La tradizione vuole che in Liguria il padrone di un peschereccio offra a chi si imbarca la scelta tra il diritto di lamentarsi (mugugnà) e un supplemento di paga. Scelta lacerante per un ligure, e dalla quale per una volta perfino la tirchieria usciva sconfitta; come dice il proverbio: “Sensa vin se navega, sensa mugugni no”. (Claudio Paglieri)
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tramandato ai posters alle 10:21 del 29/06/2005 | commenti (6) | | permalink

Ora, cominciamo a dire che Roberto non è che sia proprio altissimo. Poi aggiungiamo il fatto che per passare cinque giorni a Londra ha pensato di rispolverare il suo zainone militare, riempendolo per bene. E infine, c'è il suo buon cuore, che lo ha portato a caricarsi di cose altrui, tra cui un paio di bottglie d'acqua. Insomma: alla fine aveva sto zaino che davvero era quasi più grande di lui. Inevitabile il crescendo delle battute... come Roberto che si carica lo zaino sul prato di Salisbury e dice "adesso ci faccio un salto mortale..." e io "lascia perdere, che è più alto di te: finisce che si conficca nel terreno e tu rimani a testa in giù con le gambette per aria...".

Sull'autobus per Stonehenge: non c'è spazio per i bagagli, si deve tenere lo zaino in braccio ed ecco che assistiamo alla "personificazione dello zaino", che diventa il vero passeggero facendo letteralmente sparire dalla vista Rob. E parte un crescendo rossiniano di risate. Il punto di non ritorno: si parla dei controlli che troveremo all'ingresso e della probabilità che ci costringano a lasciare gli zaini fuori ed io me ne esco con un "Rob, mi sa che la guardia si rivolge allo zaino e gli dice che il fagotto che porta sul davanti e troppo grosso e deve lasciarlo giù..!". Cominciamo a ridere, ma a ridere, quelle risate a catena insensate e inarrestabili, come non mi capitava da mesi, e ad ogni minima cazzata che uno dice, giù a ridere ancora di più, con le lacrime agli occhi e quasi sul punto di soffocare. Alla fine non ne potevamo davvero più, e grazie a Daniele per averci immortalato per dare un'idea dello stato pietoso in cui ci eravamo ridotti (per mia fortuna mi sto coprendo la faccia, ma notate la faccia di Ivo alla mia sinistra...)

tramandato ai posters alle 17:25 del 28/06/2005 | commenti | galleria | permalink

Sant'AnnaEd eccoci qua, io, il Biondo e un certo Alessandro - che passa 6 mesi all'anno a Miami a fare pianobar, beato lui-  impegnati a suonare (a giudicare dagli spartiti) Your Song. O meglio, Alessandro era totalmente rilassato, dato che conosceva i pezzi e comunque è molto... allenato. Ma Elton John è stata roba da poco rispetto agli standard jazz pescati dal famigerato Real Book! Insomma è stato divertente, ma anche uno sbattimento imprevisto: ero andato a questa festa, convinto di fare la classica blues jam tranquilla e invece mi sono trovato a provare a districarmi a prima vista tra accordi diminuiti, giri II-V-I, eccetera eccetera.

Era dai tempi del CPM che non mi capitava e davvero ho dovuto rispolverare tutti i trucchetti e consigli di quel tempo, dato che tutte le situazioni "classiche" si sono verificate, compresa l'immancabile cantante rompic****oni che ci ha obbligato a trasportare a mente la tonalità di quasi tutti i pezzi, dato che le tonalità originali non erano quelle perfette per la sua Ugola d'Oro...

