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Absolution, MUSE
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Vodka Martini 
Pare che vogliano mandarlo in pensione persino dai film di James Bond, dopo decenni di onorata carriera ("agitato, non mescolato" ovviamente), per rimpiazzarlo con una delle solite birrette da spot televisivo, disposta a sganciare un po' di soldini. Per chi ha voglia, sarebbe simpatico ordinare qualche media in meno, e qualche Vodka Martini (circa 3/4 della prima e 1/4 del secondo, ma va a gusti) in più, e brindare alla faccia di quelli che pensano di potersi comprare tutto, ma proprio tutto. |
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Mi sono messo a provare il nuovissimo Cuil (e se vi state chiedendo che roba sia, come diamine si pronunci e checcavolo significhi, Wikipedia già può dare una risposta a tutte queste vostre domande!) e ho pensato di fare la più classica delle ricerche, un bel cuiling di me stesso.
Risultato estremamente deludente: a quanto pare il nuovo motorello di ricerca non ha familiarità con gli apici e mi tira fuori una bella spataffiata di roba dove c'entrano dei "Matteo" che non sono affatto "Merlano". Per cui al momento apprezzo la scelta ecologista (o meglio, pseudo-ecologista a sentire la campana di Google) dello sfondo nero, apprezzo in generale il layout, ma... come criteri di ricerca non ci siamo. O magari devo imparare io a usarlo, sta di fatto che siamo alla classica situazione tipo "guarda che fico il mio telefonino nuovo! ed ha pure un sacco di funzioni! ...peccato che non ho ancora capito bene come si fa a telefonare".
In compenso, nello sberluccare tra i risultati ho trovato un riferimento che mi ha quasi commosso: una web designer ha messo nel suo CV online di aver studiato il mio corso HTML, nel lontano 1998!
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Qualche tempo fa uscì la curiosa notizia che in cima ai Trends di Google, monitorati costantemente sulle ricerche eseguite, risultava esserci una simpaticissima svastica. Non intendo seguire tutti i vari ragionamenti che ne sono discesi, sul fatto che presumibilmente dietro questo risutato ci fosse una manovra coordinata e voluta, organizzata magari a livello internazionale.
Non li seguo, ma lasciatemi solo scrivere incidentalmente che non si può negare la sinistra suggestione che ancora emana da quel simbolo (ho detto "emana" in mancanza del verbo giusto, che mi sento sulla punta della lingua: com'è che fa il fetore quando si diffonde?).
Quelli che invece mi sono realmente venuti in testa sono due pensieri molto più prosaici, e di diversa natura.
Il primo è: come diamine si fa a digitare una svastica? che tasto è? che combinazione ALT+0xxx se deve fare?
Il secondo pensiero invece è: non è forse (quasi) altrettanto inquietante che al terzo posto ci stia Villa "La Leopolda"? Già appartenuta al late Gianni Agnelli, proprio quel giorno è comparsa sui giornali la notizia che sarebbe stata acquistata dal Noto Magnate Russo Roman Abramovich. Non abbiamo davvero niente di meglio da cercare su Google durante le nostre ore di ozio pseudo-lavorativo (ah, specifico che le ricerce X-rated non compaiono in Trends...) ?
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E' stata (abbastanza) dura, ma ce l'ho fatta: i 100 livelli di Crypt Raider sono stati superati e possono finire in archivio. L'obbiettivo era di quelli che mi piacciono, ambizioso ma tutto sommato realistico. Naturalmente fa parte della mia psicologia sentirmi stimolato dal "chiudere un discorso": sapere che c'erano 100 livelli e poi basta mi ha dato la spinta per andare avanti, altrimenti probabile che a un certo punto avrei lasciato perdere.
E' stato istruttivo, è stato rilassante, è stato (specie dopo il livello 70) spesso impegnativo, ma mai frustrante: anzi l'appagamento di un livello concluso grazie a qualche buona intuizione mi ha dato la gratificazione giusta per controbilanciare certe giornate di inconcludenza lavorativa. Senz'altro un'ottima ginnastica per colpo d'occhio, capacità logica e se vogliamo anche coordinazione motoria dato che in certi livelli è anche richiesta una certa velocità sulla tastiera!
