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Vodka Martini 
Pare che vogliano mandarlo in pensione persino dai film di James Bond, dopo decenni di onorata carriera ("agitato, non mescolato" ovviamente), per rimpiazzarlo con una delle solite birrette da spot televisivo, disposta a sganciare un po' di soldini. Per chi ha voglia, sarebbe simpatico ordinare qualche media in meno, e qualche Vodka Martini (circa 3/4 della prima e 1/4 del secondo, ma va a gusti) in più, e brindare alla faccia di quelli che pensano di potersi comprare tutto, ma proprio tutto. |
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Si sa che un talk-show politico produce poco più che aria fritta. Però mi capita di prendermi una pausa di cinque minuti dall'abituale zapping, tanto per cogliere qualcosa, a volte può essere istruttivo. Ieri a Ballarò si esordisce con una domanda a bruciapelo al Governatore Formigoni: "Lei ha pregato per il Papa?"
[A parte che sta cosa per cui il buon Ratzi davvero rischi la pelle ad avventurarsi nella terra infidelium turca fa davvero ridere, mo perchè un turco ha sparato a un Papa nel recente passato sembra che questa possa essere la regola, ma non divaghiamo...]
Risposta convinta: "SI".
Mi spaventa (non trovo un termine migliore), in quanto lombardo d'adozione, essere governato da uno che crede VERAMENTE che mettendosi nel suo inginocchiatoio preferito o raccogliendosi a mani giunte sul sedile posteriore dell'autoblu sirenante su VialeMelchiorreGioia, possa sul serio influenzare il destino di un'altra persona, possa davvero interagire e infuenzare un Sommo Burattinaio che benevolo tende un orecchio verso le sue parole e plasma di conseguenza il corso degli eventi futuri.
Mi accorgo di non avere nemmeno le parole per contrastare una faccenda del genere, e badate che l'ateismo c'entra ma fino a un certo punto: perchè penso che le vare "domandone esistenziali" & altro possano certamente far sorgere dei dubbi, penso che la consapevolezza (tutta moderna) della relatività di ogni cosa possa farci ammettere in prospettiva che esista qualcosa di incommensurabilmente "più grande" di noi; penso che la ricerca di un Senso sia lecita, legittima e inevitabile.
Ma stiamo parlando di un percorso che si muove al livello teologico, ontologico e... sociologico. La logica della preghierina, la convizione fideistica del suo potere taumaturgico, questo si ha un forte sapore di... medioevo, e davvero è difficile da accettare. E appunto mi spaventa, ovviamente non tanto per la cosa in sè, ma quanto per il pensiero di quali meccanismi mentali avvengono nella capoccia di questa persona (e di tanti altri) che gode di un potere politico e decisionale decisamente rilevante.
Purtroppo si sa, pare sia il prezzo di questo "minore dei mali" che chiamiamo democrazia. Una preghiera (laica) : che almeno ne dicesse qualcuna di bella anche per la disoccupazione e il pm10, eh!
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Divertente, è divertente. Però va detto che insomma...è davvero TROPPO leggero. Come (purtroppo) gli capita da parecchi anni Reitman partorisce spunti interessanti che però non si trasformano in film memorabili,come accadde per Ghostbusters. D'accordo, nessuno ha in tasca la ricetta per creare un fenomeno di culto come quello (e poi diciamolo, le vere armi letali di quel film erano il logo col "divieto di fantasmi" e la colonna sonora), però qui nemmeno ci si prova, non si percepisce la voglia di sviluppare l'idea di partenza, che rimane poco più che un pretesto per questa e quella gag.
Perchè l'idea di partenza, tutto sommato, non è male ed appartiene al consolidato filone reitmaniano che più o meno prevede di provare a introdurre varianti surreali in una situazione "classica" e vedere cosa succede, o può succedere: da Schwarzenegger "mammo" in Junior agli Alieni davvero sui generis di Evolution. In questo caso, l'idea di base è quella de Gli Incredibili, indirizzata però sul tema sentimental/sessuale che per ovvie ragioni di pubblico la Pixar aveva tralasciato. Quindi "vita quotidiana di una supereroina", con le relative super-imprese sullo sfondo a mo' di ordinaria amministrazione. Reitman interviene col suo gusto paradossale domandandosi: cosa ne sarebbe in questo caso dei (più o meno normali) scazzi e frenesie di coppia?
