Ora, immaginate di essere qua su questo blog a vedere un po' che cavolo si dice, esattamente come io stamattina sfogliavo laRepubblica di ieri (mi piace "La Domenica", che ci posso fare). Perfetto. Ora immaginate di essere vagamente appassionati alle vicende del maghetto HarryPotter ma allo stesso tempo di essere ben lontani dalla frenesia da fan che in questi giorni ed ore ha impedito a parecchi di prendere sonno, tormentati dal dubbio esistenziale "morrà o non morrà", destinato ad essere svelato dal (sedicente) ultimo volume, uscito appunto sabato scorso. Benissimo, ci siamo fin qua?
Ok, ora immaginate che io come un perfetto idiota qua sul blog, tipo ad esempio <B>proprio al posto di queste innocue parole</B> ci metta invece quelle quattro o cinque paroline in grado di togliervelo repentinamente e senza ombra di dubbio, quel dubbio (no pun intended).
Perchè è così che è successo su Repubblica. Perchè un titolista deficiente ha pensato bene di mettere un colossale e clamoroso <i>spoiler</i> (lasciate stare le Alfasud, si dice così quando si rovina anticipatamente qualche tipo di sorpresa, mistero, thriller) a metà di una delle pagine interne, così che il pirla qua scrivente, mentre gironzolava tranquillo tra la cronaca semi-nera e le pagine di economia, si è avuto la sorpresa finale di Harry Potter bell'è che rovinata. Naturalmente ho subito distolto lo sguardo e girato pagina, appena mi sono reso conto di quello che stavano leggendo i miei occhi: ma è stato troppo tardi, adesso purtroppo so quello che non vorrei sapere e che un minimo residuo di civiltà mi impedisce di scrivere qua, resistendo a una umana tentazione di mal comune mezzo gaudio (così facevano certi appestati al tempo del Manzoni, sapete).










