Ci sono persone, ad esempio la mia amica Nanda, che ancora si ostinano a non voler capire e prentendono di scegliere (votare) un partito come se si scegliessero l'anima gemella della vita. Con la stessa attenzione per pregiudiziali ideologiche, preclusioni, slancio emozionale, finalità, moralità, test dell'hiv, eccetera.
Nelle mie quotidiane e laiche preghiere c'è che costoro un bel giorno (possibilmente prima di metà Aprile...) aprano finalmente gli occhi e si rendano conto di non essere carbonari ottocenteschi, ma cittadini di una democrazia (a rischio) del XXI secolo.
Stanno tutti lì a fare il processo al PD.
Ehi, ma nel PD ci stanno i teodem!
Perdinci, ma nel PD c'è anche chi stava nella DC.
Ecchecazzo, qualcuno del PD aveva votato a favore della guerra in Iraq!
Non ci siamo. La pluralità di voci e posizioni di una moderna democrazia di massa è cosa buona e giusta, ma deve, necessariamente deve, essere ricomposta in un denominatore comune, pena la (ampiamente sperimentata) ingovernabilità del sistema. Molto spesso si confonde democrazia e proporzionalità, commettendo un'evidente castronaggine... timone e responsabilità si devono affidare ad un unico soggetto (io preferirei ad un soggetto "fisico", come fanno negli USA, ma va bene anche un soggetto politico, non si pretende) perchè non esiste nelle cose che si possa dire "decidi tu la strada ma al 30% la decido io...".
A cosa servono PD e PDL, allora? Servono ad aggregare. Servono a dichiarare la propria appartenenza alla destra o alla sinistra, qualsiasi cosa voglia dire (io credo che stringistringi voglia ancora direi i ricchi e i poveri), sono uno strumento per dire che si, piuttosto che Bondi mi sta bene la Bindi.
Pretendere che questo contenitore (A) accolga in toto le nostre istanze personali e (B) non accolga nemmeno una delle istanze che non condividiamo significa di fatto ipotizzare che ci siano milioni di cittadini fatti col nostro stampino, ergo una evidente stronzata.
Per questo sostengo che la lotta politica per le proprie idee va spostata DENTRO il proprio schieramento di (macro)appartenenza e non sterilmente e presuntuosamente come alternativa ad esso. E' nella definizione del programma di governo del PD che si "pesano" democraticamente quantità e qualità delle partecipazioni, ma poi al Paese ci si deve presentare con quello e sostenerlo, anche se non corrisponde al nostro fottutissimo Programma Ideale.
Ed è divertente che queste stesse persone guardano pure con simpatetico interesse alla galoppata di Obama... ma porcostomondo, questa campagna USA proprio non ci insegna niente?
Pensiamo che non ci siano persone che votano Obama pur essendo contrarie alla pena di morte? Pensiamo che non ci siano bushisti della prima ora che voteranno McCain turandosi ampiamente il naso?
O pensate alla distanza siderale tra delle verie primarie in cui si confrontano, nello stesso partito, posizioni divergenti in maniera sostanziale ed evidente (McCain vs Huckabee, per dire) e quella specie di pantomima che sono state quelle del PD, con i surreali dibattiti Veltroni Bindi Letta, in cui per trovare una diversità di posizione bisognava cercare il pelo nell'uovo e dopodichè spaccarlo in quattro... possibile che questo non renda evidente a tutti il macroscopico equivoco?
Ci sono i comunisti anche dentro i democratici usa e i razzisti del kkk dentro il GoP, ma mica stanno a farsi tutti la loro cazzo di "Cosa"... ci si scanna nelle primarie e nella vita politica di tutti i giorni, si fa lobbying, ma con la consapevolezza che poi la sedia del Capo è solo una e quando si compete con quella si manda avanti e si sostiene un unico Campione, perchè comunque... sempre meglio "noi" di "loro".
Allora, cara Nanda e cari tutti, lo voglio dire col cuore in mano. Le vostre menate sono un lusso che in questo momento questo paese non si può permettere: scegliete semplicemente "noi" o "loro", fate conto di essere in guerra e scegliete la trincea nella quale piazzarvi, a prescindere che il sergente che la comanda vi vada più o meno a genio. Vedrete che sarà tutto molto più facile.