La tradizione vuole che in Liguria il padrone di un peschereccio offra a chi si imbarca la scelta tra il diritto di lamentarsi (mugugnà) e un supplemento di paga. Scelta lacerante per un ligure, e dalla quale per una volta perfino la tirchieria usciva sconfitta; come dice il proverbio: “Sensa vin se navega, sensa mugugni no”. (Claudio Paglieri)
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tramandato ai posters alle 20:06 del 21/10/2007 | commenti (2) | ferrari campione del mondo | permalink

Per una volta e a caldo, la razionalità che di solito cerco di mettere nei post va a farsi benedire e queste righe sono tutte dedicate a celebrare Kimi Raikkonen Campione del Mondo con la Ferrari. Una gara così incredibile che viene addirittura il sospetto che sia stata "pilotata" (oddio! la razionalità torna a galla...), ma d'altra parte chi sarebbe andato a scommettere che il pivellino Hamilton, praticamente sempre sul podio, sarebbe finito oltre il quinto posto? Praticamente assurdo, così come onestamente è soltanto un poco meno assurdo vedere le due rosse arrancare e lottare duramente lungo tutta la stagione e improvvisamente mettersi a dare mezzo minuto a tutti.

Detto questo, resta il fatto che per una volta, dopo tanta noia, dopo tante pennichelle pomeridiane, c'è stata emozione vera, palpitante, memorabili, gli ultimi giri che non passavano mai e alla fine il sollievo incredulo dell'arrivo, quando finalmente ti convinci che nessuna delle diecimilacose che potevano andare storte (prima fra tutte quei due pazzi di Kubica e Rosberg che hanno rischiato di eliminarsi), c'è davvero andata, e affare in culo per una volta la Legge di Murphy.

Come detto, in questo momento le considerazioni sulla irrazionalità infantile del tifo non mi interessano. So bene che a me non me ne "viene in tasca" niente, so anche che magari Montezemolo ha e porta in giro un sacco di idee che non condivido, so bene che alla fine è tutto un circo viziato, antiecologista, consumista creato per il sollazzo di noi benestanti ed annoiati occidentali. Pur sapendo tutto questo, mi sento in questo momento un privilegiato, a sentire ancora adesso il +20% dei miei battiti e, cosa posso dire, una volta tanto peggio per chi invece non riesce a palpatire per queste cosucce.

tramandato ai posters alle 23:25 del 16/10/2007 | commenti | mugugni | permalink

Come in tante (troppe) circostanze questo blog arriva tardi, ma insomma.. arriva. Ieri è stato il Blog Action Day, quest'anno dedicato al tema dell'ambiente. E proprio ieri, mentre fuori dall'Officina Fotografica aspettavo l'inizio della prima lezione del mio corso avanzato, guardavo un ragazzo (dall'aria anche simpatica, va detto) fermo davanti al cancello con il motore acceso, e per giunta intento ad accendersi una sigaretta. Mentre stavo lì a respirarmi i suoi variegati fumi, pensavo che sono le Piccole Cose che ci possono salvare, e che probabilmente ci fregheranno. Perchè non riusciamo ad accettare che davvero una nostra piccola innocua comodità personale possa avere un ruolo. Perchè il bene collettivo mondiale delle future generazioni è troppo lontano, troppo impalpabile rispetto alla comodità immediata di lasciare il proprio lettore dvd in stand-by. Perchè come al solito si innesca un ragionamento stile "goccia nel mare", e quindi perchè io mi devo sbattere per ridurre l'inquinamento in maniera (singolarmente considerato) ipersuperimpercettibile quando i Soliti Furbi poi fanno i soldi smaltendo a cazzo tonnellate di materiale inquinante?  

Lo vedo anche in tanti miei collleghi e conoscenti, intelligenti e colti; tutta brava gente, ma è come se il problema non li riguardasse DAVVERO. Non c'è modo di acquisire la consapevolezza profonda del diretto legame tra il nostro comportamento quotidiano con le sue Piccole Cose, e la piega che prederanno le Grandi Cose: uffici deserti illuminati 24*7, montagne di stampe inutili, e cosi via.

Non è che le cose non si sappiano, è piuttosto come se ci fosse molto più margine di quello che abbiamo. Purtroppo non abbiamo ancora abbastanza paura. 

tramandato ai posters alle 18:01 del 04/10/2007 | commenti (1) | fastidi | permalink

Della repellente sceneggiata che Dida (uomo maturo e professionista lautamente retribuito dalla squadra che tra poco andrà a rappresentare il movimento calcistico europeo alla Coppa Intercontinentale) ha pateticamente inscenato ieri sera si è detto ogni ogni male possibile, nei vari mezzi di informazione e su (immagino) qualche tonnellata di blog. Io mi limito a riportare qui uno dei tanti videoclip che sono meritoriamente apparsi su YouTube e sottolineare anche una cosa.

