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Vodka Martini 
Pare che vogliano mandarlo in pensione persino dai film di James Bond, dopo decenni di onorata carriera ("agitato, non mescolato" ovviamente), per rimpiazzarlo con una delle solite birrette da spot televisivo, disposta a sganciare un po' di soldini. Per chi ha voglia, sarebbe simpatico ordinare qualche media in meno, e qualche Vodka Martini (circa 3/4 della prima e 1/4 del secondo, ma va a gusti) in più, e brindare alla faccia di quelli che pensano di potersi comprare tutto, ma proprio tutto. |
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Poco fa mi è capitato di avere un'altra conversazione sul tema "11 Settembre", che mi ha fatto riflettere. Ammettiamo di sposare le ricostruzioni che vengono offerte da www.reopen911.org. La mossa vincente di questa enorme pugnalata alle spalle è di avere escogitato un piano così clamorosamente cinico e abominevole, da risultare nei fatti... inconcepibile.
Risulta inconcepibile per noi Europei, figuriamoci per il cittadino americano medio, cresciuto a retorica patriottarda e "Star Spangled Banner" ad ogni occasione buona (dai, apro una parentesi. Anche in Italia ci siamo gioiosamente incamminanti su questa bella strada, ha dato improvvidenzialmente il "la" un ingenuo e candido Ciampi e siamo rapidamente finiti a far cantare l'inno in tv agli atleti altoatesini, come ordalìa della loro indiscutibile italianità. Sia detto per inciso che 'ste buffonate retoriche non mi muovono punto e pur potendo essere pronto alla morte per motivi vari, se l'Italia chiama rischia facile di sentirsi rispondere una bella pernacchia, specialmente se l'Italia chiama con la voce di Parisi, Prodi o diononvoglia Berlusconi o diocenescampieliberi il suo ex-ministro della difesa per eccellenza, Cesarone Previti. Chiudo la parentesi).
Parlando di questa faccenda, la reazione istintiva di tutti è un rifiuto, un rifiuto che ci siano persone che abbiano potuto concepire e mettere in atto un simile disegno. E badate che non stiamo parlando di una singola mente malata, ma stiamo parlando di una fitta schiera di persone, a vario titolo coinvolte. E' come violare un tabu, credo.
L'istintivo "non ci posso credere" è quello che porta molti in qualche modo, anche inconscio, a negare legittimità alle ricostruzioni alternative a quelle ufficiali, ad archiviare domande ed obiezioni che invece hanno la forza e la chiarezza per essere considerate ineludibili.
Ci rifiutiamo di pensare che tra i leader e i membri della comunità ci siano persone per le quali migliaia di vite innocenti orribilmente stroncate e un inganno di dimensioni planetarie rientrino comunque nel novero degli atti "accettabili". Se siamo disposti ad accettare questo, è chiaro che i principi della convivenza civile vacillano, e noi traballiamo con loro. E' naturale.
Ma pensiamoci un attimo. E' così diverso dal decidere di chiudere entrambi gli occhi da fenomeni di inquinamento che è garantito porteranno malattie, mutazioni genetiche sulla popolazione? E' così diverso dal (come minimo) tollerare un qualcosa come la strategia del terrore dei nostri anni settanta e ottanta (vedi la strage di Bologna...) ? E' così diverso dalla scandalosa reticenza a cui ci ha costretto ad assistere il pasticciaccio brutto di Ustica? A pensarci, forse le proporzioni sono diverse, ma ci è già toccato fare i conti con scenari del genere.
E allora serve coraggio, ma è tempo di buttare giù questa benedetta pillola rossa.
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Dopo gli ultimi seri e seriosi mugugni, mi consento un post leggerino, vista l'ora tarda e anche per avere una buona scusa per mettere online qualcuno dei miei esperimenti col nuovo teleobbiettivo... 
Dovete sapere, per iniziare, che il Vicino, vagamente terrorizzato, ha passato la primavera a scongiurarmi di "disboscare" la foresta di topinambur che ho ereditato dai precedenti proprietari, io un po' gli ho dato retta ma... non completamente. Per il momento mi fa piacere averlo assecondato solo parzialmente... Quanto parzialmente? Beh, basta che diate un'occhiata a queste foto che ho scattato l'altroieri... se basta il riquadrino che vedete e siete disposti a scaricare qualche centinaio di kb, qui c'è la mia preferita (nonostante abbia un qualcosa che la rende parecchio "sfondo da deskop"...), e ve ne metto anche un'altra. Insomma, il mio spicchietto di giardino adesso è pieno di questi fiori, ed è un po' strano vederlo "esplodere" in questa maniera proprio adesso che è arrivato l'autunno: Vicino, dovrai passare sul mio cadavere. 
