La tradizione vuole che in Liguria il padrone di un peschereccio offra a chi si imbarca la scelta tra il diritto di lamentarsi (mugugnà) e un supplemento di paga. Scelta lacerante per un ligure, e dalla quale per una volta perfino la tirchieria usciva sconfitta; come dice il proverbio: “Sensa vin se navega, sensa mugugni no”. (Claudio Paglieri)
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tramandato ai posters alle 20:26 del 26/04/2006 | commenti (8) | culturangle | permalink

Non so a cosa capita di pensare a voi mentre ciondolate sui mezzi pubblici. Quelli di voi che vivono nelle grandi città, dico. A me piace un sacco guardare la gente ma capita certo di perdersi nei propri pensieri più o meno prevedibili. Stamattina mi è capitato, per vie che vi risparmio, di rendermi conto per la prima volta che con tutta evidenza musica deriva da Musa... Che vi devo dire, non ci avevo mai realmente pensato. E il tutto si fa ancora più evidente in inglese, dove music è volendo anche l'aggettivo con cui si dovrebbe connotare qualcosa di appartenente alla Musa. E' un paradigma che si ripete, ovviamente, pensiamo a panic e al dio Pan.

Sembra quindi lecito pensare alla musica come alla più "ispirata" delle arti.  Da profondo appassionato e da autore in erba posso sicuramente sostenere che è comune la sensazione di non aver in realtà inventato niente, ma semplicemente dissotterrato, o se preferite tirato giù dal cielo, un "qualcosa" che già c'era e semplicemente aspettava di essere rivelato. Non so se e quali altre forme di arte diano la stessa sensazione, sicuramente scrivere un romanzo per dire... sembra molto più "umano" che non trovare (trovare, ecco) una melodia.

tramandato ai posters alle 10:30 del 12/04/2006 | commenti (8) | mugugni | permalink

Rimango senza parole a sentire parlare di coalizione tra le due parti, come repentinamente proposto dal nostro Silvio. E che fretta, il ragazzo! Evidentemente sta montando il panico di dover presto uscire dalle stanze del Potere... il Nostro è disposto addirittura (incredibile dictu) a fare un passo indietro ed accontentarsi, che ne so, di un misero Ministero: probabilmente gli Esteri, da dove potrebbe simpaticamente andare avanti a inimicarsi qualche altro miliardo di persone con qualcuna delle sue idiote battute da crocerista... a questo punto dopo i Cinesi direi che una bella freddura sugli Indiani (pure loronon esattamente pochini) cadrebbe a fagiolo.

Ma torniamo alla Coalizione. Questi non vogliono capire. Non vogliono capire una cosa elementare. Che i voti e le idee non sono entità fluide che si possono mescolare per arrivare ad una soluzione mediana. Che non puoi prendere 50 voti "bianchi" e 50 voti "neri" e ottenerne 100 "grigi". La parità numerica, la spaccatura del Paese, non è risolvibile da una qualche miracolosa soluzione intermedia che magicamente faccia trovare tutti d'accordo.

Tanto per cominciare, sarebbero temporaneamente da accantonare tutti quei temi in cui le posizioni siano evidentemente inconciliabili: se metà paese vuole i PACS e metà no, cosa facciamo? Facciamo dei PACS di facciata? Se metà vuole ritirarsi dall'Iraq e l'altra no, che si fa? Teniamo i soldati, ma con le pistole ad acqua? L'unica risposta è decidere di non decidere, limitandosi all'ordinaria amministrazione e a prepare la finanziaria. Insomma, si vola basso. L'ultima cosa di cui abbiamo bisogno.