[grazie a "zacchello" per la foto!]

tramandato ai posters alle 18:25 del 27/06/2005 | commenti (3) | mugugni | permalink

Tocco con mano la globalizzazione. Mi aggiro per i negozi di Stansted in attesa del mio volo, mi perdo tra gli scaffali delle librerie (gli occhi cercano titoli meritevoli della promozione - ?!? - "3 x 18 sterline" senza riuscire a trovarne più di due...). Mi avvicino alla cassa per pagare il mio quotidiano e noto un libriccino bianco intitolato "Sudoku". Rapida sfogliata per scoprire l'esistenza di questo giochino carta&penna di logica che spopola in Inghilerra. Mi viene da pensare: "vedi che alla fine non è ancora vero che siamo così uniformati? Noi in Italia questa roba non sappiamo neppure che esiste!". Purtroppo la coda è più statica del previsto e rinuncio all'acquisto per non perdere l'aereo (molto civile la possibilità di pagare il quotidiano semplicemente depositando le monetine dentro il raccoglitore, senza passare dalla cassa).

Due giorni dopo il rientro in Italia, Repubblica lancia in grande stile il Sudoku anche da noi. Il giochino mi incuriosiva e mi incuriosiscono in generale queste "mode" così improvvise e tutto sommato illogiche, quindi in qualche modo sul blog ne avrei parlato comunque. Adesso che sta sbarcando anche da noi (sto contando i giorni per vederlo anche almeno sul Corriere, ovviamente) i morali della favola, potrebbero essere:

1) Siamo dannatamente globalizzati, altroché!

2) Per un editore in cerca di idee, a volte può bastare farsi un giretto di mezza giornata in un aereoporto all'estero.

3) ...guarda le coincidenze!

Comunque. Adesso prendo il treno e provo a fare quello di oggi. Da quello che ho capito, vanno messe in piedi una serie di deduzioni in stile "se là c'è quello, qui non può che esserci... questo". Vi farò sapere come sono andato, e se mi sono divertito. Ma qualcuno ha già provato?

Postilla del 28/6 : avete presente la parentesi circa il "Corriere"... beh sembra che non dovrò nemmeno contare i giorni, dal momento che il Corriere ha cominciato credo addirittura prima di Repubblica, solo che non lo sapevo. Insomma, quei due si "marcano" in una maniera davvero scandalosa e... il sudoku ci sta invadendo (ma chissà se arriverà a mangiare il panettone o ce ne stuferemo ben prima)  !!

tramandato ai posters alle 11:52 del 24/06/2005 | commenti (4) | fastidi | permalink
LETTERA ALL'AMBASCIATA DEL CANADA IN ITALIA


Gentile Ambasciatore,

lo scorso 8 marzo sono nate le prime foche in Canada nel Golfo di San Lorenzo. Una di queste è stata chiamata HOPE, nel segno della speranza che, lei come migliaia di altri esemplari, possano vivere la loro vita in futuro non essendo più cacciate.

Per questa ragione Le esprimo la mia ferma indignazione contro la caccia di foche autorizzata dal Governo canadese che tra pochi giorni ucciderà 320 mila animali. Una tale strage, la più grande uccisione di mammiferi marini nella storia, non è in alcun modo giustificabile o legittimabile: si tratta di un inutile bagno di sangue il cui orrore sta facendo il giro del mondo, scuotendo l'opinione pubblica.

Mi unisco pertanto all'appello promosso dalla LAV nel nostro Paese e alla campagna in difesa di questi esseri viventi. Auspico che il nostro Governo, al pari degli Stati Uniti e di altri Paesi europei, vieti la commercializzazione di qualsiasi prodotto di foca nel nostro Paese, evitando qualsiasi sostegno commerciale a tale barbarie.

Vi prego di far giungere questa protesta alle competenti autorità del Canada, affinché la strage di foche venga immediatamente interrotta e si metta in atto ogni azione utile a salvaguardare questi animali.

Come cittadino italiano chiedo che HOPE e altre migliaia di animali vivano la loro vita di animali liberi.

In attesa di riscontro, porgo cordiali saluti.

