e si scopre l'arcano: qualcuno (nessuno di noi due, e peraltro abbiamo i nostri fondati sospetti, ma non farò nomi in questo blog pubblico, non amo mettere le persone alla gogna! ) aveva scelto come cartella di installazione del programma niente po' po' di meno che... il cestino!  
Inutile stupirsi se ogni volta che l'ignaro Marco svuotava il cestino, il programma spariva dalla circolazione! 
Questa faccenda del cestino mi fa venire in mente anche la storia (mi dicono) vera di quello che arriva un giorno disperato chiedendo "cosa avete fatto al mio pc!! avete distrutto tutti i miei documenti". Gli chiedono dove cavolo fossero questi benedetti documenti e lui candidamente: "beh, io i documenti importanti li conservavo tutti nel cestino!" 
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Cosa mi spaventa?
Fitter, healthier and more productive
E' quella voce sintetica?
will not cry in public
E se fosse la paura di sentirsi così?
fond but not in love
a pig in a cage on antibiotics
O forse il pianoforte in sottofondo...
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Per motivi solo in parte comprensibili, mi sento interessato alla faccenda dei dazi doganali protettivi e, più generale, all'enorme e spinoso tema della sempre più minacciosa espansione commerciale cinese. Mi rendo conto, non proprio l'ideale per un innocente post domenicale! Se te parlo, caro Blog, è perchè questo pomeriggio ho trovato un interessante articolo (su Repubblica), che a sua volta mi ha fatto tornare col pensiero ad un altro articolo, letto la settimana scorsa. L'articolo di oggi è di Joseph Nye, professorone - Harvard - e testa pensante dell'amministrazione Clinton, autore di un libro dal titolo intrigante: "Soft Power", concetto illustrato come "the ability to get what you want through attraction rather than coercion" (uhmmm quanto mi piacciono queste americanate, sarà forse un residuo del mio 30L di analisi economica & teoria dei giochi? comunque mi sa che appena amazon ha disponibile il paperback, me lo prenderò!). L'articolo della settimana scorsa, veramente esemplare per chiarezza era invece di Federico Rampini, che tiene anche un interessante blog su Repubblica: ...però temo che dovrò finire il post domani.. ma di 'sti genitori maniaci di Flight Simulator che mi scacciano dal pc, ne vogliamo parlare? 
Di solito si tende a pensare che il "segreto" della forza economica cinese sia puramente e brutalmente il dato quantitativo delle dimensioni spropositate di quell'economia e della relativa forza lavoro. Ci si immagina questo immenso "schiacciasassi economico" che una volta messo in modo pare in grado di spiaccicare tutto con la sola forza d'inerzia. In realtà, mi pare di capire che per certi aspetti il gigantismo cinese sia anche fonte di problemi: ad esempio, la Cina ha bisogno di creare annualmente almeno 10 milioni di posti di lavoro nell'industria e nel terziario, per fare fronte al progressivo inurbamento di milioni di contadini. Pur messo in proporzione, un reale e costante "miracolo economico", che Berlusconi non oserebbe immaginare nemmeno nelle sue panzane elettorali più sfrontate! Questa è la spinta al frenetico "galoppo economico" a cui stiamo assistendo (ed è bene ricordare che mentre da noi scorrono fiumi di inchiostro per dotte analisi volte a capire se l'anno prossimo si crescerà dello 0,9% o dell'1%, la Cina cresce poco meno del 10% l'anno) e si arriva al punto dolente: le esportazioni, fondamentali per garantire un simile livello di crescita, sono davvero fondate su elementi di concorrenza sleale? Oppure semplicemente rappresentano una sfida competitiva a cui l'Occidente non è preparato?
L'esponente cinese intervistato da Rampini sottolineava, credo giustamente, che l'ingresso della Cina nel mercato globale del WTO deve essere accettato in blocco, con gli aspetti positivi e negativi che ne conseguono: quando avvenne (mi pare a fine 2001) le imprese europee avevano la bava alla bocca pensando a centinaia di milioni di potenziali consumatori pronti a farsi raggiungere dai loro prodotti. Adesso prevale la paura di venire "aggrediti" in casa propria, fenomeno peraltro già evidentissimo negli States. Cosa rispondere, se non "E' la globalizzazione, baby..!". Insieme a questa risposta, però ne va data un'altra e che riguarda la lotta al "dumping" basato sulle condizioni di vita/manodopera chi di produce. Insomma, che in moltissimi casi il basso costo del lavoro sia molto molto sfumato con condizioni di vero e proprio sfruttamento è una specie di segreto di pulcinella. Ed è perlomeno curioso che per molte imprese occidentali ciò che in passato era una ghiotta opportunità di delocalizzazione da sfruttare cinicamente, sia adesso diventata una ricorrente preoccupazione "umanitaria"..!
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Come si dice, se non sono vere, son ben trovate! Il sottoscritto, a proposito, le ha trovate in una nascosta cartellina dei Documents... mi è sembrato giusto sottrarle a quell'oblio, anche se probabilmente è materiale noto e stranoto... E poi, volendo a tutti i costi fare quelli seri,meritano per la stuzzicante dimostrazione di come davvero basti poco per stravolgere l'interpretazione di un testo.
Giovedì alle 5 del pomeriggio ci sarà un raduno del Gruppo Mamme. Tutte coloro che vogliono entrare a far parte delle Mamme sono pregate di rivolgersi al parroco nel suo ufficio.
Venerdì sera alle 7 i bambini dell'oratorio presenteranno l'"Amleto" di Shakespeare nel salone della chiesa. La comunità è invitata a prendere parte a questa tragedia.
Care signore, non dimenticate la vendita di beneficenza! È un buon modo per liberarvi di quelle cose inutili che vi ingombrano la casa. Portate i vostri mariti.
Tema della catechesi di oggi: "Gesù cammina sulle acque".
Catechesi di domani: "In cerca di Gesù".
Il coro degli ultrasessantenni verrà sciolto per tutta l'estate, con ringraziamenti di tutta la parrocchia.
Il torneo di basket delle parrocchie prosegue con la partita di Mercoledì sera: venite a fare il tifo per noi mentre cercheremo di sconfiggere il Cristo Re!
Per favore mettete le vostre offerte nella busta, assieme ai defunti che volete far ricordare.
Ringraziamo quanti hanno pulito il giardino della chiesa e il parroco.
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