E poi davvero non capisco come ci si possa insultare e darsi dell'incapace farabutto manimpastaio fino al giorno prima, e poi proporre candidamente "ma si, governiamo insieme che qualcosa di buono faremo...". Veramente non ci sono parole, questi sono disposti a tutto. 

tramandato ai posters alle 14:39 del 10/04/2006 | commenti (4) | mugugni | permalink

Manca mezz'ora, e poi cominceremo a farci un'idea. Cominceremo a capire se bisognerà angosciosamente controllare ogni dieci minuti gli aggiornamenti o se si potrà attendere con un minimo di tranquillità il voto definitivo. Ma devo dire che i polli all'uscita non li ho mai digeriti, troppo inaffidabili. C'è un'attesa febbrile, quasi insopportabile, in molti che conosco: si percepisce che davvero siamo ad una svolta potenziale e che altrimenti saranno altri 5 anni di "io so io e voi nun siete un cazzo" e chi sa come potrà andare a finire. Questo treno passa adesso, e non ricapita più.

Cerco di mantenere un po' di disincanto, resto convinto che comunque sia necessario continuare a ragionare in termini di noi (i governati) e loro (i governanti) ed essere sempre vigili ed implacabili cani a guardia dei nostri diritti e delle nostre aspirazioni, nei confronti di chiunque: "ABBIAMO vinto" è un concetto che non mi appartiene, insomma.

Però non si può negare l'attesa di assistere ad un "miracolo democratico", l'attesa di vedere un potere articolato, tentacolare, sfacciato e arrogante fatto cadere dalla sola forza del voto. E d'altra parte la preoccupazione di poter pensare che questo non accada. Più pesante da digerire non sarebbe questo o quel provvedimento: penso piuttosto che mi spaventi lo sconforto irrimediabile nel constatare il fenomeno di un Paese che rinuncia in massa all'esercizio del buon senso.

tramandato ai posters alle 19:57 del 07/04/2006 | commenti (2) | mugugni | permalink

Avendo partorito le seguenti considerazioni:

  • temo che sarò per tutto il weekend ancora senza ADSL, non avendo avuto tempo di passare dal centro assistenza Telecom (si, perchè il modem bontà loro me lo cambiano);
  • lunedi mattina dovrò lavorare di brutto, devo inventarmi un flusso XML al volo per dei tizi chiamati Genworth;
  • può succedere di tutto, compreso tornare a vivere sotto un governo deberlusconizzato, compresa una remota possibilità di abolizione totale della libertà d'espressione. (a proposito... è inquietante quante persone con modi e tempi e canali diversi abbiano fatto propria questa sensazione, che peraltro molto più velatamente metteva giù anche Repubblica di oggi: cioè c'è la sensazione crescente che il Nano sia davvero disposto a tutto... personalmente mi limito a ritenere la cosa semplicemenente troppo bella per essere vera o comunque per durare).

Questo considerato, dicevo, mi trovo qui alle settemezza di venerdi, perchè mi accorgo che potrebbe essere davvero l'ultima mia possibilità di dire qualcosa su questa storia dei "coglioni" e anche qualcosa di più. Sul fatto in sè ce la sbrogliamo in poco tempo, dal momento che si tratta di una uscita inqualificabile, che mostra in quale conto questa persona tenga il ruolo che ricopre. E' ributtante questa sua "etica" da sepolcro imbiancato, doppiopetto Caraceni fuori e turpiloquio dentro, che schifo. E ho piacere e voglia di riportare un episodio di cui ho letto un paio di giorni fa e che è passato un po' inosservato (d'altra parte c'era oggettivamente ben di peggio in giro):

"Secondo lui tutte le ragazze sopra i 23 anni nel mondo dello spettacolo si rifanno, e mentre lo diceva ha messo le mani sul petto facendo finta di sollevarsi i seni ". Questo ha detto (e difficilmente si può pensare che se lo sia inventato) un ragazzino di una scolaresca che ha goduto dell'immenso privilegio di colloquiare col premier, in gita scolastica. Commento laconico dell'autore dell'articolo: "Un Presidente del Consiglio. Un uomo di quasi settant'anni." Esattamente, sottoscrivo. E con dei ragazzini. Che squallido e ristretto modo di stare al mondo.