Il Milan, oltre all'ovvia scelta di non cadere nel ridicolo di un ricorso all'UEFA, ha intenzione di fare qualcosa? Quello che si aspetterebbe il sottoscritto, sarebbe una presa di posizione del tipo "Può capitare a tutti di sbagliare, ma questa Società ha come priorità quella di tutelare e diffondere la cultura sportiva e, così facendo, la sua stessa reputazione. Non si vuole crocifiggere nessuno, ma l'episodio è indubbiamente grave e non tollerabile. Pertanto il signor Dida verrà messo fuori rosa per x settimane, con la speranza che trovi in questo modo il tempo per riflettere utilmente sui principi dell'etica sportiva e sui suoi stessi principi etici e morali".

Ecco, qualcosa del genere. Invece naturalmente niente di tutto questo, anzi l'unico commento che ho letto arriva dall'ineffabile Galliani (che ineffabile non mi pare, ma spesso fa comodo usare questo aggettivo quando se ne vorrebbero usare altri più pesanti e per decenza si evita) che ha commentato con una frase simile a "probabilmente ha esagerato nella reazione". Come se il punto non fosse che la reazione non può e non deve essere altra che quella istintiva e spontanea, ma ci fosse piuttosto stata una decisione sbagliata per eccesso nel calcolare la "giusta dose di reazione". Insomma non mi stupirei troppo se al Milan l'unico provvedimento fosse l'istituzione di un corso full-immersion dal titolo "Come calcolare nel modo più opportuno la vostra sceneggiata".  

Infine, avrei piacere di accumunare uomo e Società in un saluto tradizionalmente assai caro al loro comune e amato Presidente: " SI VERGOGNI ! "

tramandato ai posters alle 12:13 del 04/10/2007 | commenti (1) | culturangle | permalink

EstrazioneCome ha notato chi ieri era con me : l'aria all'interno del Conservatorio di Milano è vagamente "ministeriale", però con un sobrio piacere e orgoglio di "fare", che ha il sapore di scuola pubblica ben condotta. Un puntino nel cosmo galattico della Funzione Pubblica, con le sue regole, tradizioni e dinamiche.

Una delle tradizioni più particolari del Conservatorio dev'essere il meccanismo di iscrizione ai corsi serali di musica popolare. Siccome la domanda eccede di gran lunga la (magra) offerta, c'è tutto un processo di selezione degli ammessi ad iscriversi, che a prima vista sembra frutto dei deliri allucinati di un burocrate sadico, ma che in realtà raggiunge l'obiettivo: non premiare i pensionati che cominciano a stazionare in coda quelle 5 o 6 ore prima dell'apertura e allo stesso tempo evitare l'estremo opposto, il becero "assalto alla diligenza" a suon di spintoni e gomiti alti.

Ridotto ai minimi termini, funziona che arrivi (dalle sette alle otto di sera) e ti danno un numerino. Dopodiché un pittoresco ed efficiente coordinatore dà inizio al clou della serata: la lotteria dell'estrazione! Quando estraggono il tuo numerino fortunato, ti fai largo con passo gioioso tra l'invidia scornata degli astanti e lo "cambi" con quello che è il vero e proprio numero della coda per iscriversi, e via. 

Cosa posso dire... mettete in un rimbombante corridoio duecento persone più o meno ansiose di sapere se "ce la faranno" ed esponetele a questo stillicidio: ne succedono di ogni, si commenta, si impreca per l'estrazione dei numeri "intorno" al nostro, insomma diventa brevemente un rito collettivo in cui si creano solidarietà di sguardi, dolorose intese da "reduci", ma anche piccoli complessi di persecuzione, si assapora il piacere istintivo di un giocoso-ma-non-troppo mors tua vita mea. Si sa che in questo noi italiani siamo i migliori, con la nostra innata teatralità e la lingua sempre pronta alla battuta.

Il vostro Autore qua è stato chiamato dopo che sono usciti tutti i possibili numeri intorno al suo 71 ROSA (c'erano due blocchetti numerati da 1 a 100)... non so se avete presente, come quando giochi a Battaglia Navale e fai un ricamo di bombe a vuoto tutt'intorno a quella maledetta barcarola da un quadratino, senza riuscire a prenderla.

Morale: sono il primo in lista d'attesa per il corso di Canto Jazz del giovedi, anzi adesso vi lascio che devo tornare a gufare.

