La tradizione vuole che in Liguria il padrone di un peschereccio offra a chi si imbarca la scelta tra il diritto di lamentarsi (mugugnà) e un supplemento di paga. Scelta lacerante per un ligure, e dalla quale per una volta perfino la tirchieria usciva sconfitta; come dice il proverbio: “Sensa vin se navega, sensa mugugni no”. (Claudio Paglieri)
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Pare che vogliano mandarlo in pensione persino dai film di James Bond, dopo decenni di onorata carriera ("agitato, non mescolato" ovviamente), per rimpiazzarlo con una delle solite birrette da spot televisivo, disposta a sganciare un po' di soldini. Per chi ha voglia, sarebbe simpatico ordinare qualche media in meno, e qualche Vodka Martini (circa 3/4 della prima e 1/4 del secondo, ma va a gusti) in più, e brindare alla faccia di quelli che pensano di potersi comprare tutto, ma proprio tutto.
 
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tramandato ai posters alle 00:35 del 24/07/2007 | commenti | harry potter, fastidi, culturangle, titoli, la repubblica | permalink

Ora, immaginate di essere qua su questo blog a vedere un po' che cavolo si dice, esattamente come io stamattina sfogliavo laRepubblica di ieri (mi piace "La Domenica", che ci posso fare). Perfetto. Ora immaginate di essere vagamente appassionati alle vicende del maghetto HarryPotter ma allo stesso tempo di essere ben lontani dalla frenesia da fan che in questi giorni ed ore ha impedito a parecchi di prendere sonno, tormentati dal dubbio esistenziale "morrà o non morrà", destinato ad essere svelato dal (sedicente) ultimo volume, uscito appunto sabato scorso. Benissimo, ci siamo fin qua?

Ok, ora immaginate che io come un perfetto idiota qua sul blog, tipo ad esempio <B>proprio al posto di queste innocue parole</B> ci metta invece quelle quattro o cinque paroline in grado di togliervelo repentinamente e senza ombra di dubbio, quel dubbio (no pun intended).

Perchè è così che è successo su Repubblica. Perchè un titolista deficiente ha pensato bene di mettere un colossale e clamoroso <i>spoiler</i> (lasciate stare le Alfasud, si dice così quando si rovina anticipatamente qualche tipo di sorpresa, mistero, thriller) a metà di una delle pagine interne, così che il pirla qua scrivente, mentre gironzolava tranquillo tra la cronaca semi-nera e le pagine di economia, si è avuto la sorpresa finale di Harry Potter bell'è che rovinata. Naturalmente ho subito distolto lo sguardo e girato pagina, appena mi sono reso conto di quello che stavano leggendo i miei occhi: ma è stato troppo tardi, adesso purtroppo so quello che non vorrei sapere e che un minimo residuo di civiltà mi impedisce di scrivere qua, resistendo a una umana tentazione di mal comune mezzo gaudio (così facevano certi appestati al tempo del Manzoni, sapete).

tramandato ai posters alle 22:41 del 18/07/2007 | commenti (3) | fastidi, riscaldamento ambiente condizion | permalink

Passato da poco il concertone Live Earth con i relativi crogiolarsi in calde (ca va sans dire) lacrime sul riscaldamento globale, e le varie filippiche telegiornalistiche sulla responsabilità individuale, sulla nostra impronta di carbonio (...vado a memoria, giusto?) su come dai anche chiudendo l'acqua mentre ci si massaggia le gengive in qualche modo si contribuisce. Le anime belle che avessero osato sperare una lieve presa di coscienza del problemuccio e magari l'inizio di una consequente e gioiosamente timida sterzata in direzioni più eco-consapevoli ed eco-compatibili,rinunicino a sperare. Ha preso a fare finalmente caldo nella maniera che un Luglio serio deve garantire e le aperture dei telegiornali sono immancabilmente dedicate ai picchi di consumo energetico che ci sono riscontrati in questi giorni. Qualcuno preoccupato di questo consumo scatenato? Qualcuno che abbia osato dire "che cribbio, è pieno Luglio, cerchiamo di soffrire un pochino, accettiamo qualche ascella pezzata ma please evitiamo la corsa al condizionatore? Macchè, niente. Sono tutti preoccupati di sapere dall'Enel, da Terna, dall'Eni da Sa-Il-Cazzo se abbiamo corrente a sufficiente per consumare come dei dannati o se invece rischiamo il malaugurato black-out. Si sa, quando fa caldo in casa, del riscaldamento globale diventa difficile non strabattersene un poco.