Questo capovolgimento a volte prende un colore surreale che funziona (come nella scena della loro prima uscita a cena, in cui lei si fionda a salvare vite innocenti fingendo di andare al bagno), ma altre volte è usato in maniera un po' troppo facile: come nella ampiamente trailizzata scena dello squalo... fa ridere, però appunto ho preferito i momenti in cui si gioca con la plausibilità del contesto, invece delle "facili" baracconate.
E non penso sia nemmeno il caso di lanciarsi in azzardate analisi sociologiche: anche se il finale con i due ometti imbambolati che, borsette tra le braccia, guardano le loro super-compagne decollare verso l'azione avrà certamente fatto felice più di una femminista. 
Morale: ad essere sinceri è il classico "film da DVD", però mezza stella in più per Uma, brava e spiritosa (però adesso ci deve fare un film superromantico).

[Visto al cinema Orfeo, con momento di suspance iniziale... le chiavi dell'auto si erano volatilizzate, salvo poi ricomparire direttamente sulla poltrona dove ero seduto]
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Essì, ne ho trovato per caso un altro. Parlava un paio di sere fa a Caterpillar e ha tirato fuori una simpatica parabola sulla nostra percezione della velocità. Ho scoperto poi che la storiella in questione deve essergli sembrata del tutto ineccepibile ed efficace perchè l'ha usata e riusata e usata ancora..! E, non contento, ebbene si...l'ha usata anche questa e altre volte! 
Se volete assaggiare tutte le varie salse in cui il concetto è ripetuto, avete i link e potete sbizzarrirvi, ma in sostanza il... ehm.. ragionamento era proprio questo (si parla, attenzione, dell'Uomo):
E’ conosciuta la sua paura innata per la velocità verticale. Mai ci butteremmo da un terzo piano se non per suicidarci e se ci rompiamo solo le ossa e non ci ammazziamo stupiti ci arrabbiamo.
Eppure quella velocità nella caduta dal terzo piano corrisponde a un impatto contro una pianta, o ostacolo fisso a 50 Km/h. Dopo la collisione con l’auto se ci è andata bene ci stupiamo per esserci fratturati le ossa e per il fatto che per poco ci ammazzavamo.
Intanto vorrei farvi notare il fine (e superfluo) riferimento al malcapitato che voleva suicidarsi e - testuale - si arrabbia se si rompe solo le ossa: sicuramente una simpatica nota di colore, che fornisce una percezione immediata della caratura intellettuale di questo signore. 
Ma veniamo al... ehm.. concetto, e permettetemi di rivolgermi direttamente al Sommo Autore, rievocando i pensieri che mi venivano in mente mentre questo pontificava dalla radio...
Che stronzata sarebbe? Caro mio, il problema della "paura della velocità verticale" è che siamo consapevoli che conduce immancabilmente all'impatto al suolo. Toglimi questa spiacevole sensazione (non so, dammi un paracadute, fammi scendere con un ascensore) e ti assicuro che la velocità verticale non mi incuterà più nessuna paura.
E ti assicuro, caro intelligentone, che se tu mi dovessi dire che sono destinato immancabilmente a frontalizzarmi contro la tua pianta, o altro ostacolo fisso che tu voglia, ne sarei parimenti angosciato, anche se in presenza di un indubbio caso di "velocità orizzontale"..! 
Già che ci siamo, bisognerebbe anche avere l'onestà intellettuale di dire che spiaccicarsi con il proprio corpo è comunque un po' peggio che non spiaccicarsi dentro un abitacolo: se pensi alla tua amata "velocità verticale", converrai che tutto sommato preferiresti essere dentro un velivolo in caduta (caso in cui con una ampia dose di ultraculo puoi accarezzare la speranziella di portare a casa la pelle) da quello di farti una simpatica caduta libera, protetto al massimo dal tuo cappottino di Pura Lana Vergine. Eh, ma sia chiaro: queste sono sottigliezze non fondamentali che magari ti riesce difficile cogliere, povera testina.
Insomma, ma possibile che in tutto questo tempo nessuno ti abbia fatto notare che razza di minchiate vai ribadendo in giro a destra e a manca?
Questo dunque pensavo. Poi indagando per scrivere questo post ho scoperto che il Nostro è niente popodimenoche il Presidente della (taratattaaaaà) Associazione Sostenitori Amici Della Polizia Stradale. Ecco, diciamo che ho improvvisamente capito molte cose. 