Se andate su questo sito, potete mandare direttamente in formato elettronico la mail riportata qui sopra. Sul sito della LAV  è possibile poi firmare una petizione diretta invece al Governo (scriverlo con la maiuiscola mi prende sempre un po' male, ma pazienza...) Italiano. La visione del filmato è invece consigliata soltanto ai forti di stomaco...

Lo so, non servirà a nulla, ma è quello che possiamo fare, a parte non andare in giro con indosso la pelle di una qualunque cosa che abbia avuto un papà e una mamma...

tramandato ai posters alle 12:42 del 23/06/2005 | commenti | | permalink

Leggiucchiando una recensione del dvd di "The Village" scopro che Mr.Night (che sapevo attaccatissimo a Philadelphia, dove vive e gira tutti i suoi film) è in realtà nato a Pondicherry, in India. Subito mi viene da pensare "ma guarda, la città di Pi..." : Pi è il protagonista di "Vita di Pi", un romanzo la cui copertina è rimasta per un bel po' nella colonna qui a sinistra e che amo molto. Insomma, mentre rimugino sui miliardi di modi in cui le cose del mondo sono intrecciate, vado avanti: alla fine dell'articolo si dice, guarda un po', che probabilmente il prossimo film del regista sarà basato su questo romanzo.

Appena letto il libro m'era venuto da pensare che un adattamento cinematografico sarebbe stato inevitabile, è perfetto:  mi piace e mi conforta la sensazione di armonia che arriva dall'incontro di un regista e un libro che mi piacciono molto, percepire una ragnatela di "cose amate" che va a rinforzarsi...

tramandato ai posters alle 21:55 del 22/06/2005 | commenti (5) | galleria | permalink

Mi auguro di poter raccontare qualcosa anche di Londra, appena potrò. Però non posso fare a meno di buttare giù qualcosa sulla festa del solstizio a Stonehenge.

Essendo davvero difficile per me trovare le parole, o anche solo un filo logico che possa guidarmi nello srotolare il gomitolo di sensazioni e sentimenti, ho pensato di affidarmi per una volta al classico metodo "siamo a casa mia a guardare le diapositive". Mi faccio aiutare quindi dalle foto,  spero facciano emergere di volta in volta i pensieri giusti, creando alla fine un ricordo adeguato ad una giornata così incredibile.

 


E quindi: cliccate sui link dell'elenco qui sotto, ricordatevi ogni volta di chiudere la finestra pop-up che viene mostrata e... buio in sala! ;-)

1. Le Pietre. L'autobus che ci porta da Salisbury a Stonehenge ci lascia ad un chilometro abbondante dal sito. Nella notte scarpiniamo zaino in spalla in mezzo alla campagna inglese, vedendo poco o nulla, più che altro seguendo l'incerto e spezzettato serpente delle altre persone in arrivo. All'improvviso appare, e sembra una scena di Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo: illuminato dai riflettori, il Circolo delle Pietre è come un'isola lontana e magnetica, in mezzo al buio dei prati, irraggia... carisma. Come non bastasse, e come si vede in foto: la luce di una luna piena da panico. Arrivati dentro, ci aggiungiamo ai moltissimi che ci hanno preceduti. Si può stare veramente a ridosso delle Pietre (cosa che normalmente non è possibile) che infatti sono già completamente "circondate". Anzi, nonostante i divieti ben presto vengono prese d'assalto e ogni loro possibile centimetro quadrato sarà completamente inglobato dalla folla. Comincia la festa, e la lunga attesa.