Eccomi quindi nel novero dei casual gamers, preda e vittima di un giochino online gratuito come ce ne sono a migliaia. Ma a ben vedere, anche questo tipo di gioco diventa ben poco "casuale". Resta forse intatto il concetto di fare una partita "quando capita", magari anche sul lavoro come personalissima "pausa sigaretta" (il gioco dà forte dipendenza, ve lo assicuro), ma per il resto la dedizione richiesta e l'esperienza che si matura diventano piano piano considerevoli e non hanno nulla della distratta e vagamente "scazzata" attitudine di chi, per dire, si fa una partitiella sul telefonino in attesa che arrivi il suo autobus.
Hardcore gamer of a casual game? Probabilmente la categoria esiste ed è più numerosa di quanto si possa pensare.
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Già un po' mi "faceva strano" festeggiare il 25 Aprile proprio in Germania, e quindi immaginiamoci a festeggiarlo con un concerto per pochi intimi (italiani) di Daniele Silvestri, con tanto di immancabile Cohiba nel finale.
Non potevo davvero mancarlo, il buon Silvestri: è uno di quelli a cui tengo e con cui ho (unilateralmente) sviluppato una grande sintonia... ritrovarselo proprio lì a Berlino è stata una grande sorpresa ed è stato bello creare questa "bolla" di italianità-che-mi-piace, nella tuttosommato grigia Berlino, proprio in questo giorno e proprio in questo periodo, e qualcosa di simile l'ha pensato e detto anche Lui dal palco.
A proposito di palco, uno dei privilegi di trovare all'estero uno come Silvestri è che basta arrivare una manciata di minuti prima dell'orario ufficiale di inizio per trovarsi tranquillamente coi gomiti appoggiati al palco e godersi un concerto come dovrebbero essere tutti, con grande partecipazione ma senza superficiali isterismi. Non mi capita spesso di vedere così da vicino un concerto di un Grande Nome e ammetto che spesso mi sono fatto distrarre dai dettagli "da musicista" (tipo: vedere quando usa un certo pedale di effetto, notare l'asciugamano steso sul rullante a mo' di sordina) e non mi sono immerso completamente nelle canzoni. Che restano comunque grandiose: purtroppo non ha fatto "L'Autostrada" ma come Silvestri stesso ha risposto a uno che chiedeva l' "Uomo col Megafono", non è che ogni sera possa farle tutte.
Una nota a parte per lo splendido contesto dove si è svolto il concerto, un ex fabbrica di birra riadattato egregiamente a centro culturale polifunzionale: cose così, in Italia, continuiamo purtroppo a sognarcele.
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Lancio (in via sperimentale) un sondaggio relativo al misterioso rapporto tra le donne e l'arte del fischiettare: secondo me la ragazza/donna che fischia è un caso abbastanza poco frequente, e quando mi ci imbatto ne resto colpito. Vassapere se sono io babbeo o se davvero i casi sono rari, per cui appunto chiedo la vostra sondaggistica collaborazione per chiarirmi le idee.
Forse stiamo in rapporto speculare con l'uomo canterino (quasi tutte le donne cantano, molti uomini no) ? La mia sensazione è che il caso numero 2 possa avere un peso non trascurabile... sono quelle cose in qualche modo non "da donna" che magari si è capaci ma che non viene spontaneo fare in pubblico, tipo la gara di rutti. 
Insomma, in vista del 13 Aprile, cominciate a fare un po' di allenamento e... votate. 
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Chi scrive, e di conseguenza questo blog, è soggetto a episodici, violenti attacchi di nerditudine. Segnalo il più recente (ieri sera), in cui mi è capitato un momento di intensa e immotivata soddisfazione nel rilevare i millecentottantasette kappa al secondo costanti di download rate, a cui viaggiava la mia Tenera Alice, va detto in determinante collaborazione con il sito Microsoft (sia una volta di più resa lode al tanto calunniato Zio Bill).
Non penso sia grave, suvvia. Ne parlo perchè da questo puerile effimera gioia è sgorgato un episodio quasi prustiano perchè, vedete, io questo momento qua me l'ero immaginato e pregustato da anni, e ieri sera per un fugace momento ho capito che la fantascienza era qui e ora. Mi sono ricordato di quando dieci anni fa scaricavo a 3 o 5 k al secondo e parlare di "tirare giù" un mega al secondo era praticamente pensare al computer di StarTrek, o a quello della Spectre, e quando dovevi scaricare un megabyte di roba era una specie di dramma. O ricordo dello stupore quando misero le postazioni in facoltà e si scaricava alla folle velocità di 20k/sec, e già quello da solo era un motivo sufficiente per levarsi di casa e andare in biblioteca.
