La tradizione vuole che in Liguria il padrone di un peschereccio offra a chi si imbarca la scelta tra il diritto di lamentarsi (mugugnà) e un supplemento di paga. Scelta lacerante per un ligure, e dalla quale per una volta perfino la tirchieria usciva sconfitta; come dice il proverbio: “Sensa vin se navega, sensa mugugni no”. (Claudio Paglieri)
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Pare che vogliano mandarlo in pensione persino dai film di James Bond, dopo decenni di onorata carriera ("agitato, non mescolato" ovviamente), per rimpiazzarlo con una delle solite birrette da spot televisivo, disposta a sganciare un po' di soldini. Per chi ha voglia, sarebbe simpatico ordinare qualche media in meno, e qualche Vodka Martini (circa 3/4 della prima e 1/4 del secondo, ma va a gusti) in più, e brindare alla faccia di quelli che pensano di potersi comprare tutto, ma proprio tutto.
 
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tramandato ai posters alle 10:37 del 31/05/2006 | commenti | sturielett | permalink

Un momento di svago può sempre fare comodo: perciò, se avete bisogno di qualcosa che vi ripieghi all'insù gli angoli delle labbra, fate un giro qui:

http://blueturtle.blog.kataweb.it/il_mio_weblog/2006/05/scritte_nei_neg.html

Niente di eclatante (e a volte fin troppo greve), però qualcosa di memorabile c'è, per la serie "quando la realtà supera la fantasia". La domanda in questi casi è sempre la stessa: ma come fanno a non rendersi conto?

tramandato ai posters alle 15:11 del 30/05/2006 | commenti (3) | mugugni | permalink

Giusto un'osservazione sulle amministrative di questo weekend. Mi ha molto colpito il messaggio granitico e insistente del neo-rieletto governatore siciliano Salvatore "Totò" Cuffaro... questa mattina in televisione è passata una sua intervista in cui, alla domanda di cosa in sostanza avesse fatto e cosa volesse fare per la Sicilia, è partito in quarta elencando tutta una serie di opere infrastrutturali, cantieri, appalti: "abbiamo fatto la linea là, l'autostrada qui, il collegamento laggiù..." blablabla, fino a giungere inevitabilmente a difendere l'inevitabilità della "madre di tutte le commesse", il Ponte Sullo Stretto.

Ora, nessuno nega l'importanza di una rete di comunicazione moderna, capillare e quant'altro. Ma prima di tutto va considerato con realismo e pragmatismo che la Sicilia non è, non può essere e non è nemmeno desiderabile che diventi una specie di Lombardia, per cui tutto questo parlare di (ma soprattutto investire in) autostrade, ferrovie e areoporti (per non parlare del Ponte itself) è sproporzionato e sa un po' di tirato per i capelli. Ma poi... possibile che prima di tutto questo costruire non ci siano altri aspetti, tessuti sociali più profondi nei quali un Governatore aspira e ambisce ad agire, coscienze sociali da plasmare, problemi da affrontare e che invece sembrano rimossi in nome del "dio cantiere" (in certi momenti faceva venire in mente la famosa scena di Johnny Stecchino: "ma c'è un altro grave problema, lei avrà già capito...").

Avevo il dubbio che potesse essere l'impressione parziale derivata da una dichiarazione estemporanea, isolata dal resto. Però poi in metropolitana apro il giornaletto e l'ineffabile Cuffaro ha un'altra chance per mostrare il respiro reale della propria azione politica, dichiarando: "Difenderò la Sicilia nel caso in cui volessero togliere soldi già assegnati ". Aridaje. Non c'è da stupirsi se qualcuno eventualmente può finire col convincersi che sia stato "messo lì" con questa missione prioritaria da svolgere.

tramandato ai posters alle 18:26 del 24/05/2006 | commenti (8) | mugugni, culturangle | permalink

Oggi è il ventiquattro maggio. A Milano esiste, ed è bello grosso (nonchè perennemente ingorgato) un piazzale ventiquattro maggio. La domanda sorge spontanea: quale ricorrenza dovrei festeggiare, oggi? Forse un qualcosa di tipicamente meneghino, che ignoro? Uhm... non può avere a che fare con le famigerate "cinque giornate", lì era Marzo.