Ma vabbè, tiremm' innanz. Volevo scrivere però del fatto che questa uscita ha messo in evidenza un problema reale. Quelli che votano a destra e quelli che votano a sinistra non si sopportano. E, guarda caso, sono circa metà paese. Qualche tempo fa stavo parlando di questi argomenti e me ne sono uscito con un esempio, che mi è tornato in mente e che rifaccio qui.

Immaginate di avere una compagnia e che vi riuniante per andare al cinema... Avete il vostro film d'Autore preferito ma vi è chiaro che per uscire in compagnia si deve fare qualche compromesso... benissimo, rinunciate a vedere il filmetto di nicchia che vorreste e proponete qualcosa di meno impegnativo ma che comunque giudicate "guardabile".. che ne so V per Vendetta, o l'ultimo di Spike Lee. Pensate sia ragionevole. Ma cosa succederebbe se più o meno metà della compagnia invece si facesse prendere dall'entusiasmo per il solito filmetto italiota del solito battutaro uscito dal Bagaglino o dagli scartelli di Zelig, quelli buoni a mala pena per farci un trailer di 20 secondi? Comunque si decida, metti (non) a caso a maggioranza... quante altre volte pensate che questa compagnia vorrà riunirsi per andare tutti insieme al cinema? Ben poche, credo.

Posso lasciarvi questa "metafora da weekend" come compitino di riflessione?

Io ogni volta che ci penso sono preda dello sconforto. Anche se noi "coglioni " fossimo maggioranza... di quanto pensiamo di farcela? Qualche punto percentuale. Ci sarebbe comunque, là fuori, praticamente una persona su due che ci disprezza e/o talmente ottusa o interessata da chiudere gli occhi di fronte alle clamorose e reiterate inadeguatezze che da più parti e più volte (anzi, diciamolo: sistematicamente, in ogni circostanza) questo governo ha manifestato. Non è una bella compagnia, gente. E anche quando vincesse il centro-sinistra e si prendesse tutto il governo, non si prenderebbe tutto il paese, che rimarrebbe spaccato in due. Può comunque andare avanti un paese messo così. Succede anche dalle altri parti? Io non ho questa impressione! Mah...

tramandato ai posters alle 19:12 del 07/04/2006 | commenti | mugugni | permalink

Evidentemente è un periodo fortunato da questo punto di vista, continuano a piovermi addosso accrediti per concerti vari.

L'ultima "convocazione" è di giusto 5 minuti fa e il mittente è MTV: dice che sono stato abbastanza bravo e veloce a rispondere ad una certa domandina e quindi lunedi prossimo posso essere al Rolling Stone (figata, vicino a casa una volta tanto) per il concerto di Graham Coxon, quello dei Blur.

Cosa simpatica: la mail era mandata a tutto il pentolone delle persone prescelte... morale: basta un rapido copia&incolla per avere in mano un bel mazzetto di indirizzi da spammare, oltretutto di persone già estremamente selezionate. 

Cara MTV, ci vorrebbe più professionalità e più rispetto per la privacy, a prescindere da quali e quante liberatorie uno possa aver implicitamente od esplicitamente firmato: anzichè far fare tutto a manina ad una povera addetta della redazione, che ci vuole a farvi fare un programmino che prende un elenco di destinatari, un testo scritto e manda una mail a ciascuno? Su! Che ve lo devo cercare io su internet?

Naturalmente ho molto di meglio da fare, quindi la cosa muore lì, sperando che tutti gli altri facciano lo stesso. Anzi no, una cosa mi viene la tentazione di farla: prendere quelli che hanno gmail (è anche interessante fare un minimo di statistica sui provider più in voga, di gmail ce ne saranno una dozzina, molti hotmail, molti libero.it e poi di tutto di più...) e mando una bella mail di saluto... in fondo siamo tutti presumibilmente di Milano e tutti presumibilmente apprezziamo la musica non troppo commerciale. Che male c'è a provare a fare un po' di comunella? Che dite, lo faccio?

tramandato ai posters alle 14:05 del 01/04/2006 | commenti (8) | culturangle | permalink

