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Pare che vogliano mandarlo in pensione persino dai film di James Bond, dopo decenni di onorata carriera ("agitato, non mescolato" ovviamente), per rimpiazzarlo con una delle solite birrette da spot televisivo, disposta a sganciare un po' di soldini. Per chi ha voglia, sarebbe simpatico ordinare qualche media in meno, e qualche Vodka Martini (circa 3/4 della prima e 1/4 del secondo, ma va a gusti) in più, e brindare alla faccia di quelli che pensano di potersi comprare tutto, ma proprio tutto. |
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Sempre che alcune cosette vadano per il verso giusto (e che saranno a tempo debito oggetto di apposito racconto) tra poche ore sarò nel cuore delle Alpi Lombarde, e tornerò a 2006 ampiamente iniziato... diciamo il 3 Gennaio, va.
Nel frattempo: statemi tutti bene, cercate di festeggiare alla grande il Capodanno (impresa non facile, a dire il vero) e beccatevi tutti quanti... amici, colleghi, frequentatori affezionati e occasionali... questi AUGURI per un nuovo anno, che possa rendervi Felici abbestia. E si, potete anche toccare ferro. 
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E' vero che a Cernusco arriva la metro e quindi è comodo, eccetera eccetera. Però è anche vero che casa mia è, come si dice ad Oxford, parecchio inculata e quindi ogni volta tocca spiegare la strada per arrivarci. Avendo disegnato il percorso Metro-Casa per Claudio, che sarà mio ospite venerdi sera, ho pensato di metterlo online: almeno la prossima volta me lo trovo già pronto e devo solo girare un link... (w internet! ) e allora ecco a voi la "mappa del tesoro".
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Tra le tante cose di Valencia di cui non ho raccontato, vale la pena di "recuperare" la faccenda del tatuaggio. Tatuaggio che vedete qui nella foto. Da dove comincio? Partiamo dalla parte forse più facile, cioè la scelta del "cosa e dove". Volevo una cosa piccola e discreta, e non per qualche ipocrisia o ambiguità (tipo "non sono convinto, quindi lo faccio ma piccolino") ma semplicemente perchè mi piaceva qualcosa che normalmente non si vedesse, che non fosse una cosa da "sfoggiare", ma piuttosto una specie di marchio che deliberamente sceglievo di portarmi in giro, una cosa prima di tutto per me. Il simbolo tao, per quanto abusato e inflazionato e banale è sempre stato uno dei "miei" e quindi mi è sembrato naturale sceglierlo. Mi piace il messaggio di equilibrio che porta, l'elenganza della sua semplicità ed essenzialità, e poi è vero che tante volte mi sento come la sovrapposizione di due opposti, razionalità e istinto, sicurezza e fragilità, luce e ombra e perchè no.. maschile e femminile (a proposito, sta aumentando esponenzialmente il numero di voci sulla mia presunta gayetudine, e non capisco perchè...).
Il "dove" è venuto di conseguenza, come detto volevo un posto non immediamente "visibile" e poi ho pensato che il simbolo che avevo scelto era un simbolo di centralità, simmetria ed equilibrio e che quindi sarebbe stato sbagliato averlo in un qualche posto non coerente con questo spirito (che ne so, un polpaccio); non sembrandomi il caso di farmi tatuare l'ombelico la scelta del collo è stata quasi obbligata! 
E adesso veniamo al difficile. Perchè. Tanto vale dirlo subito, era nell'elenco di quelle "cose realistiche che voglio fare prima di morire, e possibilmente anche abbastanza presto". Tutti quelli con cui ne ho parlato (in gran parte dopo, ma anche qualcuno prima) erano sulla linea del non farlo tanto per fare, devi pensarci bene ed essere sicuro. Ora, hanno chiaramente ragione, però non so se sono completamente d'accordo con chi dice che se l'avessi fatto per "provare" allora avrei sbagliato e un po' tradito il vero spirito del tatuaggio. Non mi vergogno di dire che l'ho fatto anche per provare, cioè per sapere cosa si prova a farsi fare e ad avere un tatuaggio. E poi è stato anche bello (addirittura forse determinante) il contesto: avere questo segno che ricorderà per tutta la vita ai partecipanti questa vacanza spagnola trascorsa insieme. 