Per giunta, e forse per la prima volta, il ricorso a wikipedia non ha portato alcuna chiarezza: molte ricorrenze, alcune anche degnissime, ma niente che possa giustificare la dedica di un piazzale del genere, a cui sono peraltro affezionato per ragioni personali e curiose (ma questa sarebbe davvero un'altra storia...).

Comunque, qualcuna di queste ricorrenze è totalmente improbabile, in stile "troppo bello per essere vero", però sarebbe fantastico: riconoscere tale rilievo nel commemorare, che ne so, l'invio del primo messaggio in codice morse (1844), o il primo film dei fratelli Marx (1929) o perchè no l'ultimo fuoricampo dell'immenso Babe Ruth (1935). Quale civiltà!

Voglio solo sperare che non si tratti dell'ingresso dell'Italia nella prima guerra mondiale (1915)...

Ma temo che sia quello...

Mi dite che non è così...eh?...eh, mi fate sapere?

tramandato ai posters alle 00:20 del 17/05/2006 | commenti | culturangle | permalink

Riprendo il blog (che come avrete capito, a volte perde la parola, per motivi suoi e forse inspiegabili) per segnalare una bella iniziativa in cui i frequentatori delle metropolitane metropolitane - sostantivo più aggettivo - rischiano di imbattersi in questi giorni: i juke box letterari. Immaginate una specie di espositore da parete, che vi aspetta ai crocicchi fondamentali delle linee e mette lì a vostra disposizione una dozzina di piccoli librettini in carta riciclata, ben disposti a farvi compagnia nel vostro viaggio.

Ne ho letti solo un paio e comunque non ne voglio fare un problema di qualità "oggettiva" di questi racconti inediti: è comunque Letteratura, baby... sempre meglio delle notizie fast-food dei soliti giornaletti distribuiti. O meglio, ideale complemento, dato che non di sola Cultura vive il pendolare, dio ce ne scampi. Dettaglio divertente: ogni librettino riporta la durata prevista di lettura misurata in numero di fermate, così uno si regola... idea che peraltro in questo caso non ha quel non so che di "un tanto al chilo" (e quindi di inquietante) come il tempo stimato di lettura che compare alla fine (e già che ci siamo, perchè alla fine? non era meglio all'inizio?) degli articoli di Vanity Fair. Già, setttimana scorsa l'ho comprato, ma questa è una storia diversa...

Insomma, ne scrivo qui per la banale ragione che se non lo sapevate, adesso si e quindi se vi interessa andateveli a cercare. Ma poi, se vi capita di stare anche cinque minuti dalle parti di uno di questi distributori, si vede un campionario di reazioni e relazioni davvero completo. Naturalmente l'80% dei frettolosi pendolari ci passa davanti inconsapevole e a passo di carica. Tra quelli che si fermano, metterei in fondo alla classifica i classici maniaci ossessivi della raccolta di tutto ciò che è aggratis, non importa cosa (come diceva Nuzza oggi a pranzo, parlando di tutt'altro: "E' uno di quei tipi che se ci fosse la giornata delle bare gratis sarebbe disposto a morire per averla"), quelli che semplicemente cercano di capire di cosa si tratti e quelli che invece si servono, con maggiore o minore fiducia nella casualità.

Una raccomandazione: non cedete alla tentazione dell'accumulo, pur se guidati dalle migliori intenzioni. Ne sono stampate milioni di copie, quindi si trovano. E se poi ne perdete qualcuno, pazienza (alla peggio, tutti i racconti sono sul sito). Credo che si faccia miglior giustizia all'iniziativa rispettandone un certo spirito di "pronto intervento lettura", quindi servitevi nel momento del bisogno e limitatamente alle esigenze del momento, per una volta che possiamo evitare di riempirci borse, ventiquattrore e zaini di libri da portare avanti e indietro da casa. E non possiamo negare che sia anche un contesto potenzialmente ottimo per un po' di sano book-crossing: per cui, magari qualche volta, leggete e poi ridepositate nel juke-box, ancor meglio se diverso da quello da cui avete prelevato: che questa roba rimanga in circolo,e finisca il più volte possibile in mani come quelle dello sbarbatello oversized bandanato e caracollante che oggi a Cadorna ne ha preso uno  al volo (fermarsi e perdere il passo del resto della banda? giammai!) poco dopo il sottoscritto. Dopo tutto, come dice Ivan, chi getta semi al vento, farà fiorire il cielo.