La tradizione vuole che in Liguria il padrone di un peschereccio offra a chi si imbarca la scelta tra il diritto di lamentarsi (mugugnà) e un supplemento di paga. Scelta lacerante per un ligure, e dalla quale per una volta perfino la tirchieria usciva sconfitta; come dice il proverbio: “Sensa vin se navega, sensa mugugni no”. (Claudio Paglieri)
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tramandato ai posters alle 18:20 del 27/05/2005 | commenti (4) | mugugni | permalink

Leggo su Metro di oggi una lettera a suo modo memorabile, sto per prendermi la briga di ricopiarla qui parola per parola (quanno ce vvò, ce vvò...), quando mi viene in mente che magari la trovo già online (il bello di internet colpisce ancora..) e infatti eccola qua, pronta per essere incollata e già messa con gli "a capo" di impaginazione: sembra quasi una piccola poesia trash. Naturalmente ogni commento è superfluo.

Per il Milan
ho sofferto tanto
Solo chi è un vero tifoso
può capire cosa vuol dire
vedere la propria squadra
perdere in questo modo la
finale di Champions. Quando
mi sono lasciato con la
morosa dopo 4 anni di
fidanzamento pensavo di
non poter soffrire mai più
così in vita mia e invece il
Milan mi ha fatto conoscere
la più grande delusione
mai provata.
UN MILANISTA

tramandato ai posters alle 17:52 del 25/05/2005 | commenti (4) | galleria | permalink

 In attesa di domani (adesso no ho davvero tempo di scrivere).. concorso senza premi: quelle sono le mie scarpe.. ma lo specchio d'acqua che cos'è? :-)

Uff... come siete venali, basta mettere un concorso senza premi e... nessuno che risponda!  Per "punizione" non svelerò troppi dettagli, comunque si tratta di un fiume lombardo. E' un posto con un karma del tutto particolare: certo, è "bello" nel senso sbrigativo che possiamo attribuire a questo termine, ma è anche molto di più, è uno di quei posti in cui posso stare seduto a godermi beato l'orizzonte per mezza giornata di fila, senza quasi accorgemene. Non che sia molto sensibile a ragionamenti new age, sono di indole abbastanza cinica, però lo ammetto che ci sono dei luoghi che senti "respirare" più in consonanza con te stesso, che non altri. E dipende anche da tanti piccoli particolari simbolici, come la presenza degli anatroccoli che sono tra gli animali che trovo in assoluto più irresistibili (e qualcuno sostiene anche ci siano parecchie affinità caratteriali tra me e loro, ma questo è un altro discorso... )  

Forse conta anche la piccola magia di trovare luoghi del genere relativamente a poca distanza da Milano, probabilmente il sospiro (vero e figurato) di liberazione in questo caso è ancora più forte.

Insomma... adesso che sono esplosi i 30gradi dell'estate non vedo l'ora di tornarci, con il solito plaid della foto, un bel libro oppure una bella matassa di pensieri da sbrigliare.

tramandato ai posters alle 15:06 del 22/05/2005 | commenti (11) | under score | permalink

Il mio nuovo strano fidanzatoIeri sera sono tornato al cinema, dopo davvero parecchio tempo. E' stata una di quelle uscite "da multisala" in cui non sapevo bene cosa sarei andato a vedere. Certo, c'era l'attrattiva ovvia di Guerre Stellari, ma (alla luce anche del mezzo schifo che mi ha Episodio II) ci ho rinunciato senza rimpianti. La scelta "di compagnia" è andata quasi alla cieca... si cercava un titolo leggero, avevamo già praticamente scelto il nuovo film con Mastrandrea, però era in una di quelle salette minuscole e allora ci siamo fidati del manifesto de "Il mio nuovo strano fidanzato".

Scelta felice, il film mi è piaciuto. Già la prima inquadratura, con il piano americano dei due protagonisti immobil uno a fianco dell'altro, rende l'idea dello stile: film girato in economia, praticamente tutto nell'interno dell'appartemento, con qualche libertà di regia (molta camera a mano, ad esempio) e montaggio, efficace nel rendere i momenti particolarmente "deliranti" di una famiglia certamente un po' sopra le righe.