2. La Notte. Ho letto ieri che quest'anno la celebrazione è stata baciata da un clima stupendo, come non si vedeva da molti anni. Confermo. Però confermo anche che durante la notte il clima era tutt'altro che piacevole, con una costante brezza decisamente "fresca" e la rugiada che inesorabilmente ha bagnato il prato, i plaid e i nostri vestiti. Uno si difende come può, tenuto conto che viaggiare in zaino significa fare anche più di un compromesso sul guardaroba. E le si prova tutte, però il freddo è una rogna bastarda, che si incancrenisce col passare delle ore... credo che la faccia del Bertax nella foto sia la migliore immagine della sensazione "non ci sto più dentro dal freddo" che penso un po' tutti, in momenti diversi, quella sera abbiamo provato. Comunque la cosa migliore da fare è buttarsi dentro la calca (che però era veramente soffocante) al centro e intorno alle Pietre e cercare riparo e calore nella massa.

3. Primi segni. Le Pietre cominciano a delinearsi contro un qualcosa di diverso dall'oscurità. La notte infatti, anche se è dura, "passa" relativamente in fretta. Dentro il circolo si balla pigiatissimi al ritmo incessante e caotico di tamburi e di qualunque oggetto anche solo velatamente assimilabile a una percussione. Bella l'atmosfera, ma in certi momenti si sta DAVVERO allo stretto e viene voglia di respirare un po' in un ambiente più libero. Nel prato intorno resta la gran parte delle persone: si formano capanelli e gruppetti, moltissimi hanno portato chitarre o altri strumenti per suonare, si parla, si va in giro, circola davvero parecchio fumo. Io, avvolto a mo' di bozzolo dentro la mia coperta di pile, sono persino riuscito a dormire seriamente per una manciata di minuti.

4. Aspettando il giorno. Piano piano il rossore all'orizzonte cresce e con esso anche la nostra attesa per l'evento che stiamo aspettando di salutare (e da cui, devo dire, ci aspettiamo anche una prosaica e salutare riscaldata!). Le pietre, contro un cielo che si colora, sono sempre più belle e magiche. Cosa abbiano di speciale, non saprei dire. So per certo che questo tempio, ormai scalcinato da 5000 anni di storia, emana un magnetismo davvero percepibile, ha una nobiltà, una solennità innata davvero particolare. So che molti pensano qualcosa del tipo: guarda sti furboni di inglesi, che si sono venduti quelle quattro pietre come un'attrazione mondiale, magari pensando al numero incalcolabile di capolavori storici e architettonici che abbiamo in Italia. Posso assicurare che questo posto è SPECIALE. Certo, in parte può essere anche suggestione e auto-suggestione, però davvero trovarsi al loro cospetto è un'esperienza particolare, ve lo dice un solido razionalista! E un'altra piccolezza mi ha colpito: a un certo punto della notte sono andato a vederle da vicino e ho, come dire, carezzato la parete laterale di una colonna... bene, era molto più "calda" di come me l'aspettavo, sembrava essere in un mondo a sé stante rispetto a quello rugiadoso che la circondava.

5. L'alba! Finalmente, un raggio di sole filtra tra le pietre e ti colpisce in faccia. Lo si vede salire millimetro per millimetro all'orizzonte, ma trovare il disco del sole completamente disegnato nel cielo è comunque una sorpresa. Per quel tanto o poco che può contare, pare che il sole sia sorto esattamente allineato con la pietra di riferimento posta all'esterno del circolo... insomma sotto questo aspetto Stonehenge funziona ancora!  Il sole cambia prospettiva a tutto ed è un cambiamento incredibilmente rapido, se il cielo è sereno come quest'anno. Le atmosfere cupe e freddolose delle foto precedenti spariscono e al loro posto arriva rapidamente la soddisfazione di "avercela fatta" e il piacere di sentire il calore del sole sulla pelle. Ci si gode una sensazione davvero intimamente "estiva", di promesse mantenute e attese ripagate. Poi certo uno può anche immalinconirsi (credo che in questi momenti la mente di ciascuno vada un po' a girare per i  propri "posti" - almeno, a me succede), ma credo sia quella malinconia "calda" che ad esempio sto ritrovando nel leggere Amrita.

[FINE PRIMA PARTE.. continua!]