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In rapida successione: ieri sera su Report il documentario Confronting The Evidence, dedicato agli attentati dell'11 Settembre negli Stati Uniti (e su cui penso di aggiungere presto qualcosa di corposo), e adesso grazie al blog di Zambardino mi viene ricordato che è giusto un anno dall'allucinante episodio della morte di Federico Aldovrandi.
[Prima di passare a dire ciò che mi è venuto in mente di dire, un consiglio per gli acquisiti: decidete liberamente a cosa credere e a cosa non credere, ma tenete sempre a mente che quando si dice che al mondo c'è gente senza scrupoli, si intende "senza scrupoli" in un modo che molti di noi non riescono nemmeno a concepire,si intende davvero "Senza Scrupoli", con le due esse maiuscole. E nient'altro.]
Dunque, senza mettermi a discutere di questa o quella prova, voglio dire una cosa in generale. Se c'è un elemento per quanto piccolo che faccia però indubbiamente percepire puzza di marcio, ebbene questo elemento non è eludibile, controbilanciabile, annullabile con l'altrovismo. Credo che un grave difetto della nostra informazione sia proprio perdersi (o peggio, fingere di perdersi) in pensose analisi politiche, ritratti, scenari e non riuscire a cogliere i piccoli particolari che segnalano la nudità del re.
Tipo, le Torri Gemelle. Ci sono enne testimonianze, anche in video, di testimoni che hanno distintamente sentito il boato di un esplosione appena prima che la prima torre gemella crollasse? Questa esplosione non è compatibile con la teoria del cedimento strutturale derivante dalla fusione della struttura portante? Ebbene, vogliamo un dibattito esaustivo e una spiegazione sensata su questo FATTO. Senza se e senza ma. Fino a che non c'è una spiegazione, non ci spostiamo di un millimetro. E così per tutti i nodi che devono venire al pettine, fino a che il capello non risulterà bello liscio.
Deprime rilevare che nesun mezzo di comunicazione di massa sia capace di assumere una simile posizione, di ostinarsi nel pretendere risposte invece di limitarsi a buttare distrattamente nello stagno una segnalazione che poi viene lasciata appassire d'inedia. Questa determinazione, si ritrova solo nelle mobilitazioni spontanee che creano una propria struttura in Rete (e il blog aperto dalla mamma di Aldro ne è un esempio clamoroso), ma questo non basta, queste realtà non hanno ancora la forza e la capillarità necessaria per sfondare i vari muri di gomma che ostacolano il nostro campo visivo.
Si dovrebbero almeno muovere i portali dei grandi giornali, per sfruttare allo stesso tempo il controllo di autorevolezza di una testata e la capacità di partecipazione del "pubblico": purtroppo da quelle parti si continua invece ad insistere con i calendari di modelle e con le stronzate in stile "uomo morde cane". Andiamo avanti così, facciamoci del male.
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Non stiamo qui adesso a decantare i molti meriti di Blob, o a tentarne una fenomenologia. Voglio solo dire che ieri sera c'è stato l'ennesimo geniale corto-circuito tra il grandissimo Chavez che ha ridicolizzato il becero machismo texano del presidentebush e la triste grigia soporifera faccina del nostrano ministro della difesa Parisi, che salmodiava a -200db e a 2 parole al minuto sul fatto che "ce ne andiamo ma rimaniamo vicini". Confesso che non ho neppure bene capito da dove, dato che quando uno parla con questo tono da chierichetto rincoglionito, pretendere di avere pure l'attenzione dell'uditorio mi pare davvero eccessivo.
Dal mio abisso di ignoranza geopolitica (però ho avuto una proposta di abbonamento assai allettante da parte di Limes e potrei anche decidere di aderire) non sono preparato neppure su Chavez, che sicuramente sarà una testa calda intollerante e violenta. Però vivaddio, almeno ho avuto il piacere di vedere qualcuno che si esprime come si esprimono le persone quando vogliono comunicare, con qualche espressione del viso, giocando con il tono di voce, muovendosi, cercando il contatto con la platea (fantastico il momento quando non gli viene in mente il nome di John Wayne e si guarda in giro in cerca di un suggerimento... a proposito, se non l'avete ancora visto, probabilmente sarà presto archiviato su YouTube, ma in questi giorni si trova un po' dappertutto, ad esempio qua ).
Io capisco che l'Italia stia puntando verso (e oggettivamente abbia) un'immagine di serietà e affidabilità internazionale e con realismo non pretendo che anche i nostri leader possano mettersi a fare l'imitazione di GeorgeBush o di altri. Però dai, parlare un po' di più a braccio, guardare la gente negli occhi, evitare sempre di sentirsi in cattedra ogni volta che si deve aprir bocca. Caro PresidenteDerConsiglio e cari Ministri siete di un piattume tale che arrivare a pensarvi privi di palline ed iniziative è veramente facile. O che cazzo, datevi una scossa perchè per farci felici non basta essere onesti, abbiamo aspettative un po' più alte.