Certo, non ha chissà quali pretese. C'è la commedia degli equivoci. C'è il gusto per la gag fine a stessa (tipo la porta sbattuta sul cranio), ma c'è anche, come traccia sottesa a tutta la trama, il tema dei rapporti tra israeliani e palestinesi. Mi è piaciuto il modo naturale e indiretto di far vedere come i pregiudizi e le tensioni  condizionano anche gli abitanti di questo appartamento spagnolo a migliaia di chilometri di distanza da Israele, i vari modi con cui le diverse generazioni (dal nonno veterano di guerra al ragazzino suggestionato dal terrorismo) affrontano il contatto con il "diverso", come gli orgogli "etnici" dimostrino la loro assurdità quando vengono messi a confronto dai rapporti che si instaurano con persone vere, in carne ed ossa.

Ma nonostante lo spunto "sociale" che fa da motore per la sceneggiatura, in realtà sopratutto ci si diverte, grazie anche alla generale bravura del cast (memorabile il nonno cieco), molto "alla spagnola"... insomma,  per dare un'idea di questo film, si può pensare ad una specie di "Indovina chi viene a cena?" ripassato in salsa almodovariana.

[Visto il 21/05/2005 al cinema Stardust di Tortona. Ormai la stagione sta tirando gli ultimi, una ventina di persone in sala; tutti gli altri che erano nel parcheggio credo siano finiti a contribuire all'accrescimento del conto in banca di George Lucas]

tramandato ai posters alle 18:09 del 20/05/2005 | commenti (2) | | permalink

Ieri mi è capitato di parlare dei referendum. O meglio, ho introdotto io stesso il discorso, ma senza nessun "calcolo", non ricordo nemmeno più bene per quale motivo mi sono venuti in mente, stavo guidando! Comunque è vero che già da qualche tempo sentivo crescere uno strano "prurito", dato dal fatto di non avere (quasi) la minima idea della materia e di cosa fosse giusto (mioddio) fare. O meglio, sapevo che la legge presa di mira è una legge schifosa, ho presenti le mille invettive che ha lanciato contro di essa un giornalista di solito mooolto pacato quale Corrado Augias. Però non sapevo bene cosa si volesse abrogare, di questa legge e cosa comportasse. Credo che in parte abbia contato anche il polverone che la "politica con la p minuscola" ha sollevato intorno a questi referendum, si è parlato di astensione, di rifare comunque la legge, eccetera. Non voglio dire che non si sia parlato delle vere questioni, dei grandi temi etici (la "vita") e politici (la "libertà") che questi referendum (a me hanno insegnato che le parole straniere non si mettono al plurale... o devo fare il fico e scrivere referenda? o il latino non è una parola straniera?) tirano in ballo, però insomma c'è sempre un po' l'ombra della strumentalizzazione politica che aleggia, per cui quando senti parlare qualcuno di questi temi la prima cosa che ti viene da chiedere è "ok, ma di che partito è?".

Insomma, ne ho parlato. E parlandone mi sono reso conto che non sapevo nemmeno dire per bene cosa mi lasciasse dubbioso, di questo referendum. Perchè dove c'è da lasciare le persone libere di agire secondo coscienza e dove c'è da lasciare la scienza libera di sperimentare (nei limiti dei diritti dell'uomo e della natura), io sono sempre a favore. In questo caso però, ignorando l'oggetto specifico dei quesiti, mi restava soltanto un vago timore della tendenza umana troppo umana a giocare all'apprendista stregone...

Adesso ho cominciato a leggere qualcosa e devo dire che i dubbi si stanno dirandando. Penso che sia giusto fare il possibile per dare a persone che lo desiderano la possibilità di avere un figlio, senza "fare del male" a nessuno. Il punto è proprio questo e sinceramente non riesce a convincermi l'ansia di tutelare la "vita" dell'embrione, che mi pare abbastanza pretestuosa e apodittica. E comunque è vero che l'impianto della legge fa acqua da tutte le parti, come il non-senso di tutelare l'embrione, quando poi il feto nelle prime dodici settimane di vita è invece a certe condizioni legalmente sopprimibile (e vista l'aberrante incoerenza delle due norme, non ha forse torto chi pensa alla legge sulla fecondazione assistita come a un potenziale cavallo di Troia per andare all'attacco della legge sull'aborto).

tramandato ai posters alle 11:28 del 18/05/2005 | commenti | culturangle | permalink

The things I do possess
Sometimes they own me too
What they gonna do to me?
It's hopeless, hopeless...

