Seguo con interesse quasi-divertito (non ci fosse da piangere) l'involuzione becero/generalista del portale online de LaRepubblica , credo di averne già parlato. Già il giornale cartaceo è lontano parente dell'illustre e autorevole "se stesso" di 10/15 anni fa: le Grandi Firme ci sono sempre, ma c'è anche una bella quota della foliazione dedicata a tematiche da "Porta a Porta" e altre amene cazzate che possano giustificare l'inserimento di un altro bel paginone pubblicitario tra di esse. E vabbè. Ma il Portale è nettamente "oltre" ed ha rinunciato completamente a differenziarsi dagli altri concorrenti, finendo per gareggiare anch'esso sulle abiutali tematiche cattura-clic: tette & culi, celebrità vere e presunte, cronaca nera. Il buon Vittorio Zucconi è solito rispondere alle obiezioni con un pragramatico "non vi piace? non leggetelo", che poggia su un sotteso e italianissimo tengo famiglia e che potrebbe anche essere condivisibile, se non trascurasse il piccolo dettaglio che chi diffonde verso milioni di utenti delle informazioni e un certo modo di fornire informazioni, credo abbia anche il dovere di un passaggio quotidiano e non frettoloso davanti allo specchio: un portale del "peso specifico" di Repubblica non deve seguire le pulsioni del pubblico, bensì ha il potere e l'opportunità di indirizzarle, o almeno di provarci.
Invece ci sguazzano. Te ne rendi conto perchè sono le notizie più becere quelle che sistematicamente hanno l'interstitial pubblicitario: sanno che i topolini andranno a sfamarsi nel formaggino marcio, e ne approfittano. Con la recente spinta multimediale il tutto ha ovviamente ricevuto spinta ulteriore, e si fa sempre più fatica a sopportare la doppiezza ipocrita e patologica di link come questo "GUARDA IL VIDEO SHOCK" scritto bello rosso e maiuscolo. La compassione eventuale è così di facciata da diventare repulsione, ed è provato che a solleticare la pubblica repulsione si portano a casa tante tante privatissime page views.










