La tradizione vuole che in Liguria il padrone di un peschereccio offra a chi si imbarca la scelta tra il diritto di lamentarsi (mugugnà) e un supplemento di paga. Scelta lacerante per un ligure, e dalla quale per una volta perfino la tirchieria usciva sconfitta; come dice il proverbio: “Sensa vin se navega, sensa mugugni no”. (Claudio Paglieri)
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tramandato ai posters alle 18:31 del 16/04/2008 | commenti (3) | fastidi | permalink

Mark Knopfler live @ ForumOra, prendete un concerto come quello di ieri sera, di Mark Knopfler. Non stiamo parlando degli AC/DC e nemmeno dei Tokio Hotel: ti aspetteresti un pubblico posato, maturo, e invece anche se non ci sono le ragazzine urlanti, finisco comunque per beccarmi delle persone che sembrano capitate lì quasi per sbaglio e che finiscono per guastarmi la serata. Ieri mi sono ritrovato dietro una pattuglia di really desperate houseviwes che hanno continuato imperterrite e ciatellare e ridere, senza badare a che la musica che arrivava dal palco potesse andare un pochino più in profondo rispetto al loro timpano. In pratica erano venute per sentire le canzoni dei Dire Straits e del resto non gliene fregava quasi nulla. Per giunta il livello era... beh, guardate, ve lo lascio dedurre riportandovi un episodio: c'è MK che presenta la band, arriva il turno di Guy Fletcher (che è tipo da sempre che suona e produce i dischi di MK, insomma un nome decisamente noto) e oltre ai soliti commentini sul fatto che non ci capiscono un cazzo una se ne esce con "hai sentito..? E' il figlio della Signora Fletcher!". Passo per snob e intollerante, lo so. E magari si tratta solo di un periodo di particolare intolleranza, ma davvero non ne posso più, mi rendo conto di detestare le persone così sterilmente superficiali, impermeabili a qualsiasi coinvolgimento emotivo e capaci solo di dire oooochebeeeellllaaaaaafinalmenteeee quando parte "Romeo & Juliet".

Che poi se ci penso, care amiche della fila dietro, in realtà il sentimento prevalente  è una sorta di rabbia impotente, perchè non capisco come si possa essere qui e questo sta facendo un assolo di un lirismo supremo e ha sto suono che smuove le pietre e... niente, 'sta roba non vi tocca, si ride & parla come se si fosse all'aperitivo con un disco in sottofondo e non ci posso nemmeno pensare, che siete comunque molte spanne "meglio" di quelle che vanno a strapparsi i capelli per i Sonhora. Esiste un fondo all'abisso?

Foto di Mattuz: thank you my friend.

tramandato ai posters alle 10:26 del 26/12/2007 | commenti | canzoni, fastidi, elisa, culturangle, inglese, fazio | permalink

M'è capitato di guardare un pezzetto dell'intervista di Elisa, lo scorso weekend, a CheTempoCheFa (la potete vedere online, se volete). Premesso che la ragazza è simpatica. Premesso che ha una piacevole spontaneità ("i jeans dell'acqua in casa") che fa molta tenerezza. Premesso che ha una voce della supermadonna e che a parte questo è comunque proprio brava (perchè, lo sappiamo, gente con una voce della supermadonna ce n'è anche, ma poi che robe cantano). 

Ecco, premesso tutto ciò volevo mugugnare di una cosa che mi è venuta in mente ascoltando una domanda che le ha fatto Fazio, circa l'uso della lingua nelle canzoni.

Dice Elisa, parlando di scrivere in italiano e/o inglese, che "scrivere in italiano è molto più difficile, l'inglese è molto immediato, è una lingua molto elastica, malleabile come una specie di pongo. L'italiano è più complesso, è molto più ricco, per dire una cosa la puoi dire in tantissimi modi, l'inglese è più immediato, c'è più semplicità".

