La tradizione vuole che in Liguria il padrone di un peschereccio offra a chi si imbarca la scelta tra il diritto di lamentarsi (mugugnà) e un supplemento di paga. Scelta lacerante per un ligure, e dalla quale per una volta perfino la tirchieria usciva sconfitta; come dice il proverbio: “Sensa vin se navega, sensa mugugni no”. (Claudio Paglieri)
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Pare che vogliano mandarlo in pensione persino dai film di James Bond, dopo decenni di onorata carriera ("agitato, non mescolato" ovviamente), per rimpiazzarlo con una delle solite birrette da spot televisivo, disposta a sganciare un po' di soldini. Per chi ha voglia, sarebbe simpatico ordinare qualche media in meno, e qualche Vodka Martini (circa 3/4 della prima e 1/4 del secondo, ma va a gusti) in più, e brindare alla faccia di quelli che pensano di potersi comprare tutto, ma proprio tutto.
 
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tramandato ai posters alle 21:00 del 05/08/2005 | commenti | mugugni | permalink

Caro blog (e cari lettori) ultimamente non ho scritto molto. Così va la vita, ed è giusto che ce ne sia parecchia che scorre anche "fuori di qua".  Domani dovrei partire per le vacanze (uso il condizionale per una ben motivata scaramanzia...) e quindi non posso scrivere cose di cui adesso avrei anche voglia, come del film visto nella strana serata di mercoledi, di come sia stato bello oggi ritrovare l'acqua dopo più di due settimane, della malattia esantematica e bastarda di cui quasi tutti sanno e di cui però non ho parlato, delle tristi ma divertenti vicende della finanza italiana, dei colori dei miei nuovi muri e naturalmente del vorticoso giro di saluti "buone vancanze" di questi giorni. Tutto ciò dovrà aspettare o venire sacrificato, ma tant'è. Se le tre Parche non si mettono a cazzeggiare con i miei fili, riapparirò alla fine del prossimo finesettimana. Peace & Love ( e due saluti particolari, a Cla che è partito, e a Sarina che deve restare).

tramandato ai posters alle 15:27 del 02/08/2005 | commenti (2) | under score | permalink

Primo piano sul faccione di Batman che tira su per i piedi per venti metri il poliziotto corrotto, lo sguardo cattivo fino a deformarsi, la voce cavernosa alterata da qualche aggeggio. Un uomo è un uomo, ma in quel momento il rapporto non potrebbe essere più impari. Mi è venuto da pensare alla "Haka", la danza rituale dei rugbisti neozelandesi: mette davvero PAURA.
Batman Begins è un film sulla paura, su come incutere paura ad un altro significhi averlo dominato ancora prima di muovere un solo muscolo e sull'importanza di capire e dominare le proprie, di paure.
E' un film bello, riuscito, perchè sono stati scelti gli ingredienti giusti. Il merito principale é stato quello di affidare la regia ad un tipino di talento come Nolan, da sempre affascinato dai temi della memoria, del senso di colpa, della solitudine. E penso ovviamente a Memento, ma anche al meno celebrato Insomnia, che a me era piaciuto molto (ammetto, c'è Al Pacino, quindi non sono imparziale).

Dopo le fumettate incongrue degli ultimi episodi, tutti si aspettavan da Nolan un ritorno alle atmosfere più adulte dei primi Batman, quelli di Tim Burton. E credo che non abbia deluso le aspettative, scodellando un film sorprendente, visivamente molto suggestivo (penso alle scene con i pipistrelli, ad esempio), recitato alla grande - purtroppo doppiato da schifo, secondo me - con le pretese limitate di un film da grandi platee, ma con dei momenti memorabili in cui l'adrenalina della paura arriva anche allo spettatore (vogliamo parlare di quando lo psichiatra cattivo si infila la maschera "suscita-incubi"?).

[Visto allo Stardust di Tortona, credo il 9 Luglio, con Matteo]

tramandato ai posters alle 14:45 del 02/08/2005 | commenti | fastidi | permalink

Quanto detto per Benedetta vale anche per le persone morte a Sharm. Però le bandiere italiane sulle bare, davvero non le capisco. Mi perdonerete il cinismo, ma morire in questo modo è semplicemente una sfortuna, non un merito... ma in Italia si tende sempre a creare questa figura dell'eroe involontario, che per come la vedo io è una vera e propria contraddizione in termini. E quei due minuti di telegiornale, qualche giorno fa, mi hanno lasciato davvero l'amaro in bocca. Per questo ricorrente equivoco e anche per le trite parole  del vescovo di turno, la richiesta paternalistica e miope di perdonare coloro "che non sanno quello che fanno". E noi? Lo sappiamo quello che facciamo? E scegliere deliberatamente di non saperlo, non è forse un peccato? E quelli che si sono fatti fotografare abbracciati sullo sfondo delle rovine ancora fumanti del giorno prima, non sono forse ancora più ingiustificabili, e più lontani di quelli che hanno messo le bombe dall'essere "umani" ?