La tradizione vuole che in Liguria il padrone di un peschereccio offra a chi si imbarca la scelta tra il diritto di lamentarsi (mugugnà) e un supplemento di paga. Scelta lacerante per un ligure, e dalla quale per una volta perfino la tirchieria usciva sconfitta; come dice il proverbio: “Sensa vin se navega, sensa mugugni no”. (Claudio Paglieri)
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tramandato ai posters alle 17:00 del 23/01/2007 | commenti (2) | master of the universe, mugugni | permalink

Non so se avete mai provato a pensare a qualche funzionalità che vorreste avere nei nostri ormai inseparabili telefoni cellulari... Io l'ho fatto giusto stamattina per ingannare il tempo-metropolitana (era tardi e non ho fatto a tempo a comprare il giornale) e mi sono venute fuori alcune ideuzze. Se qualcuno si sforza e ne mette altre, le raccolgo e mandiamo una bella letterina alla Nokia...  Intanto vi faccio un breve elenco delle mie, premettendo che mi sono limitato alle funzioni primarie del telefono (diciamo voce e sms), però senza andare troppo per il sottile distinguendo tra desideri da rivolgere al produttore dell'aggeggio o piuttosto al fornitore del servizio di rete. .. Pronti, via.

1) Una sveglia per il telefono. Non voglio che svegli me, quella lo so che c'è. Voglio che si svegli lui.  Mettete di non poter escludere che qualcuno possa decidere di telefonarvi molto ma molto presto alla mattina, mentre voi state sicuramente ancora dormendo, e non volete correre il rischio di perderla, quella telefonata. Al momento l'unica soluzione è lasciare il telefono acceso tutta la notte... ora, io non so se ste minchia di onde radio siano o meno dannose, ma comunque non mi pare una bella cosa. Voglio poter dire al mio telefono che adesso lo spengo, ma che alle 6.30 del mattino MENTRE IO BEATAMENTE DORMO lui si deve automaticamente riaccendere. E' chiedere troppo?

2) Un filtro anti indesiderato insistente.  Mi capita spesso che bellissime donne che incontro occasionalmente mi tempestino poi di chiamate continue supplicandomi di sposarle. Ecco, vorrei poter continuare a tenere acceso il mio cellulare e fare in modo che per quel certo numerino il mio cellulare (magia!) risultasse spento, lasciandomi vivere tranquillo e scoraggiando ulteriori insistenze. E' chiedere troppo?

3) Spegnimento automatico. Molto, ma molto spesso, scendo in metropolitana e mi dimentico di spegnere l'apparecchio. Risultato: il povero tapino passa i successivi 40 minuti a provare e riprovare a connettersi a una rete che è destinato a non trovare, dissanguando la propria batteria. Vorrei poterlo impostare in modo che dopo enne tentativi (dove enne è un numero che decido io) lui automaticamente si spegnesse. E' chiedere troppo?

4) Messaggino risponditore. Ultimo, ma fondamentale. Vorrei poter definire un messaggio di testo (sono anche disposto a inviarlo a un certo numero indicatomi dal mio fornitore di Rete) che venga inviato sotto forma di sms al numero che prova a chiamarmi e che trova spento, del tipo "Sono al cinema, riaccendo verso le 10!" oppure "ops... sto facendo la doccia". Perchè è vero che oggi possiamo venire notificati se e quando chi abbiamo chiamato riaccende, ma non è davvero la stessa cosa: in questo modo chi ci chiama potrebbe subito capire se e quando torniamo disponibili e regolarsi di conseguenza. Questo mi sembra davvero simpatico e di sicuro non è chiedere moltissimo...

ps: confesso di non essere super-appassionato del settore, magari 'ste cose si possono fare già, nel qual caso abbiate pietà e anzi fatemi sapere come!

tramandato ai posters alle 17:10 del 16/07/2005 | commenti (1) | master of the universe, mugugni | permalink

Volevo rispondere ai commenti al mio precedente intervento, però temo di andare un pochino lungo, quindi preferisco farlo in un nuovo post.

