Che sia semplicistico pensare a Elio E Le Storie Tese come un gruppo "demenziale" è cosa nota, almeno a chi in questi anni abbia avuto orecchie (e testa) per intendere. Se proprio devo avventurarmi in una etichettatura, potrei dire che Elio ELST fanno (oltrechè della musica di grandissima qualità)... satira. E si sa che la satira vera da smpre fa ridere ma anche serve a far pensare, ad urlare che il re e nudo e a mandare affanculo quelli che se lo meritano e che magari i giornalisti più seri non fanno per decenza professionale o paura di una denuncia.
Tutto questo per dire che trattandosi del gruppo che già anni fa, con La Terra dei Cachi, disse molto e meglio di tanti altri sullo stato di questo nostro paese, non mi stupisco affatto di trovarmi qua oggi a scrivere un commento traboccante di ammirazione per questo nuovo singolo, che sta giustamente spopolando.
Eppure qui ci vedo un salto di qualità, una nuova maturità che li fa andare oltre il sarcasmo a là Zappa per farci trovare una diverso "fuoco". Certo ci sono vari livelli di lettura, e se forse al (relativamente) grande pubblico arriverà la scherzosa ma sacrosanta invettiva contro il bonghismo selvaggio, il cuore pulsante di questa canzone è la denuncia inutile e necessaria dello scempio del Bosco di Gioia, qui a Milano, che esplode nella irresistibile, liberatoria strofa finale:
Sedicimila firme, niente cibo per Rocco Tanica
Ma poi il bosco l'hanno rasato mentre la gente era via per il ponte
Se ne sono battuti il cazzo, ora tirano su un palazzo.
Han distrutto il bosco di Gioia questi grandissimi figli di troia!
AAAAAAHHH che soddisfazione! 
Almeno questa. Per chi ne fosse totalmente all'oscuro, questo pasticciaccio brutto riguarda la distruzione completa di un boschetto storico del centro di milano, al fine di costruire su quell'area un nuovo palazzo (credo la nuova sede della Regione Lombardia). Insomma il solito bel mix di avidità, ecologismo a parole, indifferenza alle proteste della popolazione e cementificazione speculativa che è un po' il connotato delle amministrazioni locali che fanno il bello e cattivo tempo qui a Milano.
Informarsi maggiormente sulla vicenda è operazione dolorosa ma credo civicamente opportuna, per lo meno per coloro che questa gente l'hanno votata o corrono il rischio di votarla. Dal momento che il sito del Comitato di difesa del Bosco comunica ormai soltanto il desolato sconforto per l'epilogo di questa vicenda, un buon punto di partenza (nonostante la teribbile colonna sonora) può essere quest'altro sito dove si trovano documenti, cronache e anche alcuni dipinti/disegni di Dario Fo dedicati al vergognoso disboscamento.