Certo che questo non basta: si deve avere la consapevolezza di un segno indelebile che uno si porta nella tomba e arrivarci col rispetto che si deve per qualcunque cosa si faccia sul/nel nostro corpo. Ma qui c'ero, come ho cercato di spiegare prima... e adesso che cell'ho lo sento davvero mio, sento che ci sto bene e che prima mi "mancava", non so... è difficile da spiegare e credo che sia nello spiegare cosa ti spinge a farlo sia in come ci si sente ad averlo la razionalità possa arrivare solo fino a un certo punto...
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Due belle foto. La prima è di Manuel Presti ed è grazie a questa, a quanto ho capito, che gli è stato conferito il premio BBC come miglior fotografo 2005 in tema wildlife. Naturalmente il buon Presti ha tutti i copyright di questo mondo sulla foto, ma davvero mettendone una jpg piccola e scabeccia sul sito non vedo in che modo possa nuocere al suo conto in banca e questo blog è costantemente affamato di cose belle da avere intorno, quindi: la potete vedere qua. E non c'è nemmeno molto da dire, è... stupenda, poetica, un ottimo esempio per spiegare al classico marziano per quale motivo la fotografia ha ancora forza e futuro pure in quest'epoca televisiva.
La seconda foto è del sottoscritto, e quindi non penso ci siano problemi nel metterla online. Ha come soggetto un differente tipo di branco animale , ed è stata scattata durante la recente vacanza a Valencia (di cui non ho praticamente parlato, mi dichiaro colpevole). Tutti ridevano ed erano girati verso di me, perchè avevo "visto" la foto e mi ero scagliato nella sabbia sdraiandomi completamente. Un po' scura - e l'originale lo è ancora un poco di più - ma a detta di tutti molto bella. Indubbiamente l'attimo è stato catturato, c'è una bella geometria... eppoi è una foto che, non so, ha una sua "magia" e le voglio molto bene. A lei, e a quelli che ci sono dentro (i quali si facciano vivi, se la vogliono stampata).
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Finalmente trovo il tempo per colmare un vuoto che questo diario si portava appresso e riesco a raccontare qualcosa dei micetti disegnati da Claudio sulla parete dell'ingresso, nella nuova casa. Sono contentissimo di come è andata a finire, anche se fino a poco tempo prima non avevo assolutamente idea di come organizzare quella parete, se non che non volevo occupare la parete con un qualcosa di ingombrante. Per prima cosa è venuta l'idea dell'appendiabiti, che poi si è precisata in questi gancetti (rigorosamente IKEA, ma non chiedetemi di ricordarne il nome) non molto invadenti. Non so perchè mi sia venuto l'istinto di piazzarli ad altezze diverse, però appena ho provato mi è subito piaciuto il risultato e alla fine ho messo insieme questa specie di... onda.
Poi un giorno decido che la casa sta prendendo una piega troppo "seria" e convenzionale, e allora (tra le altre cose) penso di coinvolgere Claudio nel fare qualche decorazione a fresco, qua e là sui muri. L'idea del gatto piazzato sugli appendini mi è venuta quasi subito e molto rapidamente è evoluta in questa specie di "sequenza a fotogrammi", col gatto che ci pensa un po', poi salta e infine "atterra" sull'ultimo gancio.
Il giorno che siamo andati a Clusone, Claudio arriva in mattinata a casa mia e si mette al lavoro. Prendiamo qualche foto di Sirius come involontario (e non troppo collaborativo) modello e poi Claudio comincia a buttare giù un bel numero di bozzetti. E' in questa fase che gli viene l'idea di disegnare un atterraggio non proprio impeccabile, idea approvata all'istante! 
