La tradizione vuole che in Liguria il padrone di un peschereccio offra a chi si imbarca la scelta tra il diritto di lamentarsi (mugugnà) e un supplemento di paga. Scelta lacerante per un ligure, e dalla quale per una volta perfino la tirchieria usciva sconfitta; come dice il proverbio: “Sensa vin se navega, sensa mugugni no”. (Claudio Paglieri)
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tramandato ai posters alle 17:55 del 31/03/2006 | commenti | culturangle | permalink

Leggete, scompisciatevi, e diffondete.

Fantastico.

 http://notadisciplinare.blogspot.com/

tramandato ai posters alle 11:50 del 29/03/2006 | commenti (1) | mugugni | permalink

Sono qui che rantolo di rabbia nei confronti di Telecomitalia. Un'azienda con un livello di rispetto verso la clientela infimo, aberrante, disgustoso, un vero e propio esempio scolastico di monopolista arrogante e strafottente. Vi risparmio le limitazioni logistiche/tecniche che obbligano la cascinotta in cui vivo a dipendere da Telecom, fatto stà che per il momento sono legato mani e piedi a questi mungitori professionisti... sono capace anch'io a mantenermi un palazzone in Melchiorre Gioia lucrando soldi da ogni angolo, con ogni pretesto, con la più spudorata delle facce toste.

Per stare nello specifico.. non faccio a tempo a finire le rate di acquisto del fantastico modem esterno ADSL, pagato a peso d'oro (e non è un modo di dire, visto che è un plasticotto leggerissimo con dentro mezzo circuito e viene fatto pagare quanto un ricambio dello space shuttle), che il fetente si ROMPE. Avete capito bene, non è un problema di linea. E' banalmente il fantastico tastino rosso dello scatolotto made-in-china che smette di fare contatto... dapprima bisogna tenerlo giù con la mano, poi nemmeno così. Insomma avrò usato sto coso una quarantina di volte, devo ancora finire di pagarlo, e già mi lascia a piedi, senza aver subito il minimo maltrattamento.

Ma il bello deve ancora venire. E già, perchè dallo scorso Novembre essendo un cliente Alice Free (quindi tariffa a consumo, dal momento che sono sempre qua in ufficio, della flat me ne faccio ben poco) NON HO DIRITTO all'assistenza tecnica gratuita, ma mi devo vincere un simpatico numero a pagamento, una versione omologa ma a pagamento del simpatico numerello 187, che infatti corrisponde al numero 892.187, alla modifca cifra di 50 cent /minuto compresi i tempi di attesa. Quindi fatemi capire bene..

MI AVETE VENDUTO UN MERDOSISSIMO MODEM CINESE CHE DOPO 2 MESI CADE A PEZZI E VI DEVO PAGARE SEMPLICEMENTE PER SEGNALARVI QUESTO SIMPATICO FATTO ??!!!?!

Mi viene da vomitare. A tutto c'è un limite. Ma leggettevi la candida faccia di palta di questo essere che viene intervistato. Incredibile. Adesso mi faccio questo numero a pagamento e mi spendo anche sti 15euro di "spesa massima prevista" (hanno messo un tetto massimo - per telefonata, ovviamente - che carini, vero?) per ricoprirli di insulti. Lo so che il povero operatore di call-centre non c'entra nulla, pazienza, anche gli innocenti ogni tanto capita che ci vanno di mezzo.

tramandato ai posters alle 14:28 del 27/03/2006 | commenti | culturangle | permalink

..con qualche verso trovato (ah, le vie traverse) su Domenica di Repubblica, e a quanto pare assai caro al tutto sommato rimpianto Bill Clinton. Lette stamattina in metro, hanno dentro tutti i sapori del marasma di (s)ragionamenti che in questi giorni mi attraversano. In tre righe, e questo è il bello dei poeti.

Digli di stare spesso da solo e di scoprire se stesso

digli che la solitudine è creativa se lui sarà forte

e che le decisioni finali si prendono in stanze silenziose.

(Carl Sandburg)

tramandato ai posters alle 10:18 del 06/03/2006 | commenti (6) | mugugni | permalink

Premesso che quando si tratta di Repubblica, si parla di una parte importante del mio cuoricino.

Premesso che capita a tutti di sbagliare, che chi non fa non falla, eccetera eccetera.

Premesso tutto quanto, come si fa, dico io, a fare un articolo su una notizia curiosa riguardante il gioco più in voga del momento a livello planetario e... cannare il nome?!!?!?  Non stiamo parlando di un refuso tipografico, un lapsus, o cose del genere. Se un gioco si chiama World Of Warcraft e io scrivo un articolo per la sezione "Tecnologia & Scienza" di quello che è considerato (e si considera) il sito di news più frequentato d'Italia, semplicemente non mi è concesso di sbagliare il nome !!! Posso essere uno stagista ignorante, un traduttore ignorante di una velina in inglese, un superesperto che al terzo articolo in una sera si beve il cervello... quello che si vuole, e già non è una bella cosa. Ma non c'è un correttore di bozze che si accorge di una svista così macroscopica? E quando l'articolo va in produzione, non c'è nessuno che nel giro di un quarto d'ora si accorge della cazzata e ci mette una pezza??