Circa il primo intervento di FEz, più che una risposta, una riflessione. Pensiamo pure ai "bei tempi" (spero fosse ironico, eh?) della seconda guerra mondiale, ad esempio. Il bombardamento a tappeto delle città non era terrorismo? Pensiamo a Dresda, o a Coventry. Anche ai bei tempi si colpivano indiscriminatamente i civili nel sonno, nelle piazze, si minava il loro attaccamento alla vita e al vivere civile, in comunità. E, per fare un esempio estremo, le bombe atomiche sganciate sul Giappone, non sono la forma definitiva di "terrorismo" ? Hanno addirittura cancellato due città in un mattino come tanti, con la gente che andava a scuola, al lavoro, a fare compere. Perchè ci scandalizziamo di un treno che salta in aria quando noi occidentali abbiamo fatto esplodere intere città? E, fatemelo dire, i terroristi di AlQuaeda plagiati maniaci esaltati crudeli quanto vogliamo (e non lo dico per dire, penso davvero che siano tutto questo) per lo meno si meritano il MINIMO rispetto dovuto ai kamikaze e sicuramente li preferisco ai piloti dell'Enola Gay, con il culo al sicuro a godersi lo spettacolo del fungo atomico e capaci di pentimenti tardivi, utili solo per vendere qualche libro di memorie.
Passato mezzo secolo, possiamo raccontarci che abbiamo imparato la lezione, ma in realtà non vedo molta differenza con i bombardamenti pseudo-intelligenti (e se sono stupidi, pazienza, basta che non se ne accorga qualche giornalista troppo zelante).
Insomma, anche ai bei tempi delle guerre "tra eserciti", come dice FEz, lo spargimento indiscriminato e terroristico di sangue civile c'era eccome, e senza voler pensare alle varie "pulizie etniche" di cui la civile Europa è maestra. Punto uno.

Il punto due è collegato a questo. Ne ho già accennato. ma credo che vada sottolineato il peso particolare che hanno i civili in una democrazia in guerra. Il terrorista non si fa esplodere e si ritiene soddisfatto nella sua vendetta perchè cell'ha con i Tizio Caio e Sempronio che va ad ammazzare, o perchè riesce a fare 30 o 40 morti. La vendetta non è placata e l'attentato è uno strumento per raggiungere l'obiettivo diverso: volgere l'opinione pubblica in uno strumento di pressione a proprio favore. Non potendo realisticamente contrastare la potenza militare del nemico, si sceglie di minare alle fondamenta la legittimazione all'azione che lo sostiene. E in questo davvero il caso spagnolo è esemplare. State tranquilli che nei paesi dove il Potere sostanzialmente può fregarsene di come se la passa il popolo, di attentati ce ne saranno sempre davvero pochi. La "morte pubblica" e indiscriminata ha senso nelle democrazie e la sua funzione è quella di far sorgere un numero sufficientemente grande di "io non ci sto!!", tale da togliere il terreno sotto i piedi del tuo nemico.
Credo che i terroristi abbiano colto la tremenda immaturità delle nostre democrazie, che sono come bambinette viziate che non ti stanno a sentire fino a che non molli qualche schiaffetto schiaffo o schiaffone. L'imperialismo USA? Essì, che brutta cosa, però vabbè... La guerra per il petrolio? La strumentalizzazione del caso IRAQ? Lo scandalo di Guantanamo? Tutte cose che sappiamo, ma che passano in secondo piano non appena dobbiamo scegliere se stasera sia meglio la pizzeria o il ristorante di pesce fresco. A MENO CHE non ci venga paura di saltare per aria lungo la strada. A quel punto la scelta diventa leggermente meno importante... Grazie alla famosa globalizzazione e ai mass-media, chi coordina questi attacchi ha capito benissimo che siamo così. Superficiali ed isterici. Le azioni che vediamo ne sono la logica ed inevitabile conseguenza, temo.

Ultimissima cosa sul discorso "Decimo Guastatori". Attenzione a non far diventare "le sofferenze della popolazione civile" un comodo alibi. Bisogna tenerne conto, ma non si chiude così il discorso. Tanto per cominciare si potrebbe disconoscere il ruolo attivo e militare italiano nella regione, facendo in modo che i nostri soldati abbiano solo  compiti umanitari e di ricostruzione e/o di quello di tutelare chi procede a tali compiti. Insomma, cominciamo a dire al mondo che abbiamo fatto una cazzata, che non vogliamo più sporcarci le mani con questa merda e che se abbiamo ancora un fucile in mano è solo perchè la situazione in Iraq è ancora FUORI CONTROLLO (cosa che nessuno ammette chiaramente) e quindi dobbiamo tutelarci. Insomma, senza fare armi e bagagli da un giorno all'altro bisognerebbe avere il coraggio di fare un bel "punto e capo", almeno a livello diplomatico, ammettere gli errori e cercare il modo migliore di uscirne (migliore per tutti, anche per le famose popolazioni civili, che temo però non sarebbero così dispiaciute dal vederci sloggiare), invece di procedere ottusi e baldanzosi verso il baratro.

