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Pare che vogliano mandarlo in pensione persino dai film di James Bond, dopo decenni di onorata carriera ("agitato, non mescolato" ovviamente), per rimpiazzarlo con una delle solite birrette da spot televisivo, disposta a sganciare un po' di soldini. Per chi ha voglia, sarebbe simpatico ordinare qualche media in meno, e qualche Vodka Martini (circa 3/4 della prima e 1/4 del secondo, ma va a gusti) in più, e brindare alla faccia di quelli che pensano di potersi comprare tutto, ma proprio tutto. |
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...la vertigine non è paura di cadere ma voglia di volare
In realtà i versi (niente male, sia chiaro) di Jovanotti non hanno credo molto fondamento. Intanto, secondo la teoria che va per la maggiore (o per lo meno secondo la teoria che chissà perchè alberga nella mia testa come "la più accreditata") la vertigine sarebbe un impulso scatenato dal nostro istinto di conservazione per evitare di farci commettere sciocchezze, tipo produrci in un bel carpiato dal sesto piano. E' insomma un freno, non una voglia. Ma a parte questo, ciò che la vertigine dovrebbe contrastare non è la voglia di volare, semmai (pronti?) la voglia di cadere: fascino dell'abisso, cupio dissolvi.
Non credo che in me si stiano facendo largo chissà quali suicidal tendencies, però il fondo del baratro ha un magnetismo che difficilmente posso negare, cattura lo sguardo e le intenzioni, come fosse una Sirena. E il dirupo improvviso è forse il simbolo più temuto delle mie paure, della perdita senza rimedio che ti aspetta dietro l'angolo di un piede messo in fallo. Portatemi in cima ad una cresta (come quest'estate a Levico) e non farò problemi, ma non chiedetemi di sedermi sopra uno strapiombo, perchè potrei anche non farcela.
Mi capita però di provare anche "vertigini" di altro tipo. Il fascino dello sprofondare si manifesta anche in inspiegabili tentazioni a "mettersi nei guai", toccare con mano come piccoli gesti possano aprire un precipizio di conseguenze: non viene la curiosità di capire se e come ne verreste fuori? La consapevolezza che basterebbe un piccolo gesto per uscire totalmente dalla routine quotidiana, non è una (autolesionista) tentazione? Qualche esempio recente. Alla vigilia di Capodanno mi trovo sul piazzale antistante le Terme di Bormio, pensiero: "pensa che casino se adesso prendo le chiavi della macchina e le butto giù dal dirupo (vedi?) ". Oppure ancora, pochi giorni passando davanti ad Assolombarda sfioro un gruppetto di poliziotti, pensiero: "adesso mentre passo mi metto a prenderne a calci uno", ma così senza razionalità o intenzioni "politiche"... no, no giusto per il fascino dell'inconsulto assurdo che sbraga dentro la vita nei suoi binari.
E naturalmente interviene la vertigine, quindi finisce che me ne guardo bene dal mettere in atto questi pensieri improvvisi ed evanescenti, però per un attimo percepisco lo stesso stordimento, lo stesso magone che arriva quando ci si ferma (don't try this at home, mi raccomando) a contemplare gli infiniti destini incrociati dell'esistenza. Ma a voi no capita? Va bene, va bene, tanto lo so che non ci stò più dentro.
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E va bene, pieghiamoci alla bloghisteria collettiva di questo giochino. Capirai... chidere a un blogger di parlare di se stesso/a è davvero troooppo facile. Comunque, non sono abitudini "strane" e nemmeno fondamentali. Probabilmente ne ho di particolarissime a cui in questo momento non sono riuscito a pensare, amen. Insomma, sono le prime ca**ate che mi sono passate per la testa e che mi davano la possibilità di sbrodolare qualcosa, altrimenti non c'è gusto, no? Enjoy.
1) Se mi portate in un ristorante, pizzeria, focacceria, gnoccoteca, zuppoteca et affini, non riuscirete a farmi sgranocchiare nell'attesa cazzabubole tipo grissini, tozzi di pane, crackers industriali. Penso che i morsi della fame e lo stomaco vuoto aiutino grandemente ad apprezzare quello che poi si mangia e se sono a mangiare in un determinato posto è perchè probabilmente fanno "cose buone" che a casa non sono in grado di preparare allo stesso modo (caso tipico: la pizza!). Peccato compromettere la goduria di quei piatti riempendomi lo stomaco di banali farinacei acquistati al supermarket...