Mi ha colpito perchè quando Elisa uscì, pensai che il disco era proprio bello, ben fatto, fresco, tutto quello che volete, però c'erano dei testi che "suonavano" anche bene però se ti ci fermavi a tradurli e a pensarci un attimo facevano piangere, sia come "profondità" (infatti ho pensato che avesse fatto apposta a cantare in inglese, per non rendere subito evidente a tutti che razza di robaccia fossero), sia come uso della lingua. Faccio quindi umilmente notare che l'inglese che usa Elisa è una roba tipo questa qua:

Now just let me sleep
I don't want to talk
I have nothing nice to say
I'm just sleeping in your hand

Don't wake me up to soon!
I don't want to see the world
I need to be no-one
All I want is just to be
  [Sleeping in your hand]

Oppure quest'altra qua:

Well there's a party for me,
the last thing I wanted from you
I close the door behind me and there you are
you seem relaxed and quiet
but under your shirt you sweat
and these balloons around make me feel so sad.
  [A Feast for me]

Credo invece che, quando si parla della lingua inglese usata nelle canzoni, sia giusto ricordarsi anche che esiste materiale come questo:

Theres a moon over bourbon street tonight
I see faces as they pass beneath the pale lamplight
Ive no choice but to follow that call
The bright lights, the people, and the moon and all
I pray everyday to be strong
For I know what I do must be wrong
Oh youll never see my shade or hear the sound of my feet
While theres a moon over bourbon street
[Moon over Bourbon Street]

Oppure questo:

There is a girl in new york city
Who calls herself the human trampoline
And sometimes when Im falling, flying
Or tumbling in turmoil I say
Oh, so this is what she means
She means were bouncing into graceland
And I see losing love
Is like a window in your heart
Everybody sees youre blown apart
Everybody sees the wind blow
[Graceland]

Roba lineare e certamente semplice (down to earth per dirla con il "pongo"), però con una cura del dettaglio lessicale infinitamente più alta di quelli di Elisa, che scrive usando le 200 parole-base che si sanno alla fine della terza media e che spesso comunicano anche una sgradevole sensazione di grammatica aggiustata e di quell'inglese broccolino ("I need to be no-one" fa il pari con "I teng my watch scassated"...) che viene fuori quando si pensa in italiano e poi si traduce parola per parola.

La morale è che se l'inglese che ha in mente Elisa è il basic English che può parlare un dodicenne clandestino che ha passato da tre mesi il borderallora quello che dice è vero, però che si sappia che, beh, è possibile fare qualcosina meglio. 

tramandato ai posters alle 10:37 del 27/11/2007 | commenti | fastidi, la repubblica video shock web 00 | permalink

Seguo con interesse quasi-divertito (non ci fosse da piangere) l'involuzione becero/generalista del portale online de LaRepubblica , credo di averne già parlato. Già il giornale cartaceo è lontano parente dell'illustre e autorevole "se stesso" di 10/15 anni fa: le Grandi Firme ci sono sempre, ma c'è anche una bella quota della foliazione dedicata a tematiche da "Porta a Porta" e altre amene cazzate che possano giustificare l'inserimento di un altro bel paginone pubblicitario tra di esse. E vabbè. Ma il Portale è nettamente "oltre" ed ha rinunciato completamente a differenziarsi dagli altri concorrenti, finendo per gareggiare anch'esso sulle abiutali tematiche cattura-clic: tette & culi, celebrità vere e presunte, cronaca nera. Il buon Vittorio Zucconi è solito rispondere alle obiezioni con un pragramatico "non vi piace? non leggetelo", che poggia su un sotteso e italianissimo tengo famiglia e che potrebbe anche essere condivisibile, se non trascurasse il piccolo dettaglio che chi diffonde verso milioni di utenti delle informazioni e un certo modo di fornire informazioni, credo abbia anche il dovere di un passaggio quotidiano e non frettoloso davanti allo specchio: un portale del "peso specifico" di Repubblica non deve seguire le pulsioni del pubblico, bensì ha il potere e l'opportunità di indirizzarle, o almeno di provarci.

Invece ci sguazzano. Te ne rendi conto perchè sono le notizie più becere quelle che sistematicamente hanno l'interstitial pubblicitario: sanno che i topolini andranno a sfamarsi nel formaggino marcio, e ne approfittano. Con la recente spinta multimediale il tutto ha ovviamente ricevuto spinta ulteriore, e si fa sempre più fatica a sopportare la doppiezza ipocrita e patologica di link come questo "GUARDA IL VIDEO SHOCK" scritto bello rosso e maiuscolo. La compassione eventuale è così di facciata da diventare repulsione, ed è provato che a solleticare la pubblica repulsione si portano a casa tante tante privatissime page views.

tramandato ai posters alle 18:01 del 04/10/2007 | commenti (1) | fastidi | permalink

Della repellente sceneggiata che Dida (uomo maturo e professionista lautamente retribuito dalla squadra che tra poco andrà a rappresentare il movimento calcistico europeo alla Coppa Intercontinentale) ha pateticamente inscenato ieri sera si è detto ogni ogni male possibile, nei vari mezzi di informazione e su (immagino) qualche tonnellata di blog. Io mi limito a riportare qui uno dei tanti videoclip che sono meritoriamente apparsi su YouTube e sottolineare anche una cosa.