PS: Vorrei ringraziare pubblicamente l'amica di cui sopra che mossa soltanto dall'ipotetica speranza che io possa "entrare" nel corso, ha accettato di spostarsi dal mercoledi al giovedi, in modo che si possa eventualmente corseggiare insieme. Sono ancora così commosso che, come disse (credo) Cicerone, quasi prae lacrimas scribere non possum.

tramandato ai posters alle 10:50 del 02/10/2007 | commenti (3) | mugugni | permalink

Mi era già capitato qualche volta di sorprendermi nel notare i casi più divertenti dei vari omonimi che spuntano fuori quando sottoponiamo il nome di qualcuno a googling. Ad esempio, non più tardi di qualche giorno fa cercavo di recuperare un qualche recapito di una vecchia conoscenza di Novi (Valeria che prendevi tutti i giorni il 6.40, se leggi fatti viva!) e ho scoperto che esiste una sua omonima ricercatrice che partecipa a un sacco di conferenze e convegni, si sbatte davvero parecchio.

Insomma, oggi repubblica.it ha un articolo su questo "fenomeno" e ci lancia naturalmente il giochino di farlo con noi stessi. Ho provato ed è venuta fuori una roba non so nemmeno io se bella o brutta: la ricerca con "Matteo Merlano" tira fuori tre pagine di dati e sono... tutte pagine riguardanti il sottoscritto!  A quanto pare non ho alcun omonimo attivo nella Rete.... mah!

tramandato ai posters alle 22:26 del 01/10/2007 | commenti (1) | ricettacolo | permalink

NachosNe convengo, per preparare i nachos non serve una suprema abilità di cuoco. Però per quello che mi riguarda, ci sono due cose importanti, ed per questo che sono qui a parlarne. La prima è che... bisogna pensarci! Ci sono delle cose che a me non verrebbe in mente di preparare in casa, mi sembrano in tutto e per tutto "da ristorante". La seconda è che non siamo in Messico e nemmeno siamo messicani, così non è così proprio automatico decidere e procurarsi gli ingredienti giusti. La ricetta dunque si chiama così in onore della mia amica Ci, che ha avuto a suo tempo l'inventiva e lo spirito di iniziativa necessari e tutto sommato anche la bontà d'animo di svelarmi poi i dettagli della sua ricetta...  Naturalmente, come sempre accade per le ricette, questi sono diventati i nachos "alla mago", certi suoi ingredienti non li uso (crema di fagioli), e magari certe cose me le sono ricordate male, o diverse.

Ma veniamo al dunque. Ingredienti ne servono pochissimi: i nachos, i jalapenos e il formaggio. Naturalmente la qualità dei nachos è determinante e bisognerebbe farsi una panoramica di tentativi per scegliere i più adatti o banalmente quelli che piacciono di più. Io uso le "Tortilla Chips" di Amica Chips e le raccomando (ué, manco fossi l'idraulico con l'anticalcare), però fate voi... magari vi piacciono speziate, formaggiate... non lo so. Una delle cose belle del consumismo dell'abbondanza è che le varianti possono essere moltissime, sbizzarritevi. I jalapenos... beh, che dire: sceglieteli belli verdi, tagliateli a rondelline e magari lasciate perdere i semini.

E arriviamo al formaggio. E la faccenda più spinosa, perchè vai al ristorante messicano e ti arriva questa cosa superfusa e filante, ma non sapresti mica dire bene che cosa usano, o ancor meglio che cosa andrebbe usato..! Naturalmente sono più che convinto che vadano bene molti tipi di formaggio fondente (anche qui, alla fine sono gusti... una volta vorrei provare con la mozzarella), però qui Ci ha davvero avuto il colpo di genio: il Galbanetto. Come si dice, è la morte sua.

Per farla breve: prendete i nachos, ne sparpagliate su una teglia un po' e poi li cospargete con le rondelline di peperoncini e il formaggio fatto a tocchetti. Ripetete l'operazione con un altro strato di nachos e via di seguito (quante volte? dipende ovviamente da quanti ve ne volete magnare e da quanto grande è la teglia... io credo che il numero perfetto non si smentisca anche in questo frangente  ). Preriscaldate il forno diciamo a 180-qualcosa-meno e dopo qualche minuto estraete, giusto il tempo di fare indorare bene i nachos e fondere il formaggio. Stappate la vostra Corona e siete a posto: io non l'avevo e, come da foto, mi sono dovuto arrangiare con una Beck's...  

Ah, le quantità: bè... io mi sono rimpinzato con un mezzo sacchetto di nachos, un buon terzo di galbanetto e due peperoncini. Va detto che il formaggio non è mai abbastanza!