2) Non riesco a studiare una cosa se non sono munito di matita ed evidenziatore giallo. Abitudine acquisita tardivamente e andata in crescendo. Libri intonsi alle medie, al liceo comincio con la matita ma il solo pensiero di toccare un libro con qualcosa di diverso mi fa inorridire, all'università arriva l'evidenziatore. Potere dell'uniformità collettiva... fatevi un giro tra i tavoli di una aula studio universitaria e ditemi quanti non usano un evidenziatore per studiare, non c'è più nessuno! Da qualche anno, diciamo nel periodo lavorativo, sono passato agli evidenziatori "a matita" della Staedtler (e grazie Sarina per avermeli fatti conoscere e per avermene regalato in abbondanza!) che non so perchè mi stanno più simpatici, fanno un pochino più "fuori dal gregge" e mi danno una irragionevole sensazione di maggiore eco-sensibilità... ora che ci penso, le stesse ragioni per cui sono pro-lametta e contro-rasioelettrico (ops... un'altra abitudine!)
3) Altra acquisita e affatto strana, ma mi è venuta in mente e mi consente una divertente storiella: quando ho finito di fare pipì uso la carta igienica. Lo so che non c'è nulla di strano, però fino a circa dieci anni fa non mi era passato per la testa. Ci troviamo in tre coppie in vacanza in Toscana, siamo a tavola nel nostro appartemento in affitto e io dico "vado a fare pipì..." qualcuna mi placca verbalmente dicendo una cosa tipo "occhio che ho finito la carta, devi prenderla dalla dispensa" e io tranquillo "ok, ma tanto non mi serve". Scandalo e raccapriccio delle ragazze. Rapido sondaggio tra i maschietti in cui i non-utilizzatori prevalgono nettamente (66%) e apertura del dibattito in pieno rude e divertito Funari-style, con annesso rovesciamento dello scandalo e raccapriccio, che coglie i maschietti quando una delle girls confessa che, ad esempio, vede il suo papà usarla regolarmente, quando usano il bagno insieme (depravati! ). Sta di fatto che essendomi stata aperta questa prospettiva, ho voluto provare e non me ne sono pentito...
4) Quando sono in auto, appena entro nel centro abitato a milano inserisco il bloccaportiere. La mia auto è il mio guscio di tartaruga, calda e musicata anche quando intorno viaggia la desolazione di certi tratti di circonvalla... ed ho sentito troppi racconti di portatili spariti "al volo" dal bagagliaio durante un semaforo rosso. Certo, potete sempre puntarmi una P38 o prendermi a sprangate il vetro, io faccio quello che posso per sentirmi tranquillo.
5) Non partecipo a catene. Quindi,care drizzle e Mafanda, vi ho risposto (davvero) volentieri, ma me ne guardo bene dall'inoltrare. Anche perchè non conosco cinque bloggers che non abbiano già fatto questo giochino! 
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C'è da ringraziare il grande Vinicio (Capossela) che ne ha raccontato durante la sua sognante interminabile commovente ellittica presentazione feltrinelliana del nuovo disco, Ovunque Proteggi. Davvero un bel brindisi benaugurante, figuratore di orizzonti futuri e di imminenti futuri bicchieri, euforico ed eufonico. Per cui, facciamo anche noi come Gagarin nel momento folle in cui la Vostok staccò l'ombra da terra e alla prossima bicchierata urliamo felici
pojekali !
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E così, quando sinceramente lo avrei escluso con la stessa indiscussa certezza con la quale potrei affermare che la terra è tonda come un'arancia, mi è capitato di pagare sette euro e fischia per trovarmi seduto a vedere un film di (dei) Vanzina. Probabilmente Abatantuono era l'unico in grado di poter causare questo rovesciamento, questa capitolazione morale con annesso tentativo di (re)emersione dell'adolescente superficiale che in realtà non sono mai stato. Ammetto dunque che il resistibile (?) fascino del terrunciello colpisce ancora e colpisce forte, quasi il tempo non fosse passato. E uno dei limiti maggiori del film è proprio questo: i personaggi invecchiano e non cambiano, le gag invecchiano e non cambiano. Ma nel primo caso il fatto è (oltrechè quasi inevitabile) potenzialmente stimolante, mentre nel secondo rappresenta una pecca pesante, anche perchè quando si prova ad allontanarsi dal registro del primo film, si cade in facilissime battute sessuali e gag da avanspettacolo (tipo la "stretta di mano con fischio" che ormai il Diego distribuisce senza ritegno, in scena e nelle apparizioni pubbliche - confidando che in privato non si azzardi).