Il Milan, oltre all'ovvia scelta di non cadere nel ridicolo di un ricorso all'UEFA, ha intenzione di fare qualcosa? Quello che si aspetterebbe il sottoscritto, sarebbe una presa di posizione del tipo "Può capitare a tutti di sbagliare, ma questa Società ha come priorità quella di tutelare e diffondere la cultura sportiva e, così facendo, la sua stessa reputazione. Non si vuole crocifiggere nessuno, ma l'episodio è indubbiamente grave e non tollerabile. Pertanto il signor Dida verrà messo fuori rosa per x settimane, con la speranza che trovi in questo modo il tempo per riflettere utilmente sui principi dell'etica sportiva e sui suoi stessi principi etici e morali".

Ecco, qualcosa del genere. Invece naturalmente niente di tutto questo, anzi l'unico commento che ho letto arriva dall'ineffabile Galliani (che ineffabile non mi pare, ma spesso fa comodo usare questo aggettivo quando se ne vorrebbero usare altri più pesanti e per decenza si evita) che ha commentato con una frase simile a "probabilmente ha esagerato nella reazione". Come se il punto non fosse che la reazione non può e non deve essere altra che quella istintiva e spontanea, ma ci fosse piuttosto stata una decisione sbagliata per eccesso nel calcolare la "giusta dose di reazione". Insomma non mi stupirei troppo se al Milan l'unico provvedimento fosse l'istituzione di un corso full-immersion dal titolo "Come calcolare nel modo più opportuno la vostra sceneggiata".  

Infine, avrei piacere di accumunare uomo e Società in un saluto tradizionalmente assai caro al loro comune e amato Presidente: " SI VERGOGNI ! "

tramandato ai posters alle 00:35 del 24/07/2007 | commenti | harry potter, fastidi, culturangle, titoli, la repubblica | permalink

Ora, immaginate di essere qua su questo blog a vedere un po' che cavolo si dice, esattamente come io stamattina sfogliavo laRepubblica di ieri (mi piace "La Domenica", che ci posso fare). Perfetto. Ora immaginate di essere vagamente appassionati alle vicende del maghetto HarryPotter ma allo stesso tempo di essere ben lontani dalla frenesia da fan che in questi giorni ed ore ha impedito a parecchi di prendere sonno, tormentati dal dubbio esistenziale "morrà o non morrà", destinato ad essere svelato dal (sedicente) ultimo volume, uscito appunto sabato scorso. Benissimo, ci siamo fin qua?

Ok, ora immaginate che io come un perfetto idiota qua sul blog, tipo ad esempio <B>proprio al posto di queste innocue parole</B> ci metta invece quelle quattro o cinque paroline in grado di togliervelo repentinamente e senza ombra di dubbio, quel dubbio (no pun intended).

Perchè è così che è successo su Repubblica. Perchè un titolista deficiente ha pensato bene di mettere un colossale e clamoroso <i>spoiler</i> (lasciate stare le Alfasud, si dice così quando si rovina anticipatamente qualche tipo di sorpresa, mistero, thriller) a metà di una delle pagine interne, così che il pirla qua scrivente, mentre gironzolava tranquillo tra la cronaca semi-nera e le pagine di economia, si è avuto la sorpresa finale di Harry Potter bell'è che rovinata. Naturalmente ho subito distolto lo sguardo e girato pagina, appena mi sono reso conto di quello che stavano leggendo i miei occhi: ma è stato troppo tardi, adesso purtroppo so quello che non vorrei sapere e che un minimo residuo di civiltà mi impedisce di scrivere qua, resistendo a una umana tentazione di mal comune mezzo gaudio (così facevano certi appestati al tempo del Manzoni, sapete).

tramandato ai posters alle 22:41 del 18/07/2007 | commenti (3) | fastidi, riscaldamento ambiente condizion | permalink