Una volta definiti i bozzetti, non resta che affidarsi all'estro del biondo! Per prima cosa si replica sul muro la sagoma disegnata su carta, poi rapidamente si mettono tutti i piccoli dettagli che "fanno la differenza". Il risultato finale lo si vede in questa foto (autore il Bertax, che ringrazio), anche se come tutte le grandi Opere, per apprezzarla adeguatamente bisogna vederla dal vivo... chi volesse autoinvitarsi si accomodi, per adesso non si paga ancora biglietto! 
Last but non least: volevo ringraziare pubblicamente Claudio per essersi prestato, novello Keith Haring, a questo happening estemporaneo di pittura. Per l'ennesima volta è stato messo alla prova e non ha deluso le aspettative. Wicked job, man! 
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Ammettiamolo, l'istant messaging è spesso utile e dilettevole. Sicuramente una di quelle applicazioni di internet che hanno cambiato (quasi sempre in meglio) le mie abitudini. Mi ricordo che quando ho letto Microservi, parecchi anni fa, mi sembrava davvero cool mandarsi i commenti al volo da una postazione all'altra, come facevano i protagonisti del romanzo, sistematicamente impegnati in un implacabile gossip da ufficio. Adesso è diventato normale poterlo fare e per giunta a livello planetario, quindi non c'è che dire: sono soddisfatto.
E vorrei dire che per quanto mi riguarda anche una eventuale diffusione capillare del VoIP non soppianterà dal mio cuore il fascino quasi clandestino del breve botta-e-risposta da tastiera.
Per la serie "chissenefrega", confesso che mi sono perso l'originario ICQ e (come chi mi conosce non faticherà ad immaginare) sono da sempre un fedele utilizzatore del Messenger di mamma Micro$oft. Però visto l'ostracismo di firewall e filtri vari, ultimamente (specie dal lavoro) mi sono spostato su Google Talk, che è veramente carino e sufficientemente trendy come tutta la robba che esce dalla fabbrichetta di Google.
Comunque. Da non moltissimo c'è in praticamente tutti questi programmi la possibilità di gestire una specie di "sottotitolo" del proprio utente (o bisognerebbe forse dire avatar?). Nel tempo ho sviluppato una mia codifica che prevede per prima cosa @ [luogo dove mi trovo] eppoi tra parentesi una specie di commento sull'umore del giorno, che poi è diventato la Canzone Del Giorno e che adesso è diventato genericamente la "cosa" del giorno: attualmente è un ritornello dei Marta Sui Tubi, ma la cosa carina è con i miei "contatti" a volte si scatenano una serie di rimandi incrociati e giochi di botta e risposta ai limiti del delirante. Anche questo in fondo è un divertente giochino di creatività ed elasticità mentale...e un modo originale di avere un quadretto particolare della (o di parte della) nostra vita di relazione, anche se qualche volta questo quadretto rischia di diventare VM18... 
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Fate un giro, se amate il brivido, su www.famigliaitaliana.org. E se non avete voglia di farlo, lasciatemi almeno incollare qui il primo paragrafo del loro Manifesto. Le sottolineature sono mie, il testo purtroppo no, qualcuno l'ha scritto veramente:
Famiglia Italiana è un'associazione formata da genitori afflitti e umiliati della decisione dei propri figli di essere omosessuali. Crediamo che l'omosessualità sia una condizione del tutto immorale, che necessita di essere corretta perché frutto di una scelta irrazionale, e pertanto non condivisibile.
Famiglia Italiana promuove tutte quelle iniziative volte al recupero di una sana identità morale, per guidare le nuove generazioni nella costruzione di una società migliore. Incoraggia la presa di coscienza sull'avanzante dissolutezza dei costumi, accettata e sfruttata senza moralità e indugi dai media, per indurre gli individui a partecipare attivamente allo sviluppo di idee e regole capaci di preservare l'integrità del nostro Paese.