tramandato ai posters alle 22:28 del 18/07/2007 | commenti | galleria | permalink

Funk Off...come direbbe la Fran, che lunedi sera era a qualche decinaio di metri da me all'Arena di Verona, a vedere Bellamy bruciarsi i timpani spiattellandosi contro le casse del palco. Cose mica enormi, però fan piacere. Delle milletrecentoventidue (ripeto: 1322, a detta della status bar di windows) scattate nei quattro magnifici giorni di Umbria Jazz, ne ho prese una dozzina e le ho mandate alla mail dei FunkOff. Vedi cosa fa l'intraprendenza nella vita: mi risponde Luca il piattista-webmaster della band et voilà le mie foto sono sul sito: una addirittura nella homepage di oggi, poi se si scende un pochino, a sinistra si trova il box dedicato alle gallery e insomma c'è pure la mia sporca dozzina, sotto il nome "matteo" (wow, questo si che fa strano). Naturalmente qualcuna sta pure nella mia pagina su Flickr, che se state leggendo vi invito a visitare, dato che langue un po' meno di queste pagine, ma sempre di languire trattasi.

E va be c'è un po' di legittima soddisfazione (dopo che quelle fatte per Ilaria Pastore erano venute scurissime e sono state giustamente tenute ben lontane dallapubblicazione), ma soprattutto due pensieri. Il primo è che alla fine, dai, non è male quest'era tecnologica, piena di spazzatura informatica, ma anche con la possibilità che io sono li e zac ti scatto le foto, le scarico sul pc, le sviluppo in digitale, te le mando via mail, tu te le rimpicciolisci come vuoi, le metti in una roba nuova che chiamiamo sito e che adesso sarebbe troppo lungo spiegare cos'è e, per la barba dei miei antenati, tutto il mondo le vede. Fico. L'altra cosa è che questi bravissimi, originali, ammirevoli e scatenati ragazzi si chiamano proprio come la mia vecchia band tributo ai RHCP e quindi, anche se non c'entra niente e siamo lontanissimi da dove eravamo partiti qualche riga fa, mando i miei saluti al Biondo, allo Ste e a Marcellino, dove essi siano (beh, il Biondo lo so, è dietro Lambrate).

tramandato ai posters alle 18:16 del 09/07/2007 | commenti | mugugni | permalink

Come sarebbe a dire, che il mio disco "C:\" potrebbe anche non esserci?  Windows attenta alle mie coronarie.

tramandato ai posters alle 17:48 del 07/07/2007 | commenti | mugugni | permalink

Live EarthOggi è il giorno di Live Earth. Musicalmente parlando si sono già viste cose niente male (Jack Johnson, ad esempio e in questo momento c'è Snoop Dog, con un bel tiro) e altre cose tremende (tutta Shangai in genere, che ha esordito con un raccapricciante insieme di cinesine imbellettate che hanno massacrato alcune delle più celebri e abusate "arie" occidentali in un fantastico medley a base funky e poi ha, se possibile, peggiorato passando a Bocelli). Ma si sa che in questo caso la musica serve da incentivo per riflettere sui temi del consumo energetico e del riscaldamento globale. Non mi dilungo, che a suo tempo ho già parlato di Una Scomoda Verità e poi la rete è piena di informazioni in merito: mentre scrivo un buon posto per cominciare è senza dubbio il sito stesso della maratona musicale, www.liveearth.org .

Dico solo che trovo particolarmente convicente l'esortazione a non porsi troppi problemi circa i massimi sistemi, altalendandosi tra il pensiero utopistico e il cinismo da "non c'è niente da fare". Ognuno deve essere responsabile (e responsabilizzato) dei PROPRI consumi e del PROPRIO comportamento: cominciare da se stessi, dalle piccole cose e andare avanti.

Mentre pensavo questo passavano in tv le qualifiche del Gran Premio di F1 a Silverstone. Il regolamento di quest'anno prevede che devi qualificarti con a bordo la benzina che poi ti porterai in gara, e quindi induce i piloti a fare una serie di giri "preliminari" al solo scopo di consumare più benzina possibile, per alleggerirsi, nel quarto d'ora di tempo a disposizione. Bel paradosso, rispetto a quanto in contemporanea andava predicando Al Gore... Ecco, non sarebbe questa una piccola cosa possibile? Dimostrare pur nell'ambito di uno sport super-elitario e certamente niente affatto ecologico che comunque nei piccoli limiti del realisticamente realizzabile nell'immediato, ci si pone il problema.