Ma parliamo un po' della Notte Bianca della settimana scorsa, prima di finire fuori tempo massimo.
Era la mia prima volta, nelle altre occasioni (a proposito, cari amministratori: attenti a non inflazionare) ero sempre fuori città. A dire il vero, la serata mi sembrava "a rischio", una di quelle occasioni in cui uno 'per forza' deve divertirsi e magari sentirsi in dovere di fare a gara con gli amici a chi va a letto più tardi. Insomma, avete presente Capodanno?
Invece...
Ho girato davvero molto, a piedi e con vari mezzi pubblici, imbattendomi nella sensazione di muovermi dentro un concentrato della "mia" Milano, dei luoghi in cui sono stato in questi cinque anni, le piazze dove ho aspettato, i locali a cui sono più affezionato, la Fiera, i Navigli. Come quelle storie che stai per morire e ti passa la vita davanti agli occhi.
Venendo a Milano ho sviluppato, come tutti, i miei compartimenti stagni: la zona del lavoro, l'isolato del CPM dove andavo a suonare, la zona dei locali, le stazioni. Pare si chiami "effetto emersione da metropolitana", ed è ben noto.

Ma finalmente tutto si sta amalgamando, diventa più omogeneo, le zone conosciute sono sempre meno delle sporadiche isole in mezzo al deserto del "dove cazzo sono?", e forse sabato per la prima volta ne ho avuto la consapevolezza, infilandomi dentro la città con la familiarità rispettosa di chi un po' ha imparato a conoserla, e capirla. 
L'ho attaversata in lungo e in largo quattro, cinque volte per incontrarmi con i vari gruppi di amici, ciascuno con diverse inclinazioni e percorsi propri: anche questo è servito a farmi pensare

E siccome un po' di nozionismo alla fine serve, il percorso della serata: a dire il vero, si comincia in Banca a lavorare (ma dentro un riassunto della mia vita milanese, è giusto, anzi sintomatico, che sia andata così), con l'auto lasciata dalle parti del Rolling Stone. Finisco verso le cinque, Piazza Duomo, già piena di ragazzine in attesa dei tipi di trl, e poi un pezzo di 14 e poi Parco Sempione con Ste & friends per la pizza "00", mi danno uno strappo in Coni Zugna, poi a piedi davanti al "mio" Teatro Libero e al ponte pedonale di pta Genova (l'angolo pubblico in assoluto meno-Milano che mi venga in mente). Poi il 9 fino a Forma Photo a vedere Lindberg (il ritratto della Jovovich è da paura), poi al Mas! con Marcuzzo Savina e l'immancabile White Russian. Poi al volo sul 9 nella direzione opposta e la verde fino a Cadorna e poi sul 27 che tante volte mi ha portato tra casa e lavoro, fino alla Fiera. Circumcamminata intorno alla fiera fino a porta Metropolitana (una delle primissime cose che ho visto da Milano quando venivo ragazzino al SIM e allo SMAU), mi becco con il Bertax e via a degustare al Salone della Birra. Quindi percorso inverso alla volta delle Scimmie, incontro per puro caso Silvia e dopo varie peripezie anche il mio appuntamento. C'è un bel concerto in strada, dei Monopolio di Stato. Poi si fa un giro a piedi per recuperare una persona e ci troviamo a bere al Brellin. Saluto la compagnia e mi mangio  una crepe cioccolato-pere presa all'angolo della Ripa, mentre aspetto il tram. Poi di nuovo la verde che mi lascia a Lanza, passeggio per Brera, dove vedo la più romantica panchina milanese che abbia mai visto, e poi Galleria e poi via Mazzini ad aspettare il tram, mentre un tipo rincorre una tipa che gli dice "è tutto a posto vai a casa", e gli da un bacio sulla fronte ed altri due tipi inseguono un altro per menarlo per una questione non capita di sigarette riciheste e non offerte. Ultima scena: non me ne ero mai accorto, ma se ti giri in mezzo a XXII Marzo e guardi verso il centro ci trovi, proprio in mezzo alla strada, la Madonnina.
Ossignùr, che finale stramilanese. Ci sarà da preoccuparsi?