Ho registrato le mie reazioni. Subito una crescente incredulità ("non può essere vero..."), che a circa metà lettura è diventata breve certezza ("è un fake, sicuro, come quello dei gatti bonsai") per poi evolvere nel cinico cupio dissolvi, la curiosità morbosa di scoprire quanto avanti (oddio, forse "avanti" non è la parola giusta. In basso? Boh, la direzione mettetecela voi) potessero arrivare.
Diciamo subito che non mi interessa il merito della loro... "missione". Certo sono agli antipodi in primo luogo da questa assurdità di parlare di una "decisione" di essere omosessuali, per arrivare poi alla "solita" pretesa di essere i depositari delle regole buone & giuste per la prosperità del mondo.
Non è questo quello che mi ha colpito. Per quanto profonda possa essere la mia lontananza umana ed intellettuale per queste persone, la cosa che più mi colpisce è che costoro hanno lo stesso inappuntabile diritto di esprimere queste idee, esattamente pari al mio di pubblicare le righe che sto scrivendo. Non c'è nessuna apologia, né istigazione di reato, non è un sito di nazi-skin nostalgici, ecco.
Però a me leggendo viene su lo stesso senso di schifo e ripugnanza. E una terribile sensazione di sconfitta, la frustrazione di andare a sbattere contro un muro di gomma impenetrabile. Anche vedendo il sito, spartano e monolitico, si capisce che qui ci risiedono certezze radicate e inscalfibili, postulati scolpiti nel marmo.
In fondo, Internet è anche questo: la possibilità di gettare un occhio dentro il buio del pozzo, di farsi alitare in faccia il capogiro di mondi le cui coordinate sono capovolte rispetto alle nostre e che eppure è qua, sono le signore in coda davanti a noi dal panettiere, i vicini di casa.
Mi colpisce allora la necessità di dover accettare, con dolore, che ci sono persone con cui la base stessa del dialogo è pregiudicata: persone ai cui occhi le mie idee mi qualificano probabilmente come un pericoloso depravato e che quindi non sono disposte a dare il minimo spazio e credito a quello che dico. Va accettato che la democrazia contempli anche questo, il rifiuto del dialogo, un'autarchia intellettuale che non accetta di allargare lo sguardo, o accetta solo formalmente, per poi rifugiarsi nei propri aprioristici dogmi: il diritto di esporre e perseguire proprie idee fottendosene delle obiezioni che vengono avanzate e, di conseguenza, il livellamento di dignità tra il pensiero "alto" e il pensiero dal respiro corto e affannato.
Morale: si deve giocare con le loro stesse regole. E se indicono la campagna "ABBASSO ZAPATERO" che prevede il boicottaggio del film spagnolo "Reinas", ebbene... vuol dire che andrò a vedere quel film anche se non ne avevo affatto intenzione, e ci porterò più amici possibile e inviterò tutti ad andarci. Anzi, siete già tutti invitati.
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Creazionismo: pseudoscienza secondo cui la somiglianza tra George W. Bush e uno scimpanzè sarebbe una pura coincidenza.
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C'è una tradizione da rispettare, quella del messaggio di saluto dall'Internet point dell'ostello di turno. Quindi, caro blog, tanti saluti dal Nest di Valencia! Incredibile partire sotto una nevicata decisa e una temperatura che sta a braccetto con lo zero e scendere qui, con il sole e quasi 25 gradi di temperatura!! Oggi è un po' peggio ma si gira comunque con t-shirt e un giacchettino. Ci stiamo divertendo, anche se forse il gruppo mi sta inducendo a "massacrarmi" oltre i miei desideri. Ma d'altra parte siamo entrati diritti nel weekend.. adesso vedremo di frenare... sicuramente ho bisogno di un bel giorno di sonno prolungato.. oggi mi sono addormetato direttamente sul tavolo del ristorante, appena finita la paella! I dettagli al ritorno, l'otto pomeriggio.
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