Mi è piaciuto molto. Per prima cosa per la tecnica e l'inventiva della sceneggiatura a fumetti, uno stile pieno di idee originali che riescono a mettere insieme semplicità ed efficacia: la via "disneyana" (o Pixar) non è ovviamente l'unica percorribile per il cinema di animazione, e qui ne abbiamo un esempio: molte ombre, poche linee, un uso molto accorto del montaggio, un divertente ed efficace ripescare nel nostro patrimonio iconografico (lo Scià raffigurato come un Pupo siciliano, le onde del mare posticce... a tratti sembrava di essere nel video Maraja di Capossela). Un caso esemplare in cui l'economia di mezzi non penalizza ma anzi esaltà la creatività e l'efficacia della rappresentazione.
La storia è quella di una bambina iraniana, borghese e occidentalizzata, la cui vita viene scnvolta dalla Rivoluzione Islamica. Il film racconta in parallelo l'adolescenza dell'autrice (si tratta di una autobiografia a fumetti, ora diventata un film) e il progressivo diffondersi del potere integralista nel Paese.
Rimane nella memoria una galleria di memorabili familiari, ben decisi ciascuno a suo modo a mantenere il proprio stile di vita, a "resistere" con la semplice e sempre più difficile fedeltà alle proprie abitudini e alle proprie regole. E colpisce anche l'eleganza con cui gli eventi più strettamente politici vengono solo sfiorati (non si vede mezzo fotogramma dedicato a Khomeini), come se la prospettiva fosse necessariamente quella "dal basso", di chi si vede piovere nella propria vita eventi che non è in grado di controllare o determinare, e con cui bisogna fare i conti.
Il film ha un grande merito: si lascia vedere con estremo piacere, dato che è molto elegante ed ironico, con un tono sbarazzino e impeterninente che rispecchia il carattere dell'autrice/protagonista. Allo stesso tempo però mette sul tavolo alcuni temi etici fondamentali (il conformismo, la vigliaccheria, la fedeltà a se stessi) e di quegli eventi e dei cambiamenti sociali che ne sono seguiti offre un quadro più stimolante e ricco di quello che probabilmente si trova nei documentari "veri".
[Visto al cinema Apollo nella rassegna "Cannes e dintorni"]