What I can't explain
I'm sure you'll get it well
Since I always wanted
I always wanted you

tramandato ai posters alle 10:24 del 18/05/2005 | commenti | mugugni | permalink

A volte mi viene da pensare che, se solo l'Italia fosse un paese cerebralmente normodotato, il presunto controllo dei mass-media da parte della destra di governo sarebbe la migliore campagna elettorale possibile per l'opposizione... per la serie "lasciateli parlare" !

Ieri mi sono concesso un po' di zapping (prima di finire inevitabilmente calamitato da Il Mistero di Sleepy Hollow) mentre preparavo la cena e sono capitato su Ballarò, RaiTre. Appena in tempo per sentire un Ministro di questo cavolo di governo, Prestigiacomo, prodursi in questa memorabile performance. Si parlava del famoso aumento da 100€ degli statali, il ministro fa un confronto con i rinnovi del settore privato e ci mette in mezzo, tra tono e parole, il messaggio che il privato è produttivo (e quindi, al limite, se proprio di aumenti si deve parlare sono i privati che se li "meritano"), mentre il pubblico no. Facili rimbrotti e obiezioni. E il ministro, in piena arrampicata su specchi cosparsi di olio, peggiora la situazione: spiega che non intende dire che il pubblico non fa il suo lavoro, solo che non produce niente, dato che si occupa di fornire servizi. Gelo in studio, il conduttore non può fare altro che lanciare rapidamente la pubblicità... però (spettacolo) si fa a tempo a cogliere una specie di fuori-onda, con Prestigiacomo che si rivolge a uno dei presenti (presumibilmente scompisciato dalle risate) e gli fa "Ma scusi, me lo dica lei gli statali cosa producono!".

Ora, il fatto che una persona a tali livelli di incompetenza e ignoranza (sarebbe interessante chederle una definizione di PIL, probabilmente pensa che sia un qualche animaletto con la coda...) possa fare il ministro e quindi di fatto, più o meno direttamente, comandarmi... è una cosa che mi fa stare male. E devo dire che anche il buon Fassino, pur evitando di farsi uscire dalla bocca di queste bestialità, non mi è affatto piaciuto... non sa essere incisivo, non riesce mai a fare un saltino oltre il normale buon senso a cui arriverebbe chiunque (o quasi, magari Prestigiacomo no).

E mi sono messo a pensare, mica cazzi, ai problemi della politica. Ho cominciato col pensare che se davvero io mi sento così più preparato e brillante di quel ministro, perché mai non ci sono io sulla sua poltrona? E sopratutto, mi è venuto il sospetto che la politica sia destinata ad essere popolata di "seconde scelte": persone che eccellono per ambizione, dedizione alla (propria) causa, intrallazzismo, pelo sullo stomaco. Raramente per intelligenza e capacità.

tramandato ai posters alle 18:41 del 17/05/2005 | commenti (1) | mugugni | permalink

Ehm, oggi ho fatto una pausa pranzo di un paio d'ore e... sono andato a firmare il compromesso per la casa! Rispetto ai tempi che mi avevano prospettato, pare che ci sarà un bell'anticipo... a metà giugno faremo il rogito. Sono un po' incazzato per la mia mancanza di emozioni particolari. Come prevedibile, e nonostante tutti i miei buoni propositi, la lettura dell'atto mi ha un po' "travolto" e non sono riuscito a farmi venire in mente obiezioni o spaccamenti di palle particolari con cui tormentare venditore e/o agente. E mi ha colpito notare che siamo tutti del '73... però che differenza, io qui ad avventurarmi in questa cosa della prima casa e loro che già arrivano da una convivenza di cinque anni. E' inutile, la mia tendenza alla divagazione è patologica, neppure mentre mi leggevano 'sto contrattino da 170mila Euro riuscivo a stare concentrato e mi venivano sti pensieri sulle vite e i destini!

tramandato ai posters alle 18:31 del 16/05/2005 | commenti (2) | culturangle | permalink

 

La mia solidarietà al/ai poveretto/i di Feltrinelli che in questi giorni, per il concorso Centoparole, si sta sorbendo tutti i raccontini dei partecipanti, tra cui quello del sottoscritto, che (più o meno, ci sono stati ripensamenti dell'ultimissimo minuto) è riportato qua sotto.