Passato da poco il concertone Live Earth con i relativi crogiolarsi in calde (ca va sans dire) lacrime sul riscaldamento globale, e le varie filippiche telegiornalistiche sulla responsabilità individuale, sulla nostra impronta di carbonio (...vado a memoria, giusto?) su come dai anche chiudendo l'acqua mentre ci si massaggia le gengive in qualche modo si contribuisce. Le anime belle che avessero osato sperare una lieve presa di coscienza del problemuccio e magari l'inizio di una consequente e gioiosamente timida sterzata in direzioni più eco-consapevoli ed eco-compatibili,rinunicino a sperare. Ha preso a fare finalmente caldo nella maniera che un Luglio serio deve garantire e le aperture dei telegiornali sono immancabilmente dedicate ai picchi di consumo energetico che ci sono riscontrati in questi giorni. Qualcuno preoccupato di questo consumo scatenato? Qualcuno che abbia osato dire "che cribbio, è pieno Luglio, cerchiamo di soffrire un pochino, accettiamo qualche ascella pezzata ma please evitiamo la corsa al condizionatore? Macchè, niente. Sono tutti preoccupati di sapere dall'Enel, da Terna, dall'Eni da Sa-Il-Cazzo se abbiamo corrente a sufficiente per consumare come dei dannati o se invece rischiamo il malaugurato black-out. Si sa, quando fa caldo in casa, del riscaldamento globale diventa difficile non strabattersene un poco.

tramandato ai posters alle 13:19 del 13/05/2007 | commenti (7) | fastidi | permalink

Domani ZapateroIo sono una persona cattiva.

E' per questo che vedo le foto della oceanica adunata in Piazza San Giovannni di ieri e penso come sarebbe stato bello vederli tutti spazzati via da una bella bomba atomica. Tutti: dal magnificerrimo Berlusconi, alla più scalcinata delle vecchine innamorate di benedettosedicesimo, ai deficienti con berrettino giallo e cartello "oggi la Bindi, domani Zapatero" (vedi foto), evidentemente giusto un gradino sotto Belzebù in persona, secondo loro. Tutti con il loro finto perbenismo, la loro ottusità, la loro stupida incapacità di cogliere gli aspetti veramente fondamentali di ciò che ci rende "umani", la loro immatura e strumentalizzata passione per l'idolatria, le frasi fatte, i totem e i tabù.

So bene che qualcosa andrà perso, ma non sarebbe possibile scremare uno per uno i sommersi e i salvati: sono convinto che, tirate le somme, saremmo un Paese migliore senza questo milione di personaggi e senza la loro odiosa e sbandierata consapevolezza di sentirsi normali, più giusti e migliori di altri: che, incidentalmente, è quanto di più anticristiano si possa concepire, a voler prendere sul serio le cose.

tramandato ai posters alle 14:32 del 29/03/2007 | commenti (3) | word, fastidi, mugugni, windows, littizzetto | permalink

Ok, si sa che informaticamente parlando sono strenuamente windowsiano. Ma vi prego di credermi, non è per questo. Piuttosto, mi infastidisce (stavo per scrivere: mi addolora)  vedere persone intelligenti e che stimo ridursi a dire delle stronzate così, tanto per cavalcare l'onda del luogo comune e trovare la battutta senza fare fatica. E' successo sabato scorso con la Littizetto, che si è messa a sproloquiare contro Word (probabilmente sulla scorta delle sue frustrazioni di utente/scrittrice) prendendosela in particolare con il fatto che quando si chiude Word, il programma automaticamente chiede se si vuole salvare il documento aperto e non salvato: non so se l'avete visto, ma insomma sono partite crasse battute sullo stile "ma che minchia me lo chiedi a fare, salva sempre e basta, cosa pensi che mi metto lì a scrivere così perchè non ho niente di meglio da fare?".

Come se, cara Luciana, non capitasse mai a nessuno (e in particolare proprio a quelli che come te fanno un lavoro creativo con le parole) di scrivere anche un bel po' e poi stracciare appallottolare o tirare una riga sopra tutto.

Come se, testina, non fosse semmai normale il contrario: visto che mi stai chiudendo il programma senza aver salvato, si può supporre che tu NON voglia salvare quello che hai scritto, non credi? Quindi è giusto una cortesia che ti fa il programma, nel caso tu fossi stata così STORDITA da chiudere il programma senza aver salvato il documento su cui hai scritto, che è un po' come buttare gli appunti nel cestino prima di aver riportato in bella copia.