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Il portale di Repubblica , sempre più incline ad allinearsi alla beceraggine diffusa in nome delle page views da record, offre una simpatica chicca per iniziare la settimana con rinnovata fiducia verso l'attuale sistema dei mass-media. Dopo essersi distinto per aver spulciato Google e YouTube alla ricerca di altri filmati a cui poter attribuire la amata etichetta di "choccanti", spinti dalla risonanza avuta dal filmato di quei due imbecilli che angariavano il compagno down, ci riportano con finto sdegno la notizia che a Como alcuni studentelli facevano gli scemi in classe facendosi riprendere coi videofonini. Visto che sono dieci righe, ve la riporto ( i sottolineati sono miei) che facciamo prima:
BULLISMO: COMO, VIDEO OSCENI ALLE SPALLE DELL'INSEGNANTE
Filmati "osceni" girati in classe, durante la lezione, da studenti liceali e diffusi su internet: il nuovo caso e' accaduto a Como e potrebbe essere il frutto dell'emulazione dopo i fatti di Torino e Ancona. Nel primo filmato in cui si vede un ragazzo che, in classe, si cala pantaloni e mutande simulando una masturbazione mentre si trova alle spalle dell'insegnante che sta facendo lezione. In un altro un suo compagno alza il maglione e mostra ai compagni, in classe, il costume mentre e' alla lavagna per una interrogazione. Nel terzo, uno studente si appende dondolante alla porta della classe senza che l'insegnante se ne renda minimamente conto. I video sono stati realizzati con i videofonini e gia' divenuti un cult del mondo giovanile della zona. E' accaduto al Liceo Paolo Giovio di Como-Camerlata, proprio davanti alla sede del quotidiano locale La Provincia. I video sono finiti sul portale YouTube e portano la firma di tale Jacofender, iscritto al sito da circa un mese anche se gli spezzoni piu' significativi, in termini di volgarita' ed indecenza, sono tra le novita' dell'ultima settimana. Potrebbe essere un caso di emulazione: i protagonisti comaschi potrebbero essere stati incoraggiati dalle notizie su quanto accaduto a Torino.
Certo che finchè a fare di ste scemate (che peraltro si sono sempre fatte, solo che non c'erano videofonini per riprenderle) si finisce sull'homepage di Repubblica, fianco a fiianco con le dichiarazioni del Primo Ministro sul rinnovo dei vertici dei Servizi, è ovvio viene incoraggiata l'emulazione! Ma le cose ormai girano così: Repubblica si preoccupa e si scandalizza ma intanto indulge nel descrivere nei loro irrilevanti dettagli queste bravate, peraltro già di per sé del tutto prive di interesse generale. Salvo poi meditare sollecita e fintasantarellina sui guasti dello spirito di emulazione. Ma vergognatevi e parlate di cose serie, cazzo.
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In una mailing list a cui partecipo si è parlato recentemente della abbastanza famosa selezione che fece a suo tempo Rolling Stone, delle "500 canzoni più belle di ogni tempo". Era già da un po' di tempo che meditavo di creare piano piano una specie di mia Arca di Noè musicale: a dire il vero pensavo magari agli album, però la scelta diventa troppo complessa e ragionata (inoltre ci stanno insegnando che il "formato" dell'album è destinato a sparire, con il diffondersi progressivo della "musica liquida"), per cui va bene... limitiamoci alle singole canzoni e non poniamoci limiti di quantità, magari potrei arrivare anche a una cinquantina..! 
I criteri di scelta saranno ovviamente molto vaghi, anche molto dipende dal caso fortuito di ascoltare o meno un certo pezzo, che sennò sarebbe rimasto in qualche angolino buio della memoria: non ho di certo intenzione di fare una selezione ragionata, ecco.
Insomma, appena possibile dedicherò un intervento alla prima delle mie "Canzoni da Salvare"...
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Pare che, con un colpo di scena finale, sia tra i presenziabili. In realtà non sono troppo (quasi niente?) dell'umore giusto per una festa/aperitivo, ma visto che faccio parte di questo mondo, mi fa piacere esserci. E poi sono curioso di vedere che forma prende, in concreto, questo mondo dei blogger. Ma... non conosco nessuno! Indippercui, se siete splinderiani e se siete stati invitati e ne avete voglia, lasciate un commentucolo qua o scrivetemi in privato, che ci si bekka, come dicono i giovani d'oggi.
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Se vi piacciono gli U2 (molto, tanto da sapere ad esempio che l'edizione inglese dell'ultimo disco ha una bonus track intitolata Fast Cars...) e avete un dieci minuti per divagare, magari fatevi questo quizzone: http://www.deejay.it/php/u2/quiz.php
Io ho fatto 44 su 54, assolutamente senza barare, e mi sembra di non essere andato male. Non è un cazzo facile! 