tramandato ai posters alle 11:23 del 10/07/2004 | commenti | master of the universe | permalink

Strano.. mi rendo conto che tra mugugni vari e corse simulate, in questo blog molto spesso si finisce a parlare di guida, auto, codice della strada, eccetera. Sarà forse perchè mentre guidi capita di non aver molto da fare e allora mi metto a pensare ai sensi nascosti di quello che sto facendo. O forse perchè essendo una attività di massa, fornisce esempi facili per le dinamiche sociali che ci crescono sotto il naso. O forse è (anche) perchè in questo caso le leggi e leggine non sono qualcosa di distante e quai indifferente, ma ci toccano davvero e direttamente...

Proprio di leggi mugugnerò, in particolare del COLOSSALE EQUIVOCO DEL LIMITE DI VELOCITA'.

Il tema è lungamente trattato e dibattuto, si ricorda ancora la sollevazione popolare contro il ministro Ferri, quello dei "110 all'ora".

Quello che a me sembra è che prima di tutto si sia completamente travisato il senso delle parole. Il LIMITE MASSIMO dovrebbe essere appunto tale e non la velocità consigliata. Con "limite massimo" intendo un concetto che dica "guarda, su questa strada quando hai tutte le condizioni ottimali a disposizione, per quanta fretta tu possa avere AL MASSIMO puoi fare questa velocità". Dove le condizioni ottimali sono traffico, visibilità, condizioni del mezzo, condizioni della strada... insomma tutto quello che può potenzialmente compromettere il fatto di viaggiare a una data velocità in sicurezza. I

In questo senso non mi scandalizzano i 150 all'ora del ministro Lunardi, sono perfettamente d'accordo che non rappresenti un pericolo tenere quella velocità sul biliardo semi-vuoto della A26, con un'auto adeguata.

Il problema è che invece si legge "limite" e si pensa "velocità di crociera", che mi pare una cosa del tutto diversa, quindi se io fossi capo dal mondo:

1) Alzerei la soglia-limite a 70km/h per i centri urbani, 110km/h per le strade provinciali e statali, 150km/h per le autostrade.

2) Preciserei che si tratta appunto di valori massimi da toccare raramente e solo in quei brevi tratti di spazio e tempo in cui sussistono tutte le condizioni ideali.

3) Darei compito alle Scuole Guida di far capire che la velocità da tenere e proporzionale alle condizioni che si trovano, nell'intervalllo 0-limite. Più in generale renderei molto più selettivo il riconoscimento della patente, che orami sembra quasi un diritto civile.

4) Aumenterei le sanzioni per chi supera i limiti massimi, anche se magari di pochi km/h.

5) Lascerei ovviamente la possibilità di definire per certi tratti dei limiti specifici con appositi cartelli, come adesso.

6) Avrei forse il problema di dover dare discrezionalità alle forze dell'ordine di valutare se chi viene fermato andasse comunque "troppo" veloce pur se sotto il limite massimo...però cosa sarebbe la vita se tutti i problemi fossero subito risolti?

 
tramandato ai posters alle 13:48 del 02/06/2004 | commenti | master of the universe | permalink

Le cose si cambiano dal basso, ma il basso non ha potere per farlo.
Come uscirne? Semplice: fatemi Capo del Mondo e ghe pensi mi!

E se pensate che in Italia si aggiri Qualcuno che non troppo velatamente ambisce a questa onerosa carica (portate pazienza se non lo si nomina, i mastini della par condiscion ci stanno alle costole) vi prometto che il sottoscritto sarebbe un Capo del Mondo onesto, premuroso e ragionevole: quindi sostanzialmente diverso dal mio concorrente, non credete?

Per dimostarlo, pubblico in questa sezione alcune idee per la mia prima (e ultima, se vengo eletto) campagna elettorale, via via che i casi della vita me le mettono sotto gli occhi, in tutta la loro sensata evidenza.