Credo che il primo film fosse molto più realistico e dipingesse un mondo (quello del tifo organizzato-ma-non-troppo dei primissimi ottanta) tutto sommato reale e plausibile. Quello di oggi no. I baretti-ritrovo col bandierone in vetrina sono ormai tutelati in queanto a rischio estinzione, gli ultra non sono ragazzi-bene che si incontrano in camiciaPiùMaglioncino a mangiarsi una pizza, Montezemolo non saluta dagli incroci a finestrino abbassato, a meno che non sia imbarcato in qualche campagna elettorale. Insomma, decisamente il calcio che emerge da questo secondo episodio non è il mondo calcistico reale e conosciuto, ed è un peccato.... Non a caso la sequenza forse in assoluto più divertente è quella che mette in scena alcuni veri calciatori del Milan, e forse si sarebbe dovuto insistere su una strada simile: invece presto si scende del battutismo da bar fine a se stesso (arrivando al paradosso che nelle scene ambientate nel baretto interista non si capisce se le battute sono così penose - tipo "meglio non avere coppe in bacheca che avere la tua faccia da" - per dare l'idea del calibro dell'ambiente o se perchè proprio agli sceneggiatori non è venuto in mente niente di meglio).
Che poi certe scene e certi dialoghi siano divertenti, nessuno lo nega. Ma non bastano a "fare" un film che evidentemente si basa tutto ed esclusivamente sul potere carismatico degli occhioni sgranati di Abatantuono. Potere innegabile e che da solo vale il (caro) biglietto, però anche qui qualcosa scricchiola, perchè troppe volte si ha la sensazione che sia lo stesso mattatore a portarsi dietro un pensiero latente per la serie "guarda che s'ha da ffa pe' campà..." ed in effetti il ritrovarsi coi capelli imbianchati a rifare parti del genere, dopo una maturità costellata di Pupi Avati e Salvatores, qualche scazzo dovrebbe generarlo, bah..! Di certo Abatantuono gigioneggia alla grande, anzi fin troppo e alla fine il risultato non entusiasma, perchè si vede troppo il "mestiere" e poco un entusiasmo che forse non si vede per il semplice fatto che proprio non c'è. Certo, bisogna essere realisti e ricordarsi che si tratta pur sempre di un Vanzina movie... molto probabilmente di tutti questi aspetti la massa degli under18 a cui punta questo film se ne frega alla grande! Cosa salvare, allora? Prima di tutto la performance di alcune "spalle"(però per carità Sconsolata è in tutti sensi inguardabile...), in particolare riappare un Nino Frassica davvero strepitoso, ma anche Carlo Buccirosso (il "roditore") è giusto citarlo. A questo proposito devo segnalare che mi è dispiaciuto non trovare al "loro posto" Boldi e/o Teo Teocoli: con il trio ricomposto si sarebbero visti davvero fuochi d'artificio, ma chissàò quali e quanti veti, cachet esorbitanti e rivalità reciproche hanno impedito che si concretizzasse la reunion...
E poi si DEVE salvare l'effetto nostalgia, nonchè l'impalpabile fascino che il mondo del pallone comunque in qualche modo riesce ad esercitare. Per la farla breve, questa volta la "premiata ditta" ci ha tirato un colpo basso, ad Eccezzziunale non si riesce a dire di no, è inutile. Però le mancanze e i limiti di questa operazione sono molti, ed evidenti: allo stesso tempo mi fa piacere averlo visto, ma si ha l'amara sensazione che ci sia approfittati, senza nemmeno troppo sbattersi, di un fenomeno di costume che meritava ben altra dedizione, e magari qualche colpo d'ala in più.
[Visto il 22/01/2006 sala 3 del multiplex Bicocca, ottimissima posizione... grazie Ale per la prenotatio!]
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Dunque, è andata così. Di passaggio a Heathrow, Claudio vede una mostra di gigantografie della Terra, di commovente bellezza, scoprendo così dell'esistenza di questo programma "Focus on Your World". La prima morale ovviamente è: tenete gli occhi sempre ben aperti perchè anche un banale scalo tecnico durante un volo può piazzarvi cose belle a tradimento sotto il naso. Mi parla di queste foto stupende, che fanno parte di un mega-concorsone indetto dall'UNEP (United Nations Environment Programme) e che rappresentano la minissima percentuale selezionata tra più di centomila foto inviate da tutto il mondo e che raccontano la bellezza del nostro pianeta.
Insomma: queste foto sono ovviamente in vendita, a prezzo non modico ma nemmeno totalmente irragionevole (e sospetto che il ricavato vada per una buona causa, anche se in linea generale non ho molta simpatia per gli enti ONU che sono spesso parassitari carrozzoni che erogano il 50% delle risorse che ci pompiamo dentro) e quindi ci stavo facendo un pensierino, per una delle (poche) pareti disponibili di casa.
