La tradizione vuole che in Liguria il padrone di un peschereccio offra a chi si imbarca la scelta tra il diritto di lamentarsi (mugugnà) e un supplemento di paga. Scelta lacerante per un ligure, e dalla quale per una volta perfino la tirchieria usciva sconfitta; come dice il proverbio: “Sensa vin se navega, sensa mugugni no”. (Claudio Paglieri)
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Pare che vogliano mandarlo in pensione persino dai film di James Bond, dopo decenni di onorata carriera ("agitato, non mescolato" ovviamente), per rimpiazzarlo con una delle solite birrette da spot televisivo, disposta a sganciare un po' di soldini. Per chi ha voglia, sarebbe simpatico ordinare qualche media in meno, e qualche Vodka Martini (circa 3/4 della prima e 1/4 del secondo, ma va a gusti) in più, e brindare alla faccia di quelli che pensano di potersi comprare tutto, ma proprio tutto.
 
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tramandato ai posters alle 15:22 del 22/02/2008 | commenti | guanti una cosa simpatica | permalink

Sono orgoglioso del mio percorso quotidiano cascina-metropolitana fatto in bicicletta, che mi fa sentire non dico un cittadino modello, però almeno un qualcuno che prova a minimizzare la propria "impronta ecologica", o come si chiama, e allo stesso tempo fa un po' di moto evitando peraltro di arricchire le tasche dei petrolieri e l'ìntasamento delle strade.

Tutto ciò per dire (sarò fatto strano, lo so) che il momento in cui lego la mia bici alla ringhiera di fronte alla MM2 Cernusco è quindi un momento a suo modo gratificante.

E' stato ancora più graficante ieri quando nel chiudere il lucchetto noto un paio di guanti neri appoggiati alla base della grata e penso "tho qualcuno che ha dimenticato qui i guanti, chissà se li ribeccherà" e mentre penso questo, li guardo meglio e un pensiero si fa strada a fatica: i guanti sono i miei.

E' da un po' di tempo che ne faccio a meno (infatti i giorni passati di revancha del frio mi hanno castigato) ed in effetti a pensarci erano un po' spariti, ma pensavo fossero nella giacca da sci, in qualche zaino, nel cassetto dell'auto, vattelapesca.

E invece erano lì, sul muretto davanti alla metro, in un posto dove non lascio la bici quasi mai, dato che di solito sono più pessimista e "parcheggio" prima. Audacia premiata, dunque, perchè quel paio di guanti, un po' provato dalle intemperie e decorato di foglie secche e rametti, era indubbiamente il mio: l'ho riconosciuto dal pollice bucato del guanto destro!

Va a sapere quando li ho dimenticati...

PS: Mi piacerebbe lodare l'onestà dei cittadini cernuschesi, che hanno lasciato li i miei guanti per almeno qualche settimana, in attesa che si ricongiungessero al loro proprietario. Anche se, a dirla tutta, sono davvero guanti da poco.