Bè le bruschette "classiche" sappiamo bene tutti come sono fatte. Queste sono una piccola variazione, anzi una grossa variazione, se magari facciamo nostra la teoria che l'essenza della Vera Bruschetta è l'aglio spalmottato sul pane e poi lasciato intero a bagnomaria nel pomodoro. Qui stiamo parlando praticamente di una specie di "pizza" però preparata sulla fetta di pane, diciamo così. Sinceramente non mi ricordo da dove m'è venuta l'idea, però sono sicuro di averla partorita in autonomia, non di averla letta o vista in tivu o simile, come mi accade molto spesso. E' altrettanto sicuro che poi l'ho invece vista nero su bianco in una enciclopedia di cucina (sapete quelle robe che ti regalano il primo numero per farti venir voglia, come le caramelle gli spacciatori... ma sta cosa delle caramelle e gli spacciatori c'è sempre? voglio dire, a me la spacciavano quand'ero bambino e cominciano ad essere passati un po' di anni, magari s'è cambiato soggetto). Diciamo allora che mi sento come uno di quegli inventori che isolati dal mondo giungono indipendentemente alle stesse invenzioni, ecco. Comunque io le faccio così, le mie Bruscapizze.
Prima cosa, è essenziale la Ciabatta della Esselunga. Oddio magari essenziale proprio no, ma dopo molte prove, devo concludere che è l'imbattuta, ha quella fragranza chimica che è perfetta. Ok, fate dunque la Ciabatta Esselunga a fette, che inumidite con un filo di olio d'oliva, dopo averci butttato sopra una manciata di sale. Dopodichè in forno, a 180 gradi. Accorgimento importante, perchè il resto cuoce molto meno rispetto a quanto ci mette il pane ad incrocantirsi per bene.
Ok, nel frattempo che il pane si abbrustolisce, noi abbiamo preso una buona mozzarella e la facciamo a cubetti. Tiriamo fuori il pane (che, dimenticavo, abbiamo spampinato su una comoda teglia) e ci piazziamo sopra la mozzaridda, evvvvvvia di nuovo subito dentro il forno.
Insomma si fa a strati, tutto cosi, che adesso tocca al pomodoro e si procede esattamente allo stesso modo.
Il pomodoro richiederebbe una lunga trattazione, a voler essere precisini. Tanto per cominciare viene decisamente meglio con i ciliegini. Poi, per fare un lavoro ben fatto, bisognerebbe togliere da ogni mezzo ciliegino i semi e il liquido: il liquido è bastardo perchè ovviamente in forno diventa rapidamente centomila gradi e mangiando si rischia di trovarsi in bocca un fiotto di pomodoro bollente, e non è esattamente il massimo.
Avrete certamente intuito che una volta disposto il pomodooro si ritorna in forno, non prima però di avere asperso una generosa dose di origano ed eventuali altri ingredienti aggiuntivi (ricordatevi che l'approccio è pur sempre quello di una pseudo-pizza). Personalmente mi sgaruppa alquanto aggiungerci del tonno, ma fate voi olive,acciughe,funghetti, quello che volete.
E niente, si lascia in forno quello che serve e a seconda dei gusti... personalmente, se anche il pane diventa bello bello abbronzato non mi dispiace. Un indicatore importante è la fusione della mozzarella, che la mozzarella beige rinsecchita non piace a nessuno, però occhio che in questo caso serve valutare quando aggiungere i pomodori, piuttosto che non decidere l'uscita finale dal forno: che il pomodoro un po' deve cuocere e se per disgrazia la mozza vi è già troppo avanti, sono guai difficilmente rimediabili. Naturalmente, vinello bianco vivace.