E' molto probabile che alla fine non se ne faccia nulla, e che finirò per comprarmi "soltanto" il libro (perchè le foto sono comunque davvero bestiali). Però mi fa piacere segnalare questa iniziativa e ne approfitto per chiedere il vostro parere. NEL CASO che decidessi di acquistare una di queste stampe, quale di queste 3 vi sconfinfera di più ?
Possibilità Uno
Possibilità Due
Possibilità Tre
Mi dicono molti che hanno problemi a vedere le foto non messe direttamente nel blog. Ma io faccio per voi, in modo che non ci siano due mega di pagina da caricare ogni volta che decidete di fare un salto qui! Cliccate sul link, si apre il pop-up, guardate, LO CHIUDETE e cliccate sugli altri... DEVE funzionare, però ehi, voi disabilitate sti benedetti "blocca pop-up"! Smettetela di girare per siti hard, piuttosto. 
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Non so se i lettori abituali (...chi?) se ne siano accorti, ma a questo blog e al suo autore piace avere sempre un occhio di riguardo per quello che bolle nella pentola (calderone?) di Google. Per adesso di fatto mi trovo ad usare (pesantemente, però) soltanto gmail e gtalk, ma comunque vale sempre di stare attenti alle novità che vengono fuori da laggiù, perchè possono dirci molto sulla direzione che prenderà il mondo del web, e in generale dell'informatica di consumo, nel prossimo futuro. E poi spesso si viene semplicemente in contatto con buone idee, che in qualche modo si possono sfruttare.
L'ultima trovata uscita, molto in sordina, dal cilindro è il Google Pack definito come "a free collection of essential software", naturalmente buona parte di questo software è made in Google, però questo mi interessa fino a un certo punto. In sè la mossa è interessante, c'è un sito che spende la sua autorità per segnalare (e in un certo senso garantire) l'affidabilità e la valelapenanza di certo software, te lo raccoglie in un unico pacchettino che ti puoi liberamente configurare e te lo fa scaricare comodamente in una volta sola, da un unico sito. Mi ricorda i famosi ciddì che da sempre si allegano ai mensili di informatica e in cui si raccolgono le famigerate "utility irrinunciabili", solo che qua è tutto web-based, quindi molto più aggiornato, e diciamolo, più fico.
Se il pacchettino è (come pare inevitabile) destinato a crescere e la credibilità di Google non andrà ad incrinarsi, questa potrebbe essere davvero una soluzione vincente, a cui molti utenti poco pratici (o semplicemente molto sensibili alla tematica "poco sbattimento") potranno rivolgersi per avere sul pc "quello che serve" senza impazzire nel mare magnum dei siti di software gratis o shareware. Naturalmente c'è il rovescio della medaglia: cosa sarebbe disposta a fare una piccola aziendina che produce, che ne so, uno spyware, o un antivirus, pur di entrare nel Google Pack? E come si giocherà Google questo potente arbitrio di garantire diffusione planetaria ad un software, semplicemente decidendo di proporlo dentro il proprio pacchetto?
Quesiti importanti. Nel frattempo che cerco una risposta, devo ammettere che sono rimasto colpito dalla concomitanza di questa novità con la mia reinstallazione di WindowsXP sul portatile e conseguente "caccia al programma da installare". Colgo quindi l'occasione per iniziare (in un post separato almeno la aggiorno facilmente) una lista di programmi che sto installando. Prendetela come un work in progress e leggetela nel duplice senso che (1) anch'io come Google mi permetto di segnalarvi del software, purché gratis e che (2) se avete integrazioni o proposte per sostituire na roba con un'altra analoga, fatevi avanti nei commenti, che aggiorniamo la lista... fino a renderla la più bella della Rete. 
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Mi dicono che sono pigro e quindi eccomi qua. E pensare che potrei cavarmela facile così... ripescando dal fondo grattaticcio del barile una delle classiche frasone tipo "è dall'anno scorso che non scrivo niente!". Ma invece, siccome sono signore inside, stoqquà a spremere le meningi per rassicurare tutti (e Nanda in primis) circa il mio stato di salute: sono vivo e lotto insieme a voi, non mi hanno sorpreso durante una traversata nello Yemen meridionale, non sono stato sommerso da otto tonnellate di maglioni in saldo mentre passavo per corso Buenos Aires e nemmeno mi è arrivato davanti Zlatan Ibrahimovic che mi ha scartato con otto colpi di tacco, irriso, inebetito e lasciato rincoglionito al punto di non ricordarmi più la password di splinder.