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Nel momento in cui Sara Tommasi, ochetta starnazzante e piagnona, usciva dall'Isola dei Famosi, su RaiTre si poteva sentir parlare David Grossman. Per dire, intanto, che non tutta le tele è pattume e che si possono trovare cose che meritano anche senza aspettare le tre di notte o andare a cercare Arté sul satellite, come (giustamente) consigliava Fabio Volo per radio ieri.
E' che colpiva, il contrasto tra il vuoto pneumatico della tipa (che alla fine è così tontolotta da finire per stare simpatica, ci si affeziona come ci si affeziona al grazioso canarino dentro la voliera) e la lucidità delle idee di Grossman e soprattutto il suo impegno nello sforzarsi per farle arrivare: ad esempio, a un certo punto ha fermato un discorso facendo "Lasciamelo dire meglio" e ha attaccato accetuando un diverso punto di vista.
Domenica scorsa ero in montagna e mi sono perso il suo discorso di commemorazione di Rabin, pubblicato su Repubblica. Sono andato a ripescarmelo in Rete e ne copio qua un pezzettino. Volendo qui trovate la versione integrale: non solo dice cose credo giuste, ma è puramente e semplicemente, una bella lettura. Sa mai che lo leggesse anche la Tommasina... 
‘Guarda o terra, quanto abbiamo sprecato´ scriveva il poeta Shaul Tchernikovsky nel 1938 lamentandosi del fatto che nel suolo della terra di Israele venivano seppelliti, ragazzi nel fiore degli anni. La morte di giovani è uno spreco terribile, lancinante. Ma non meno terribile è che Israele sprechi in modo criminale non solo le vite dei suoi figli ma anche il miracolo di cui è stato protagonista, l´opportunità grande e rara offertagli dalla storia, quella di creare uno stato illuminato, civile, democratico, governato da valori ebraici e universali. Uno stato che sia dimora nazionale, rifugio e anche luogo che infonda un nuovo senso all´esistenza ebraica. Uno stato in cui una parte importante e sostanziale della sua identità ebraica, della sua etica ebraica, sia mantenere rapporti di completa uguaglianza e di rispetto con i suoi cittadini non ebrei. E guardate cosa è successo.
Guardate cosa è successo a una nazione giovane, audace, piena di entusiasmo. Guardate come, quasi in un processo di invecchiamento accelerato, Israele è passato da una fase di infanzia e di giovinezza, a uno stato di costante lamentela, di fiacchezza, alla sensazione di aver perso un´occasione. Com´è successo? Quando abbiamo perso la speranza di poter vivere un giorno una vita migliore? E come possiamo oggi rimanere a guardare, come ipnotizzati, il dilagare della follia, della rozzezza, della violenza e del razzismo in casa nostra?
[...]
Signor Primo Ministro. Non parlo spinto da un sentimento di rabbia o di vendetta. Ho aspettato abbastanza per non reagire mosso dall´impulso del momento. Questa sera lei non potrà ignorare le mie parole sostenendo che: "Non si giudica una persona nel momento della tragedia". È ovvio che sto vivendo una tragedia. Ma più di quanto io provi rabbia, provo dolore. Provo dolore per questa terra, per quello che lei e i suoi colleghi state facendo. Mi creda, il suo successo è importante per me perché il futuro di noi tutti dipende dalla sua capacità di agire. Yitzhak Rabin aveva imboccato il cammino della pace non perché provasse grande simpatia per i palestinesi o per i loro leader. Anche allora, come ricordiamo, era opinione generale che non avessimo un partner e che non ci fosse nulla da discutere con i palestinesi. Rabin si risolse ad agire perché capì, con molta saggezza, che la società israeliana non avrebbe potuto resistere a lungo in uno stato di conflitto irrisolto. Capì, prima di molti altri, che la vita in un clima costante di violenza, di occupazione, di terrore, di ansia e di mancanza di speranza, esigeva un prezzo che Israele non avrebbe potuto sostenere.
Tutto questo è vero anche oggi, ed è ancora più impellente. Da più di un secolo ormai viviamo in uno stato di conflitto. Noi, cittadini di questo conflitto, siamo nati nella guerra, siamo stati educati nella guerra e, in un certo senso, siamo stati programmati per la guerra. Forse per questo pensiamo talvolta che questa follia in cui viviamo ormai da cento anni sia l´unica, vera realtà. L´unica vita destinata a noi e che non abbiamo la possibilità, o forse neppure il diritto, di aspirare a una vita diversa: vivremo e moriremo con la spada e combatteremo per l´eternità.