 

Ama quel libro, pur avendone moltissimi.

Lo ama e non ha più bisogno di leggerlo, solo di averlo con sé: è un talismano, un segno, il suo messaggio nella bottiglia.

Nonostante questo, quando entra alla Feltrinelli, il libro che ama è come una calamita.

E’un libro famoso, in Galleria ne tengono sempre una buona scorta e molti si fermano tentati a sfogliarne una copia: come questa donna, oggi.

Ama le donne, pur non avendone una.

Importa chiedersi perché, proprio questa volta, la libreria intorno a loro si fermi silenziosa e irrilevante, come un palcoscenico? Guardate lui, d’improvviso al suo fianco, che si sorprende a confessarle "Amo quel libro”...

 

tramandato ai posters alle 17:44 del 16/05/2005 | commenti | galleria | permalink

Metti un invito a una cena di compleanno, inaspettato e molto gradito. Metti che la cena è in un locale nuovo e decisamente piacevole, anche se la zona non è proprio il massimo... Metti che il cibo si fa apprezzare e che i cocktail non sono niente male. Inevitabile poi assistere a scene del genere, all'uscita!

tramandato ai posters alle 21:57 del 15/05/2005 | commenti | | permalink

Caro Blog, ieri ho ripreso la macchina e sono tornato a Milano per qualche ora: concerto dei BlueBeaters al Rolling Stone.

Davvero TANTA gente, e mi ha fatto piacere: era una di quelle serate in cui avevo propria voglia di staccare il cervello (settimana pesante, ho avuto anche poca voglia di passare dalle tue parti, avrai notato) e non c'è niente di meglio che fondersi nella calca e lasciarsi andare. In parte involontariamente, mi sono trovato nell'epicentro della zona pogo furibondo ed è stato beh... divertente! Sto imparando ad andare ai concerti lasciando a casa il "musicista" che è in me, lasciarsi andare di più alla musica senza preoccuparsi di dover imparare trucchi del mestiere o altro. Come sempre in queste situazioni c'è qualcuno che esagera inutilmente, ma è stato bello trovarsi alla fine madidi e stremati, insomma davvero si é "vissuto" il concerto!

Giuliano Palma e i BlueBeaters, si sa che sono bravi, anche se il bordello di gente che c'era un po' mi ha stupito. E' vero che dopo un po' ti verrebbe voglia di sentire qualche altro ritmo e arrangiamento, però cavolo se suonano... e che bello avere la loro padronanza di un genere e poterci giocare con intelligenza (spettacolare la cover di Jump dei VanHalen!). Palma ha detto una cosa bella e vera, ringraziando a fine concerto: "grazie, perchè senza di voi staremmo tutti in sala prove!". Ora, è chiaro che questo vale per tutti, senza un pubblico che ti segue sono cazzi, però penso intendesse  qualcosa di diverso... in fondo qui di "artistico" c'è poco, ci si diverte sperimentando con un genere. A volte le cose vanno così... cominci quasi per scherzo facendo lo "scemo" durante una pausa delle prove "vere" (Casino Royale) e inaspettatamente ti trovi per le mani un qualcosa che funziona, che trova un pubblico che sta al gioco e condivide la stessa voglia e idea di divertimento.

Agli amici di Milano che hanno condiviso questa serata: grazie per esserci stati, per esserci dati appuntamento e per esserci cercati, magari inutilmente visto il gran casino. E, amici di Novi, scusate se vi ho perso quasi subito, prenda del demone danzereccio! E grazie a Matty per le foto.