 

tramandato ai posters alle 21:30 del 19/06/2005 | commenti (1) | | permalink

Caro Blog,

 sono passati giorni di silenzio. Confesso che semplicemente in certe occasioni non mi andava di fare quello che sto facendo adesso. In altre c'erano cosi tante cose nella mia testa, che non avevo tempo per pensare pure a quello che sarebbe stato carino dirti.

Comunque, adesso ti sto scrivendo da Londra.. torno mercoledi e a quel punto davvero penso che ci saranno cose da raccontare.

tramandato ai posters alle 14:03 del 09/06/2005 | commenti | fastidi | permalink

Ieri, facendo un rapido (giornata pesante) giretto su Repubblica.it mi casca la pupilla su un sondaggio online circa l'opportunità di tornare all'utilizzo della lira in sostituzione del vituperato Euro. Mi ricorda quella storiella elettorale americana, protagonisti un candidato e il suo consulente per la campagna elettorale, che più o meno era:

consulente : "Farò girare la voce che il suo rivale ha rapporti sessuali con le galline"
candidato : "Ma andiamo, che assurdità! E poi non è vero..."
consulente : "Cosa importa... si immagina la scena di quando andrà in televisione a smentire di essersi mai scopato una gallina?"

Intendo dire che ci sono temi e idee che non meritano neppure la legittimità che discende dal fatto di impiegare tempo e cervello (si spera) per parlarne. Quindi, pur confessando che per un micronanosecondo mi è venuto l'istinto di mettere il mio voto pro-euro, la cosa fondamentale che ho da dire è: ma si può???

Ci sono soprattutto due faccende che mi fanno mugugnare. La prima è come non ci sia verso (e come si faccia davvero troppo poco) per evitare di confondere il problema dell'inflazione "occulta" generata dal cambio di moneta dal giudizio sul "nuovo conio" in sé. E' naturale che tutti siamo incazzati neri per la trasformazione subita da parecchi prezzi, ma ci sono spiegazioni e responsabilità diverse da quello che invece riguarda la gestione della moneta in sé. E soprattutto non credo proprio che un ritorno al passato farebbe ridiscendere i prezzi (per la serie "era verò che vi stavamo fregando, ci abbiamo provato...") ai livelli pre-Euro. In compenso, ma quasi mi vergogno a scrivere ste ovvietà qui sul mio blog, è vero piuttosto che l'Euro ci ha tenuto al riparo dalle tempeste economiche a cui la nostra tanto rimpianta valuta ci avrebbe esposto: ve la immaginate una lira sostenuta da un governo allo sbando, con tutti gli indici macroeconomici a rotoli, farsi valere nei mercati monetari mondiali? Quanto sarebbe ora il cambio lira/dollaro? E quanto ci costerebbe oggi, in lire, un barile di petrolio? Oppure l'idea sarebbe quella di campare vendendo parmigiani e completi Versace agli americani, sperando nella provvidenza per tutto il resto?

La seconda cosa che mi mette l'umore un po' di traverso è pensare che in questo sondaggio online c'era il 10/15% di risposte a favore del "ritorno alla lira". Ora, pur mettendoci dentro tutto (campione statisticamente poco numeroso, hackeraggi e cazzeggi vari, gente che si sbaglia a cliccare)... se così risponde un pubblico già decisamente "selezionato" quale i lettori di un giornale online, per di più decisamente pro-europa... cosa dobbiamo aspettarci a livello nazionale, dovessimo chiederlo anche agli anziani, alle persone meno istruite, a tutti quelli che non hanno accesso ai mezzi di informazione, ma che hanno semplicemente capito sulla loro pelle che il FATTO della introduzione dell'Euro ha reso per loro più difficile tirare la carretta?

tramandato ai posters alle 13:46 del 08/06/2005 | commenti (3) | mugugni | permalink