Ma come lavora questa gente? Risposta: come tutti. Solo che nel caso degli ospedali, delle ferrovie, delle poste, siamo tutti pronti a saltare alla gola dei malcapitati ed esigere sempre la massima efficienza. Siamo invece sempre troppo tolleranti nei confronti delle notizie fornite ad cazzum... d'altra parte è risaputo che quando si legge un articolo che riguarda un fatto in cui siamo direttamente coinvolti non succede mai che quello che viene scritto rispecchi fedelmente ciò che ci risulta. Ed è per questo che al mattino mi tocca fare il giro delle sette chiese tra vari affidabili siti "di nicchia" per leggere cose un minimo curate. Ed è per questo che stanno spopolando i blog come veicolo "alternativo" di informazione. Sembra impossibile, ma è così:  non c'è verso che un giornale "generalista" riesca a fornire informazioni precise in qualche settore specialistico. Che fregatura.

L'articolo è questo (sul merito della notizia non entro neppure, sennò mi parte la mattinata e sono pieno di cose da fare!) : http://www.repubblica.it/2005/i/sezioni/scienza_e_tecnologia/videogiochi/warcraft/warcraft.html

tramandato ai posters alle 14:51 del 02/03/2006 | commenti (2) | sturielett | permalink

Two engineering students were crossing the campus when one said, "Where did you get such a great bike?"

The second engineer replied, "Well, I was walking along yesterday minding my own business when a beautiful woman rode up on this bike. She threw the bike to the ground, took off all her clothes and said, 'Take what you want.' "


The first engineer nodded approvingly, "Good choice; the clothes probably wouldn't have fit."


tramandato ai posters alle 20:25 del 01/03/2006 | commenti (5) | mugugni | permalink

Compleanno di ZakkAncora non molto da segnalare, ancora un periodo lavorativamente "sottacqua". Si si, lo so che vi attendavate brucianti commenti sul Festival di Sanremo, ma niente.. non ne ho visto neppure un minuto! Il mio tempo televisivo si è ridotto ad un film in DVD, lunedi sera: mi sono rivisto l'Avvocato del Diavolo, che mi è piaciuto meno della prima volta (però DeNiro - ...ops! grazie maricla - Pacino in lingua originale è uno spettacolo) ed è stata una serata tutto sommato da ricordare perchè per la prima volta mi sono goduto la visione attrezzato di tutto punto, come da tempo immaginavo: finalmente ho comprato il poggiapiedi e finalmente anche il gatto Sirius/Ciro è tornato alla base, quindi mentre Keanu Reeves sempre meno credeva ai propri occhi e orecchi, c'erano due ronzanti felini sul divano a farmi compagnia!  Ci mancava st'aviaria del cazzo, però per adesso teniamo botta, come direbbe Ligabue (mamma mia!).

Naturalmente questo periodo intenso sul lavoro va anche ad intaccare un minimo le mie scorte di vitalità per la sera. Mi è spiaciuto cedere ad un momento di abbiocco ieri sera, al concerto di Trilok Gurtu (a proposito, immodesti complimenti ai tantissimi milanesi che hanno riempito l'Arcimboldi e omaggiato il grandissimo con una sacrosanta standingovascion finale), perchè è stata veramente una delle cose più belle sentite recentemente (insieme al ciddì - omonimo - degli The Magic Numbers, che raccomando senza riserve).

La cosa che più mi infastidisce é non riuscire a studiare per il corso di canto. Non ne ho scritto praticamente nulla sul blog, vero, però esiste, ci tengo, va avanti e richiederebbe anche un certo impegno casalingo per tenere il passo, invece ultimamente non riesco a preparare nessun pezzo nuovo, troppa poca la voglia di mettermici quando arrivo a casa, le poche sere che a casa resto (bello questo endecasillabo, bravo mago, si vede che sei "poeta dentro"...). Come non bastasse, giusto l'altroieri qualcosa o qualcuno - temo un felino - mi ha squarciato il disco di basi di Cole Porter su cui stavo studiando. E come se neppure questo bastasse, il disco era un prestito di Cosimo, l'insegnante!!  Ho messo una pezza con un ordine alla velocità della luce su Amazon, ma nel frattempo: niente basi!

Si salva qualcosa, allora? Ma certo! L'elenco sarebbe lungo, a cominciare dalla soddisfazione di vedere il fascistissimo Piller-Cottler o come fava si chiama venire inchiappettato sulla volata finale della gara olimpica di 50km di fondo: il tipo è così coglione che pare si disegni un simpatico fascio littorio sulla porta della camera dell'alloggio della nazionale. Inutile dire che (sarebbe assai gradita una smentita non troppo posticcia, ma non ve n'è traccia) a un così brillante interprete dello spirito olimpico il fascio littorio sarebbe da infilarglielo per traverso su per il culo e poi usarlo (lui, non il fascio) come bersaglio per il biathlon, ma tant'è... impariamo ad accontentarci, che si gode.

Seriamente parlando, vorrei salvare la cena/festa di sabato sera chez Merlanò [vedi foto]. Delirante quanto basta (alle 20.30 si stava ancora facendo la spesa per prepararla, sta cena), imperfetta quanto basta (torta al cocco miseramente bruciata sul fondo), alcolica quanto basta, divertente quanto basta. Piena di buone vibrazioni, bella lì. E naturalmente si ribadiscono gli auguri di buon compleanno a "Zakkello"! 

Sull'uscita del dopocena, invece, veliamo il calo pietoso di un bel no comment.