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Ci sono due atroci pubblicità di formaggi in giro, non so se le avete notate...La prima è quella del Parmigiano Reggiano, con la versione modificata di quella canzonaccia idiota dei Ricchi & Poveri (temo da oggi un po' più Ricchi, grazie ai diritti d'autore) e una serie di poveri sventurati che per sbarcare il lunario si sono fatti vestire chi da cipolla, chi da tortigione, chi da pomodoro. La seconda è quella del Consorzio Gorgonzola, quella con la modella generosamente scollata e debitamente aspersa di goccioline di (si presume torrido) sudore, che guarda maliziosa in camera prima di far partire il mortale "mai provato con le pere?".
Non mi accanirei troppo sui cosiddetti creativi, ognuno fa quello che gli consentono le proprie capacità, il tempo e le risorse che gli mettono a disposizione. Però chi commissiona lo spot, vede questa roba e dice "ok bello, questo trovo che rappresenti bene la mia azienda e il mio prodotto, mandiamolo in onda" o sta davvero molto male, o è un bifolco senza paragoni.
Comunque sia, il minimo che si possa fare è reagire con un bel boicotaggio. Senza gorgonzola vivo tranquillamente per un bel po', non c'è problema. Andare avanti senza parmigiano è già più difficile, però si può sempre sostituire con qualcos'altro (tipo il pecorino che mi trovo in casa) o almeno ridurne al minimo indispensabile il consumo.
Siete con me?
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Guardate, avrei in realtà voluto dire cose molto serie sul processo a Saddam, su come siano talmente stronzi che ci hanno ridotto a solidalizzare con il processato e come sia disgustoso pensare di vivere qui e ora, con colui che più è vicino a "difentare kapo ti monto" che tranquillamente afferma in modo pubblico ed ufficiale di considerare un "successo della democrazia" il fatto che si decida di impiccare una persona, al termine di un processo ridicolo, durante il quale sono stati AMMAZZATI tre - 3 - avvocati difensori e sostituito per quattro - 4 - volte il PRESIDENTE di giuria, fino a trovarne, piacendo alla Divina Provvidenza, uno sufficientemente allineato e/o sensibile ai desideri della CasaBianca (bianca solo fuori s'intende).
Ecco, insomma, ci sarebbe da parlare diffusamente di queste cose raccapriccianti, ma come dice il titolo del libro di Nick Hornby che ho appena ordinato, non buttiamoci giù: per cui ho deciso di parlare di tutt'altro... anche se Hornby non è stato citato a caso? Avete presente le famose classifiche di Alta Fedeltà? Bene, allora questo momento frivolo del blog consiste nell'elencare i TOP 5 film con Michelle Pfeiffer? Chiaramente se avete assunto un'espressione in stile "Michelle..chi?" non potete giocare, siete probabilmente troppo giovani oppure il cinema non rientra nelle vostre prime quattrocento passioni. Amen.
Per tutti gli altri il giochino è interessante, perchè ho notato che la povera Michelle, indubbiamente brava & bella, molto spesso tende a passare inosservata, è la tipica attrice che potete trovare come oggetto di conversazioni come:
A: Ho rivisto [Nome Film] ieri sera.
B: Ah, si.. bello.
A: Non ricordavo assolutamente che la protagonista fosse [Nome Attrice]
B: Ma dai, davvero era lei?
La Pfeiffer mi fa un po' quest'effetto, non "buca" lo schermo, non ruba la scena, non rimane. Va a sapere. Volete un esempio? Prendiamo l'ultimo film di successo in cui ha recitato: Mi Chiamo Sam. Mi sta bene che tutti lo colleghino automaticamente a Sean Penn, è comprensibile, ma scommetto che quasi nessuno si ricorda che la protagonista femminile è proprio lei, la nostra Michelle...
Di conseguenza è lecito aiutarsi con Internet, ma solo dopo averci pensato un po'... poi andate pure a vedere sul Movie Database la sua lunga filmografia e vedrete come fioccano gli "aaaah", i "veeeeero", eccetera. E infine, come ultima cosa potete leggere i miei, qui sotto:
Scarface
La Casa Russia
Le Relazioni Pericolose
Batman Returns
Le Verità Nascoste
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