E comunque basta andare in Opzioni, Salva e selezionare "Salva automaticamente ogni X minuti", dove X è un numero di minuti che si vuole, anche uno, se si hanno particolari paranoie.

Insomma, cara Littizz... continua a prendertela con Eminenz, che ne hai ben più motivo.

tramandato ai posters alle 22:10 del 14/02/2007 | commenti | fastidi | permalink

Ma guarda un po' che combinazione. Lunedi mettono in vendita i biglietti per la serie di concerti di Vasco, che però sono a Giugno, quindi tra un bel po'. E cosa mi fa MTV la sera stessa? Ma un bel "A Night With" con Vasco, ovviamente, dove (ma questa è la natura del programma, o del format se preferite,quindi niente da dire) si travalicano spesso e volentieri i confini dell'agiografia. E cosa fa la nostra MTV quando si tratta di farci sentire qualche bella canzunciella del Blasco nazionale? Ci fa forse vedere i costosissimi video anche d'autore (ricordo un Polanski per Gli Angeli, se non erro) che ne costituiscono la ricca filmografia? Ma va là! Naturalmente ci becchiamo delle fantastiche riprese live from SanSiro, come per dire: ciò che è stato, tornerà ad essere. Magari un po' più afono, scimmiesco ed ansimante, ma tornerà ad essere.

Che poi magari sono mie immotivate suggestioni da complotto, e magari è il contrario cioè MTV che sale sul carrozzone di Vasco, però a me sta cosa ha fatto innegabilmente un poquito schifo, vedere per l'ennesima volta che dietro sorrisi e finti entusiasmi sguazza un cinismo imprenditoriale dei più biechi. Insomma non so che cazzo sto dicendo, però se queste sensazioni nemmeno posso metterle nemmeno sul mio blog, che per giunta è votato al mugugno, allora che lo terrei a fare?

PS: Naturalmente questo non toglie che noi domattina alle 9 si starà li come lemmings a tentare di catturare gli agognati biglietti per la seconda serata, che Sua Vaschità ha graziosamente concesso!

 

tramandato ai posters alle 11:34 del 22/12/2006 | commenti | fastidi | permalink

Spadellavo preso dai fusilli ai carciofi, ieri sera, e in sottofondo mi arrivava la delirante discussione di ottemmezzo sul "caso Welby" (che già il fatto che mi/ci inducano a parlare di "caso" è una roba schifosa). Sarà stato forse il retaggio dei lunghi anni passati nelle aule di Legge o la concentrazione rivolta quasi per intero al soffritto, ma sta di fatto che per un po' mi sono fatto irretire da costoro  (tra i quali il Prof. Umberto Galiberti che mi pare niente più che una sopravvalutata Casalinga di Voghera) e mi sono attorcigliato nella matassa di lana caprina del suicidio assistito (reato), dell'omicidio di consenziente (reato), dell'accanimento terapeutico (deontologicamente discutibile), del rifiuto del cure (diritto), dell'omicidio bello e buono tramite sedativi (reato, cà va sans dire).

Che, diciamolo, è anche una schopenhaueriana "distrazione" per sfuggire al peso del nudo fatto e della sua drammaticità, lasciandolo sullo sfondo, come semplice spunto di un esercizio a suon di sofismi.

Fortunatamente a un certo punto mi sono ripreso e mi sono ricordato di quello che penso: che se uno non ha neppure il diritto di decidere se e quando vuole morire senza che la RosiBindi o il Maroni di turno abbiano la presunzione si scassargli la minchia, la nostra libertà individuale è davvero gran poca cosa.

Dovrebbe essere così semplice, dato che non invado la sfera di libertà di nessun altro se non la mia, decidendo anzi del bene unico e più prezioso di cui dispongo, la mia stessa vita. O la libertà che ci viene garantita dalla Costituzione è solo quella di scegliere tra i Pacchi su RaiUno e Bonolis su Canale5?

Nel frattempo stamattina m'è toccato sentire quel brillantone di Polito (ex Repubblica, senatore dei DS) sostenere che per lui non esiste un "diritto alla morte"...  Che vogliamo farci, ci faremo tutti firmare una liberatoria dal dottor Polito, al momento del bisogno.