La tradizione vuole che in Liguria il padrone di un peschereccio offra a chi si imbarca la scelta tra il diritto di lamentarsi (mugugnà) e un supplemento di paga. Scelta lacerante per un ligure, e dalla quale per una volta perfino la tirchieria usciva sconfitta; come dice il proverbio: “Sensa vin se navega, sensa mugugni no”. (Claudio Paglieri)
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tramandato ai posters alle 14:06 del 08/04/2005 | commenti (2) | coccodrilli | permalink

Franco BracardiLascia il posto di "morto del momento" all'inevitabile Morto del momento (e ce ne sarebbe da dire, e sarà fatto). E non potrebbe esserci successione migliore, per spiegare il perchè di Bracardi in questa galleria. Perchè non è necessario essere dei Grandi, per fare delle cose belle e meritare di aver vissuto. Bracardi è stato, a Suo modo, allo stesso tempo una persona vera e un personaggio memorabile, in quella Fiera dei Personaggi Improbabili che è stato il Costanzosciò. Ai miei occhi esercitava il fascino del clown, del sottovalutato che la sa più lunga di molti (confesso, è una parte che mi piace ), il carisma della modestia. Un manuale di come lasciare un segno semplicemente, con piccole cose di pessimo (ma spesso no, a dire il vero) gusto e, dietro le quinte, una vita più ricca di quello che si potrebbe immaginare.

tramandato ai posters alle 18:14 del 03/03/2005 | commenti | coccodrilli | permalink

Dimebag DarrellMai letto nulla di Miller. Mai visto una sua rappresentazione.
Eppure, inaspettatamente, la notizia della sua morte mi ha preso in un modo particolare.
Pensandoci, devo ammettere una cosa, banale e sicuramente irrispettosa di questo (dicono) grandissimo drammaturgo: la colpa, alla fine, è tutta di Marylin.
Tanto per cominciare, penso che sia istintivo per noi "giovani" (e sia chiaro che le virgolette ci vogliono tutte...) vedere morire questi Grandi Vecchi riveriti da tutto il mondo e non riuscire a pensarli in un modo diverso che quello. Pensare che anche loro sono stati giovani dinamici e senza rughe, che anche loro erano i dubbiosi che cercavano domande e non gli oracoli a cui gli altri chiedono risposte. Pensarlo come marito di Marylin aiuta ad andare oltre questa visuale, ci fa pensare all'uomo in carne e ossa e passioni, non solo all'intellettuale occhialuto e pensoso.
E poi, ho trovato molto umana, e forte,la traccia indelebile che quel breve matrimonio ha lasciato dentro quest'uomo, sposatosi poi più volte. Ma che ha scelto di andare a morire nella fattoria di campagna che aveva acquistato con Lei e che, pur negandolo, anche negli ultimi anni scriveva opere in cui più o meno velatamente provava ad esorcizzare i fantasmi di quel periodo.

tramandato ai posters alle 21:12 del 18/02/2005 | commenti | coccodrilli | permalink

Dimebag DarrellAttraversi periodi in cui ti fai prendere, ascolti cose, che poi abbandoni. Ci ripensi dopo anni e quanto tempo è passato senza che tu abbia trovato una cavolo di buona ragione per riprenderle e riascoltarle. Il punto è che quasi sempre non c'entravano molto con te fin dal principio, però c'era questa curiosità di provare, di sapere di un universo parallelo inesplorato che aspettava una visita.
Questo è successo, in vari periodi, tra me e la musica, oddio... "metal" ? Non so come definirla.
Ci sono stati momenti in cui volevo disperatamente convincermi di quello che mi stavano proponendo. Mi ricordo il mio vecchio amico Telaio (sei un grande, man, dove cavolo sei finito?) parlarmi degli Helloween dicendomi "Sono i Pink Floyd del metal" e io giù a cercarmi di farmi piacere Keeper of The Seven Keys esattamente tanto quanto Dark Side Of The Moon...

Oppure eccomi a suonare le solite canzoni dei Guns'n'Roses e dei Metallica, in qualche gruppo senza pretese e senza futuro (però il Black Album è un signor disco).
I Pantera sono stati il mio primo - e fondamentalmente unico - approccio al mondo degli urlatori gutturali e apocalittici, come era Phil Anselmo, il loro frontman. Me li ha fatti conoscere il Ghepa (batterista), la tipica cassetta (stiamo parlando degli anni '90, eh!) che finiva nell'autoradio dopo le prove della band, per la serie "senti qui che roba"...
Ci sapevano fare, il Ghepa era ovviamente innamorato di tutta quella doppia cassa che all'epoca non era così scontata e inflazionata, ma dopo un annetto la SONY con Vulgar Display Of Power è rimasta sullo scaffale a prendere polvere.
Dimebag però, accidenti, spaccava. E ci sono affezionato per un ricordo preciso. Una sua intervista su una rivista specializzata di quelle che leggevo - Guitar Player, credo - in cui si "confessava" parlando dei dischi che più avevano contato per lui, nella sua giovinezza. Ed era strano vedere questo assai poco raccomandabile tizio punk-metal raccontare di come si metteva, ascolto dopo ascolto, ad esaminare con cura e passione ("i dug that shit!", diceva lui) certi dischi, per imparare le varie parti di chitarra. Vedevi lo strano spettacolo di una intelligenza brillante e una passione non comune applicate a uno stile di vita chiaramente fuori dai canoni.
Come sicuramente è "fuori dai canoni" morire ammazzato sul palco, mentre fai la tua musica, perchè un fan non riesce ad accettare che i Pantera si siano sciolti.