Insomma, è stato uno di quei momenti "ci siamo" che ho cominciato ad aspettare fin da bambinetto, come quando attraversi la prima porta automatica o senti alla radio una canzone con gli stessi suoni della "musica del futuro" che suonavano nei malfati bar nell'angiporto di Tatooine.
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M'è capitato di guardare un pezzetto dell'intervista di Elisa, lo scorso weekend, a CheTempoCheFa (la potete vedere online, se volete). Premesso che la ragazza è simpatica. Premesso che ha una piacevole spontaneità ("i jeans dell'acqua in casa") che fa molta tenerezza. Premesso che ha una voce della supermadonna e che a parte questo è comunque proprio brava (perchè, lo sappiamo, gente con una voce della supermadonna ce n'è anche, ma poi che robe cantano).
Ecco, premesso tutto ciò volevo mugugnare di una cosa che mi è venuta in mente ascoltando una domanda che le ha fatto Fazio, circa l'uso della lingua nelle canzoni.
Dice Elisa, parlando di scrivere in italiano e/o inglese, che "scrivere in italiano è molto più difficile, l'inglese è molto immediato, è una lingua molto elastica, malleabile come una specie di pongo. L'italiano è più complesso, è molto più ricco, per dire una cosa la puoi dire in tantissimi modi, l'inglese è più immediato, c'è più semplicità".
Mi ha colpito perchè quando Elisa uscì, pensai che il disco era proprio bello, ben fatto, fresco, tutto quello che volete, però c'erano dei testi che "suonavano" anche bene però se ti ci fermavi a tradurli e a pensarci un attimo facevano piangere, sia come "profondità" (infatti ho pensato che avesse fatto apposta a cantare in inglese, per non rendere subito evidente a tutti che razza di robaccia fossero), sia come uso della lingua. Faccio quindi umilmente notare che l'inglese che usa Elisa è una roba tipo questa qua:
Now just let me sleep
I don't want to talk
I have nothing nice to say
I'm just sleeping in your hand
Don't wake me up to soon!
I don't want to see the world
I need to be no-one
All I want is just to be [Sleeping in your hand]
Oppure quest'altra qua:
Well there's a party for me,
the last thing I wanted from you
I close the door behind me and there you are
you seem relaxed and quiet
but under your shirt you sweat
and these balloons around make me feel so sad. [A Feast for me]
Credo invece che, quando si parla della lingua inglese usata nelle canzoni, sia giusto ricordarsi anche che esiste materiale come questo:
Theres a moon over bourbon street tonight
I see faces as they pass beneath the pale lamplight
Ive no choice but to follow that call
The bright lights, the people, and the moon and all
I pray everyday to be strong
For I know what I do must be wrong
Oh youll never see my shade or hear the sound of my feet
While theres a moon over bourbon street [Moon over Bourbon Street]
Oppure questo:
There is a girl in new york city
Who calls herself the human trampoline
And sometimes when Im falling, flying
Or tumbling in turmoil I say
Oh, so this is what she means
She means were bouncing into graceland
And I see losing love
Is like a window in your heart
Everybody sees youre blown apart
Everybody sees the wind blow [Graceland]
Roba lineare e certamente semplice (down to earth per dirla con il "pongo"), però con una cura del dettaglio lessicale infinitamente più alta di quelli di Elisa, che scrive usando le 200 parole-base che si sanno alla fine della terza media e che spesso comunicano anche una sgradevole sensazione di grammatica aggiustata e di quell'inglese broccolino ("I need to be no-one" fa il pari con "I teng my watch scassated"...) che viene fuori quando si pensa in italiano e poi si traduce parola per parola.
La morale è che se l'inglese che ha in mente Elisa è il basic English che può parlare un dodicenne clandestino che ha passato da tre mesi il border, allora quello che dice è vero, però che si sappia che, beh, è possibile fare qualcosina meglio.
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Un piccolo grande classico di (credo si dica così) psicologica cognitiva, che mi è ricapitato di vedere in Rete e che ripropongo qui. Bè, è semplice: guardate il quadrato "A" e il quadrato "B" della scacchiera e ditemi se il secondo non è decisamente più chiaro del primo! E' evidente!