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C'è nel film una scena, breve e irrilevante però memorabile, che credo rappresenti quel qualcosainpiù che fa dei film Pixar quello che sono. Non più di venti secondi in cui si vede, in una carrellata che vuole rappresentare la ripresa dei commerci nel paesino desolato, il carro attrezzi fare l'istruttore di una specie di boot-camp per un gruppo di SUV, coi suddetti che se la menano perchè hanno paura di sporcarsi e di farsi male, evidentemente mai usciti fuori dalle comode asfaltature cittadine! 
Si parla sempre, per sdoganare i film di animazione come opera dedicata a grandi e piccini, di letture "a più livelli" e qui credo poprio che ci siano tutti:i bambini non colgono e al limite si divertono nel vedere una macchinona piagnucolare, i grandi con poca voglia di pensare si divertono nel vedere citata la stereotipata rudezza di tanti film à la "Full Metal Jacket" e i grandi con più voglia di pensare, che ridono ma che non possono non notare la critica verso questa ridicola passione per i SUV (in relazione alla quale già in passato non sono stato affatto tenero), ormai purtroppo non solo americana.
Credo che la marcia in più di questi film stia proprio nella capacità di saperla fare egregiamente, questa stratificazione di livelli, andando ben oltre l'occasionale "ammiccamento per adulti" e andando anche oltre il singolo sketch, come quello da cui ho preso spunto.
Non mancano certo i "classici" temi disneyani o comunque cartooneschi: la discesa agli inferi (l'asfaltatrice ha tutto dello strumento demoniaco, color nero e ribollir di fiamme!) e successiva redenzione dell'eroe che ha smarrito i Veri Valori, come l'Amicizia e l'Altruismo.
Ma c'è anche un certo intento pedagogico più "civile" e concreto, che non disprezzerei (nel mostrare, ad esempio, come le aride e monotone autostrade abbiano messo in crisi le gloriose Statali e la vita che vi brulicava intorno) e che riesce a non essere pedante grazie all'ironia sparsa a piene mani.
Alla fine ci troviamo tra le mani uno spaccato sui generis della provincia rurale americana, sui suoi riferimenti culturali e sul contrasto con la vita "moderna" delle città, che sembra appartenere ad un universo lontano e parallelo: c'è un'altra scena divertente in cui arrivano due turisti che si sono persi e sembrano veramente degli Alieni, rispetto agli abitanti del paesino..!
Mi colpisce in definitiva, come questo film per sua natura intimamente "globalizzato",in realtà sia profondamente "americano". Parlare di globalizzazione lascia intravedere almeno la potenzialità di una fusione tra varie derivazioni per arrivare ad un unica uniforme melassa culturale, possa questa piacere o meno. Qui è invece tutto assolutamente america-centrico: lo stesso "mondo" in cui si svolge la vicenda, corse NASCAR e canyon nel deserto, costituisce una tipica "cartolina" a stelle&strisce, e soprattutto ci sono mille dettagli... dalla citazione della lingua di Michael Jordan in salto (meglio, in volo) al presentatore Jay "Limo".
Certo, niente di tutto questo è essenziale per seguire il film, quindi pazienza se una parte grande o piccola di queste strizzate d'occhio non viene colta, però è chiaro che progressivamente si perde quel "pepe" a cui accennavo e il film, privato di questa dimensione, rischia di banalizzarsi. Anche se va riconosciuto che l'idea di personificare le automobili è di per sé geniale (nella sua semplicità, perchè è un qualcosa che da più o meno piccoli tutti avremo fatto...) ed ha da sola il potenziale per sostenere tutto il film.
Tecnicamente, non c'è molto da dire. Pixar è da sempre a livelli d'eccellenza e il progresso tecnologico consente loro di stupire a ciascuna delle puntuali uscite annuali (aspettiamo il topino, l'anno prossimo), anche se sono evidenti certe astuzie del mestiere. In un mondo totalmente abitato da auto non ci sono capelli, difficilissimi da animare, ma solo lucide carrozzerie; pochissime distese d'erba, altrettanto impegnative, ma soprattutto deserto e asfalto, come dire ordinaria amministrazione... in questo - ma solo in questo - Ice Age 2 credo sia superiore, se non altro come spirito di iniziativa.
Essendo un film di animazione, giusto un orecchio di riguardo per il doppiaggio, che mi pare riuscito. La Ferilli non l'avessi letto, non l'avrei mai e poi mai sgamata, mentre ho prontamente riconosciuto l'inconfondibile voce italiana di Robert Redford, non appena il burbero e saggio "Doc" ha aperto bocca! 
[Visto domenica 3 Settembre all'Europlex Bicocca]
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