Niente di tutto questo.
Sono stato benissimo in montagna, anche se la sera di capodanno non mi sono particolarmente esaltato, ma non era nemmeno nei piani... a proposito, non trovate che il fatto di divertirsi poco a Capodanno stia piano piano diventando una sorta di "luogo comune rovesciato"? Ormai se vai in giro a raccontare di esserti spaccato in un giro della madonna per discoteche ed essere tornato ad alba ampiamente perfezionata, finisce che ti guardano come una mosca bianca.
Comunque, nei giorni in montagna ho fatto anche una bellissima esperienza alle terme, che vi racconterò magari in dettaglio.
E mercoledi scorso ho visto Broken Flowers, di cui scriverò, presto, prima che la memoria mi abbandoni.
E ieri riflettevo sulla difficoltà che hanno le persone a capire (o io a spiegare, non saprei... ma certo non voglio rischiare la figura ottusa di quello che va contromano in autostrada e pensa "ma come, tutti sti coglioni che vanno contromano?!") come una piccola cosa possa essere rivelatrice di enormi macigni, avete presente la punta dell'iceberg? E apro una parentesi, peraltro questavolta solo figurata e in barba alle millanta che invece mi capita davvero di aprire quando scrivo e parlo (solo che in quest'ultimo caso non si vedono, che non sono uno di quelli che disegnano la punteggiatura a gesti mentre parlano... o meglio, per un certo periodo avevo preso il vezzo dal mio prof di Filosofia del Diritto di "disegnare le virgolette", poi ho smesso perchè ho avuto l'impressione che fosse diventato un po' troppo di moda... che ne so,magari lo faceva qualcuno in televisione) per dire che proprio ieri mi è capitato di risentire dopo secoli Shackleton di Battiato e che gran pezzo che è, con quel pazzo malato di Sgalambro a salmodiare "una tragedia psicocosmica...".
Penso mi sia venuto in mente parlando di iceberg, ghiacchi, anzi sicuramente è così ma vassapere. Comunque.
Capita per esempio che mi incazzo con mia madre perchè lei questa cosa non la riesce, o non la vuole, proprio capire. E si rifugia sempre in triti vittimismi da rifugiato politico in stile "eh, ma ti incazzi sempre per così poco", non capendo cosa si nasconde dietro quel poco.
Esempio. Per la Befana era da me. Nel pomeriggio, mentre io e papàMerlano stiamo smadonnando per far stare il buffet BONDE appena acquistato (300 euri per un parallelepippppedo di trucioli, alla faccia del furto... ma veramente avevo finito anche le ultime scorte della mia vogliaDiCercare, e mi sono arreso), suona la vicina, cara & santa donna per carità, a fare gli auguri e ricambiare una bottiglia di vino con un altra bottiglia di vino. Niente di che, buon vicinato. La cara mamma però si mette a salameccare in stile "ma venga, ma si accomodi, ma si sieda qui cinque minuti!" eccetera eccetera, e dai e dai e insisti e insisti che la signora si ferma e così il sottoscritto si vince un buon quarto d'ora di una conversazione che sembra presa paro-paro dal celeberrimo Manuale della perfetta sciura in tram , spaziando per argomentoni quali l'esosissimo prezzo del pesce (naturalmente espresso in lirette, ca va sans dire) che condiziona i tradizionali pranzi natalizi ai furti in casa, completi di ossignurseentranomentreiocisonofacciofintadidormire...
Ora. La cosa in sè non è grave, ovviamente. Però mi ha dato fastidio in quanto rivelatrice di una verità, o perlomeno di quella che a me tale pare: mia madre si comporta a casa mia come se fosse lei la padrona di casa. E' questa la cosa grossa che io ci vedo dietro, e che apparentemente nessun altro coglie, checcazzo. Non ho niente contro la signora e massimo rispetto per quanto prescrive la buona creanza, ci mancherebbe Ma dico, sarò almeno libero di decidere io chi invitare nel mio salotto per due chiacchere? Non pretendo molto, ma almeno un vaghissimo cenno di consenso cercato, sapete, una vaga interrogazione degli occhi che dica "per te non ci sono problemi, vero?"... macchè, nisba, in compenso mi becco un bel "ma non hai dei cioccolatini da offrire alla signora?"...
Battaglia persa in partenza, chiaramente. Alla fine io sono il maleducato irriconoscente che non ha rispetto e umilia i gentori. Vabbè, SanGiuseppe mi metterà sul groppone pure questa, che volete che vi dica. E buon inizio anno a tutti.
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