Naturalmente è una domanda che mi sento rivolgere, di tanto in tanto (pure in varianti più fighette e odiose, tipo "di cosa ti occupi?"), e capita che non riesca ad andare oltre un "faccio il consulente informatico...", un po' perchè è difficile entrare nei dettagli con chi (quasi tutti) considera l'IT come una chiesa iniziatica assolutamente estranea alla proprie capacità di comprensione, un po' perchè non lo so bene nemmeno io, che cavolo di lavoro faccio..!
Teoricamente sono un project manager, cioè devo fare in modo di pianificare in che modo lo sviluppo di certi programmi belli grossi debba procedere e poi fare tutto quello che serve per fare in modo che nel corso dei mesi questa pianificazione sia (più o meno) rispettata. Alla fine succede di sentirsi un jolly... ho un ruolo ufficiale anche di programmatore (insomma per certi versi coordino me stesso, che simpatico), ma poi anche innumerevoli ruoli ufficiosi, come capita a molti consulenti quando stanno per tanto tempo presso uno stesso, incasinato, Cliente e finiscono per diventare un po' i depositari della coscienza collettiva del gruppo di lavoro. Nei punti più bassi, mi capita anche di dover esaminare richieste di intervento di utenti che segnalano anomalie più o meno gravi e/o presunte... che questi frangenti non siano proprio esaltanti, lo potete capire dalla segnalazione che mi permetto di incollare qui, che davvero rende l'idea, oltre che essere a suo modo... divertente!

come vi ho già fatto vedere stamattina a MERLANO e sucesso ancora il broker figlio nella gestione compensi quando le dico copia mi fa vedere una serie di numeri e non il nome del dealer secondario in questo caso

tramandato ai posters alle 11:05 del 08/06/2005 | commenti (2) | galleria | permalink

 

Ci passo davanti col tram molto spesso, al Cimitero Monumentale, ma non ci avevo mai messo piede. Qualche giorno fa mi cade l'occhio su un manifesto che annuncia una giornata di apertura speciale, con concerto di Morgan in chiusura (accostamento non casuale, dato che presenterà la sua versione dell'album di DeAndrè a sua volta ispirato alle poesie di Spoon River... dead people dappertutto, insomma).
Quindi domenica, appena finito di stropicciarmi gli occhi dopo l'arrivo della MotoGP, mi metto in macchina e pur smadonnando per il contro-esodo del ponte, arrivo a Milano. Parcheggio di puro culo nel piazzale e con estrema efficienza mi trovo alle cinque in punto con in mano il mio tagliandino di prenotazione per il giro guidato (17.15 - 18.15).
Ci fa da guida una signora preparata e bella decisa, a cominciare dal passo sostenuto con cui ci fa trasferire da un luogo all'altro e che è una miniera di aneddoti (ad esempio, ho ascoltato la storia della famiglia Bocconi, che non conoscevo). Insomma, è stato bello lasciare gli occhi liberi di vagare e suggestionarsi, mentre dalle orecchie entravano informazioni utili per costruire un mondo intorno a quello che vedevi.
Che dire? Passeggiare in lungo e in largo per ore dentro quella vera e propria "città dei morti" fa un effetto strano, soprattutto è un qualcosa che ti colpisce a tradimento, dopo un po' che ne sei uscito e cogli il contrasto con la frenesia del "mondo vivo". Ti fai un overdose di bellezza dolente che ti rimane negli occhi... infatti una cosa che mi ha colpito e che, a fianco dei tanti altarini che glorificano la figata di salire tra le braccia del Signore, ce ne sono di molti modernissimi e suggestivi che documentano un rimpianto per la vita che in effetti un po' di magone ti lascia.
Ho fatto anche un (bel) po' di foto, ma non so se essere soddisfatto.. c'era un cielo grigio topo che sicuramente non mi ha aiutato. Tanto per darvi un'idea potete dare un'occhiata a questa, oppure a questa, a quest'altra, oppure a questa e a questa ancora.