E invece no, sono entrambi colorati di un normalissimo e placido grigio (codifica RGB variabile dato che c'è l'ombreggiatura e la sfumatura prosmettica, ma all'incirca intorno al 120,120,120) che nel quadrato B appare molto più chiaro di come sia in realtà. E come non bastasse anche i quadrati scuri che lo circondano sono per converso molto più "neri" di come ci appaiono.
Sono scherzi della mente, che vede il cilindro verde gettare la sua ombra su una scacchiera che "sa" essere bianca e nera ed elabora i colori in modo da continuare a darci questa (errata) percezione. Io riesco a vederli come sono veramente dissociandomi vagamente dal disegno... avete presente come quando si prova a interpretare uno stereogramma? Chiudo mezz'occhio, stringo la pupilla dell'altro e piano piano il "B" comincia a mostrarsi come realmente è.
Naturalmente i corsivi sopra sono quanto mai d'obbligo: abbiamo infatti appena avuto una ulteriore conferma di come le cose non siano necessariamente come le vediamo o, per dirla in altri termini, che spesso ciò che pensiamo come realtà (compatendo i cani che vedono solo in b/n o le mosche che - poverine - vedono tutto centuplicato) è pura apparenza, azione dei nostri sensi.
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Tra i vari pensieri (vedi post precedente) che mi frullavano in testa, uno s'è avviato leggendo un articolo sul pasticciaccio brutto dell'autogrill, che metteva "laziale" tra virgolette, per riferirsi alla "fede" calcistica.
Insomma, avete mai fatto caso a che razza di casino gli aggettivi delle nostre Regioni? C'è la famiglia degli "-ese" e vabbé: Piemontese, Calabrese, Pugliese. Poi c'è l'altra grande famiglia, quella "-ana/o"... Siciliana, Molisana, Friulana, Emiliana, Toscana (ma per dire, vaglielo a spiegare a uno straniero, perchè non è "toscanana", come formalmente dovrebbe) e ci mettiamo anche il Vadostana perchè la regola è quella, anche se con quella contrazione mira un po' a distinguersi dal gruppo. E pure Marchigiana, che invece ha pensato bene di estendersi un po', forse perchè "marchiana" già c'è, e non è neppure una parola troppo simpatica. Esattamente il contrario fa la Sardegna, che avrebbe la "gn" già di suo e invece la schifa, esigendo la contrazione in Sarda.
Siamo entrati nel campo minato delle regioni burlone e imprevedibili: la Sardegna si accorcia, così come (anche se meno clamorosamente) Umbria, Liguria e Lombardia. Il Veneto e Trentino rimangono uguali salvo coniugazione: in questi casi si capisce abbastanza il meccanismo, dato che a pensarci bene 'sti nomi di regione in realtà sono già tutti aggettivi sostantivati (tipo "la terra dei Liguri").
Come detto il Lazio tira fuori dal cilindro un peculiare suffisso "-ale", per giungere dulcis in fundo alla Basilicata, che chiede d'amblé un bel Lucana.
Poi venitemi a raccontare che l'Italiano è una lingua facile.
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Vedi i casi della vita. Dopo aver partorito almeno una dozzina di ottimi spunti per il blog (che ultimamente langue, ma ultimamente sto passando un sacco di tempo su Flickr) mi trovo qui a scrivere in una frettolosa domenica mattina semplicemente per segnalare un video che ho visto mezz'ora fa e che mi è piaciuto moltissimo, per il "respiro" cinematografico, per gli slow motion che (lo so, sono uno spirito semplice) mi conquistano sempre con faciltià irrisoria, per la fotografia che è stupenda... mentre lo guardavo ho "scattato" almeno una dozzina di fermo-immagine mentali. E poi c'è un contesto semplice ma originale, usato molto creativamente, in cui si agita la rappresentazione di una contestazione sociale che, per quanto coreografica e un po' superificiale alla "noi vs loro", male non fa mai. Il regista di tutto sto popòdiroba è il quotatissimo (a questo punto dico: meritatamente) Sam Brown, che ha firmato già altri video che sono contento di aver visto, tra cui il primo singolo di James Morrison, con quel memorabile corpo di ballo tutto in crinoline, rallenti canaglia pure lì, e anche Corinna Bailey Rae in bicicletta video tutto diverso, ma fotografia spaziale pure lì.
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